Conseguenze


Uno fa tante piccole cose, rinuncia ad altre e anche al suo personale interesse, lo fa per amicizia, e poi?

E poi ti vengono rinfacciate come cazzate, tutte, una dietro l’altra, azione per azione, ovviamente non dalla persona per cui le hai fatte, per cui ti sei speso almeno un pochino (perché per amicizia le cose pesano poco), ma da altri perchè per loro evidentemente l’amicizia non è dialogo e tu ricevi il doppio dei pugni, e pian piano lo stomaco si abitua, il cervello si dimentica e il corpo si allontana da chi prende quello che fai come se fosse dovuto e ti butta via.

E tu non riesci a vedere in lui il bene, c’è sicuramente, ma la tua vista è offuscata e ti dispiace, ma perché parlo in seconda persona? Sono incazzato se ci penso, se vedo quell’egoismo che mi viene buttato addosso, quelle parole che mi vengono riferite ormai spesso, anche se a mie spese ho capito che quando una diceria passa da una persona all’altra è sempre diversa, muta velocemente, si distorce.

Ma in questa situazione, io ci credo, forse voglio crederci, perché mi fa comodo. Mi fa comodo vedere l’altra persona in quell’ottica e non sforzarmi a trovare nuove soluzioni, comunque sia qualcosa non è mai quadrato, e anche una roccia goccia dopo goccia si sgretola. Io sono al capolinea, non si può tornare indietro se non si cambia rotta. Non è difficile dialogare, penso che sia complesso fare solo il primo passo.

Forse è così che ci si allontana, non essendo chiari, non sbattando mai la testa l’una contro l’altra, perchè accettarsi tra amici è anche la discussione delle proprie motivazioni nell’essere così come si è e magari incontrarsi per il bene comune. Ma forse sono cazzate temporanee.

Queste parole che ho scritto, piccoli pensieri ben avvolti in una busta a tenuta stagna mi fanno riflettere su questo blog, sul vedere sempre il bello degli altri e le tante parole carine scritte che in questo momento non mi aiutano. Non mi meritavo quello che ho ricevuto. E non voglio aprire quella busta, sbattere su un completo fallimento, non so quanto sia colpa mia, però rimane un bel gran cazzo di fallimento, una delusione profonda.

Aristotele dice che quello che non è amabile, non si puo amare, forse sto sbagliando semplicemente direzione, ma son certo che per quella persona ci sarei sempre, magari sbaglio, ma se uno è stato amico lo sarà per sempre e nonostante tutto il dolore che mi fa patire, io vorrò sempre bene.

Però la situazione è completamente mutata. Ora non mi preoccupo più, se mi cercherai e avarai bisogno del mio aiuto io ci sarò, lo farò con amore, lo farò per te, per quello che sei e rappresenti o per quello che hai fatto, ma non mi farò più del male con le mie mani, non sono l’uomo giusto. Le cose si fanno con amore o non si fanno. Ho un gusto amarognolo in bocca, ma non sempre tutto è dolce come il cioccolato Kinder, forse è meglio così. Infatti il Kinder ha due strati, è noi umani ne dovremmo avere solo uno, senza maschere dolci sopra.

E’ onestamente spero che tu prima o poi ti accorga di quello che ti gira intorno, però ripeto: mi fa comodo vedere l’altra persona in quell’ottica e non sforzarmi a trovare nuove soluzioni. Ma fino a quando uno si deve far male? La vita non è basata sugli altri, è basata sul relazionarsi con loro, non alla stessa maniera con tutti, ma avere buoni rapporti con tutti.

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