Qualcosa che non c’è


I pezzi di canzone sono tratti da Qualcosa che non c’è di Elisa

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare il sole sorgere

Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore

Cercavo qualcosa che non c’è, cercavo i miei simili (dei mostri che mi ubbidissero), cercavo me stesso negli altri, volevo avere vicino le persone disegnate a mia immagine e somiglianza, cercavo la felicità nei beni materiali e negli altri, come se me la potevano servire su un piatto d’argento, la cercavo nelle cose che mi aspettavo, nel consumismo che mi doveva aiutare a sorpassare le difficoltà e a alleggerirmi questa vita. Ma poi in una giornata di pioggia è comparso il Sole, ma prima aspettavo, dicevo: “prima o poi troverò la mia felicità” e cosi andavo avanti giorno dopo giorno, senza viverli, aspettando un mondo come lo volevo IO, un mondo che per fortuna non esisterà mai, perchè se fosse cosi, non ci sarebbe speranza, fiducia, stupore verso gli altri, non avrei emozioni, sarebbe anche molto noioso.

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare

E poi di colpo, il bagliore mi ha accecato, e tutto sembrava cosi bello, di solito succede quando uno è fidanzato, ma per fortuna a me no, perchè come ho scritto non è la propria metà ad essere un motivo per farti vivere ogni istante della tua vita e renderti felice. Ho smesso di sognare il mio mondo perfetto, perchè avevo a disposizione un mondo bellissimo da girare stando anche solo a Torino o nel mio quartiere, fidatevi non è un “accontentarsi”, è semplicemente vederne la bellezza. Passo successivo? Fare qualcosa per renderlo migliore dove la situazione è proprio allarmante.

E se c’è un segreto
E’ fare tutto come
Se vedessi solo il sole

Elisa ci lascia un piccolo segreto, perchè le cose non sono mai automatiche.

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2 commenti su “Qualcosa che non c’è

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  2. Pingback: Scusa ma ti chiamo amore « il dubbio

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