Ottobre


Ci sono giorni nei quali il ritmo di una canzone fa viaggiare per lunghe strade affolate, fa correre mostrando tutta la sicurezza di se e sorridendo per far osservare al mondo fermo la propria gioia, altri in cui fa calare il passo per far vedere solo la fragilità che aleggia, io oggi camminavo, tranquillo e senza aspettative, mi godevo la fine di Settembre e l’inizio di un mese che mi affascina guardando in alto, distratto come al solito, inizia Ottobre, il cielo cambia i colori del mondo e la sera rompe gli schemi della luce che ha illuminato la mia estate.

A Ottobre si sta bene, la scuola non è un peso e neanche la compagnia di amici, perché di cose ce ne sono da fare, ma poco importanti, nel frattempo le ore passano, il freddo della sera si avvicina e le coccole che riscaldano il cuore anche. Ottobre è il mezzo, è il proemio che precede la poesia, è il movimento lento delle montagne russe prima della discesa.

Osservavo il colore cambiare e ho desiderato che quel colore così malinconico come me, perché né vivace nè triste potesse raccontarmi come sono fatto, potesse sussarmi il motivo perchè ormai ho difficoltà ad emozionarmi, speravamo che le nuvole si spostassero velocemente grazie ad un vento di cambiamenti, lo stesso che auspico per me.

Ottobre mi scruta.

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