Calmo, felice, ma…


E’ tardi, davvero troppo tardi.
La sera si è conclusa, tra una risata e l’altra che non ricorderò. Tra uno scherzo, una storia e un ottima cena che è volata, che mi è passata e che ho vissuto senza ansie, senza problemi e senza quel maldistomaco che mi ha sempre accompagnato, ma adesso?

calma

Adesso sono le 3, sono felice e un po’ dubbioso, dubbioso su come devo stare. Non è normale, è una sega mentale sul mio attuale stato di felicità.

Paolo era abbandonato sul letto di Simona forse aspettando una sua coccola, e intanto scorreva una canzone malinconica di Max Pezzali ed io per la prima volta in una situazione del genere sono stato felice, entusiasto di avere amici così, di avere vicino persone con un certo spessore. Gente a cui non servo per qualche motivo, gente con cui star bene. Forse troppo bene, tanto da far passar il tempo talmente velocemente che vorrei tornare indietro. Perchè?

Una volta quando i problemi mi assilavano, quando i pensieri di certe persone mi procuravano stati d’animo distruttivi arrivavo a casa e pensavo “Be’ almeno una bella serata l’ho passata”, in verità avevo passato una serata nella vana ricerca di divertirmi. Invece da qualche mese a questa parte la situazione è cambiata: dalla badella alla brace. E quindi?

Gianluca Capozzi illumina questa notte, questa notte veloce di un qualsiasi sabato caratterizzato dall’unicità degli eventi accaduti. Un calmo caos direi.

Non era mai successo. Sono calmo, ho la felicità ad un passo ma perché non riesco ad affermarlo con sicurezza? Il tempo mi è sfuggito ma sono sicurlo di averlo vissuto, io questa sera c’ero, c’ero con il corpo e con la testa libera dalle seghe mentali che mi sono sempre fatto. Il tempo passa e sono le 3.20.

Mi sono sempre troppo preoccupato di menato, di persone e situazioni e adesso che ho trovato il giusto equilibrio sento che sto’ bene. Mi sento leggero, non ho paura di perdere il mondo che mi sono creato, o almeno questo è quello che ho confessato ad un amico. Sarà proprio questo il problema? Io non mi sono creato proprio niente. Io vivo, vivo il presente quello che verrà non è un DUBBIO da risolvere, certo che vivendo bene il presente e le persone che ne fanno parte forse il futuro sarà una conseguenza positiva del presente, ma non devo eccedere nel pensarci. Poi i problemi ci saranno sempre, ma basta vederli con le lenti giuste, io non l’ho mai fatto, colpa il mio classico egoismo, IO dovevo star bene Ecco.

Domani niente messa alle 10, io l’ho sempre odiata alle 10, io andavo per vedere gli altri. Io amo andare a messa tardi, anche da solo, ma domani non lo sarò. Domani ci troveremo alle 18 tutti e poi usciremo. Se succedesse qualche intoppo non m’importerebbe, perché come ho visto in passato se un azione la faccio con amore (perchè la sento una mia scelta, una cosa giusta per i valori che considero giusti) non ho alcun tipo di problema. Amo la domenica, non l’avrei mai detto. Be’ la descrizione di questo blog dice tutto.

Comunque, Aristotele dice che chi non sa darsi le cose non saprà darle all’amico.

Vedo le persone in una nuova ottica, da un panorama dove non sono agitato, dove non ho ansie, così riesco a dare molto più spazio agli altri forse perchè l’ho dato a me. Il mio grande difetto è sempre stato il gran tempo libero che non riuscivo ad occupare in modo saggio, e si sa chi si annoia non è felice (almeno secondo il nuovo libro che mi ha regalto mia madre). E adesso che ho scoperto questa nuova dimensione sono ancora un po’ spaesato: ecco il motivo dell’articolo.

Questa tranquillità ottenuta mi fa star bene e quindi senza maschere davanti a tutti, mi fa sorridere, apprezzare e godermi i rapporti però mi crea quasi un pensiero del tipo “adesso, cosa ti resta?”, ecco cos’è cambiato dai mesi scorsi (quasi un anno): davanti a tutti una merda o simile e tra me&me “dai è stata una bella giornata, è successo questo, questo, questo”, non si vive solo coi ricordi.

Ho il sorriso, in un libro che ho letto si leggeva che gli amici rendono morbido il viaggio della vita. Ora capisco. Non è questione di trofei, di catalogare, classificare, ricordare le serata o le uscite. E’ questione di vivere. E’ di colpo riaffiora il pensiero che l’amore è condivisione, vorrei telefonare ad una ragazza che non esiste e dirle “io sono qui quando vuoi”, improvvisamente ho voglia di aspettare, ho voglia di vivere sereno. Per vivere senza ansie? Fare le cose solo per amore non per interesse, pittosto se non si è pronti non farle. Vi ricordo solo di non lasciarvi ingannare dal pronome IO e dall’egoismo.

Sono le 4. Ho chiarito, so che andrò a letto con un sorriso.

Se non leggi, non cresci

Mia madre aveva ragione

E nella vita tutto torna, anche la lettura di un libro, anche a distanza di anni. E quelle pagine ricordano persone…

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Un commento su “Calmo, felice, ma…

  1. Io non riesco mai ad affermare con sicurezza di essere felice, forse perchè solo nel ricordo si può affermare di esserlo stati. Ma, alla fine, che importa? E’ più importante affermare di essere felici o esserlo pur non sapendolo? Alle volte ci sono delle cose che non sappiamo, ma che comunque sentiamo… basta solo abbandonarsi alle sensazioni.

    E poi non esagerare: non sono geniale! Ma, comunque, grazie… Sentirselo dire fa bene! Soprattutto se si è una persona che, come me, si accontenta di avere una tazza da colazione che afferma: “Tanti auguri ad un genio incompreso”.

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