Posted by: monte on: 25 Gennaio, 2008
Tristezza, speranza (fiducia nel futuro?) e realtà : In questi giorni sono successi diversi avvenimenti che mi hanno fatto incontrare in ordine queste tre situazioni, creando dei collegamenti che forse già conoscevo ma su cui non avevo mai riflettuto.
Martedì ero triste, scazzato di non so cosa e mi stavo di nuovo creando paranoie inutili, riflettendo su temi già chiari, come se le cose non mi bastassero mai, come se avessi avuto bisogno di certezze, poi di colpa una bella notizia, tutto cambia di colpo, come può una bella notizia cambiare le carte in tavola ? Come scritto in questo articolo reputo la cosa molto egoista e tra l’altro inutile, perchè purtroppo non si vive a periodi o a situazioni, ogni giorno siamo circondati da alti e bassi.
La novità annunciatami portava qualche lampo di speranza per una contesto importante, mi aveva dato speranza e voglia di continuare la settimana, insomma mi aveva donato nuovamente il sorriso che stava svanendo per non so cosa…almeno non lo sapevo ancora, nonostante ho pensato e anche scritto parecchio sul tema, quindi mi sembrava di inciampare sempre sugli stessi problemi, però è stato un modo per approfondire e conoscermi meglio.
Oggi che la speranza si è rivelata un quasi sicuro fallimento sono comunque contento, quella notizia mi aveva portato felicità e quindi la calma, la tranquillità di tutti i giorni che stavo perdendo in quelle 24 ore precedenti a causa del troppo Caos che stavo provocando attorno a me. Si, stavo esagerando, stavo mescolando troppi avvenimenti, troppi discorsi, troppi stati d’animo e troppe cose che mi stavano facendo urlare addosso a tutti e urtare i rapporti, sono troppo emotivo.
Mi serviva un po’ di calma che mi regalasse un sorriso e che a sua volta mi donasse normalità, abbassando quel livello alle stelle di emotività che mi faceva pensare a cose non utili, a cose che mi offuscavano bei pensieri che ero arrivato a condividere, insomma stavo di nuovo cadendo nel dire: “cazzo, tutto va male”, ovviamente tutto va bene o comunque va…questo è l’importante. la verità è nel mondo fuori di noi, che aspetta di esser vissuto in prima persona da noi, non nel nostro piccolo cervellino, che appunto non è sempre illuminato come quello di un filosofo. Qualcuno diceva: Si vive, vivendo.
Qualche riflessione sull’accaduto:-
- Stavo di nuovo cadendo in una tristezza mischiata ad un po’ di malinconia perché avevo troppo casino in testa, sarebbe bastato prendere un vero momento per me (non stare al computer ad aggiornare il blog: questo è una mania, o comunque solo un passatempo), sarebbe bastato ascoltarmi veramente per capire che non c’era nessun motivo per essere scazzati ma purtroppo è facile nascondere le cose a se stessi, è facile farla semplice ed è agevole prendere la strada comoda: dando la colpa agli altri. Una tristezza stupida basata sulla comodità dei miei pensieri, invece di rimboccarsi le maniche: commiserarsi, invece di agire: aspettare…questa è tristezza perchè purtroppo non sempre quello che uno si aspetta arriva. Qualche volta capita, ma io non voglio aspettare.
- Il sorriso: come scritto in un articolo precedente una cosa che ormai credo sia indubbia è che il sorriso sia indispensabile, almeno quello interiore, con un sorriso si affronta tutto e si sorpassa tutto, col grugno le cose sembrano più grigie di quello che sono, con un bel sorriso sono leggere, anche torti verso di noi o qualsiasi insulto, tutto scorre più in fretta, anche perchè si sa vedere oltre e non fermarsi
- Mi stavo appoggiando ad una stupida notizia per andare avanti, ci sono milioni di motivi per essere felici ed io mi volevo legare ad una cosa stupidissima, perché? Perché i nostri stati d’animo sono tantissimi e ci condizionano, bisogna essere forti e soprattutto bisogna conoscersi ogni giorno di più, per vedere se ci inganniamo da soli.
- Io non vi ho raccontato la mia tristezza, però vi posso dire solo una cosa: parlate dei vostri problemi a qualcuno che vi sappia ascoltare, che vi dica la verità senza proteggervi (a quello ci pensa già la nostra testa) ma che sia delicata, che vi voglia bene insomma. Servirà a confrontarsi, a rapportarsi e anche a sfogarsi, perchè ho capito che isolarsi non serve a niente: mai. (ne scriverò più avanti), inoltre sono stato triste ma è bastato un niente per capire che quella tristezza era vincolata solo ad uno stato d’animo che viaggiava troppo veloce: è bastata una chiacchierata con le persone interessate che è svanita…il problema è che questi stati d’animo possono contagiarci o rimanerci addosso, io la mia cura ve l’ho sempre scritta: conoscersi e combattere per la propria felicità (che non coincide spesso con le cose piacevoli), per non essere soffocati dagli stati d’animo, dalle situazioni e dalle seghe mentali che il nostro cervello crea (…ho trovato un bell’articolo sul cervello…)