Pubblicato da: monte su: 30 dicembre 2011

Ci perdiamo dentro un bicchiere d’acqua e nello stesso tempo non distinguiamo chi è confuso dalla confusione.
Tanto tutto va bene, finchè abbiamo ragione noi. Attorno a me, molte persone sono auto giustificate.
Persuase loro stesse da una razionalità aristotelica, finta come è l’aroma di laboratorio. Apparenza e manipolazione si mischiano. Cosa c’è dietro, chi manipola chi, o meglio cosa manipoli chi?
La voglia di essere qualcuno o qualcosa. La voglia di avere i valori corretti. Attenzioni, amore, approvazione. O cosa?
Vedo tanti esplorare il mondo, per cercare la verità, buona, bella e giusta, ma, una e deterministica. Solitamente che tende alla loro idee.
Ci si perde in parole che partono da un discorso e si collegano senza nesso ad altri, le congiunzioni irreali sono alleanza simmetriche e troppo opportunistiche tra persone. Tra relazioni. Ma la verità si perde, si corrompe nell’appoggio che cerchiamo all’esterno dei nostri valori, delle nostre preferenza e dal nostro essere. Perchè anche il più combattiero non vorrà mai rimanere solo, avrà sempre almeno una relazione per cui lottare, per cui cercare la verità.
Come facciamo a distinguere quando siamo pervasi dagli altri? Quando le nostre parole sono mischiate ad altre? Non lo possiamo sapere, la relazione è cambiamento; questo è un’aspetto di risorsa. Ma allora quali relazioni scegliere? Come cambiare?
La verità è sparsa, lontana da allenze, motivazioni, discorsi e persuasioni. La verità neanche si percepisce, perchè siamo ancora troppo vuoti. Ci siamo dimenticati come ascoltarla, la vogliamo, ma invece non la seguiamo.
La verità fa male. Ed è quindi giusto vedere il lato positivo di essa, l’aspetto di risorsa.
Serve una nuova razionalità.
Commenti recenti