Sere di fine Agosto


Vorrei imparare dal vento a respirare,
dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare
le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde di andare e venire,
ricominciare a fluire.
(Imparare dal vento dei Tiromancino)

All’unica donna con cui non riesco a fingere.

Da poco sono a Torino e già non riesco a fare a meno del centro, non so rinunciare ad uscire tardi per sedermi in Piazza Castello e mangiare qualcosa, mentre le chiacchere accompagnano le serate con Erika. Amo le ore che trascorriamo insieme, mi addormento con un senso di tranquillità che ho paura di perdere il giorno dopo. Mi piace non avere una metà ma, scegliere le stesse vie senza accorgermene. Torino è ancora vuota, le luci si disperdono sui silenziosi palazzi che racchiudono tante vite e tante storie.

I miei pensieri si fermano in queste sera di fine Agosto, si tranquillizzano, si perdono insieme alla luna che ci guarda col suo fare elegante ovunque siamo. Il vento fa passare quelle emozioni che non servono, che appesantiscono ancora di più le cose che succedono. Lo stesso vento che porta via le parole.

Erika mi conosce bene. Come un mondo parallelo le nostre vite si incontrano nelle nostre serata, nelle nostre cene e con i nostri sms. E’ una cosa speciale, nulla è obbligatorio, tutto è spontaneo.

Due anni fa abbiamo iniziato la tradizione delle sere d’Agosto, che poi abbiamo prolungato anche a Febbraio e Marzo, ma anche, a qualche mattina tra Bar e sentieri vicino al Po’ o sui gradini della gran Madre.

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