Nonno


Ieri era San Francesco, il santo con il mio nome, anzi, quello di mio nonno. Era una persona silenziosa e altruista; il suo silenzio mi ha sempre affascinato, perché chi conosce la vita e la sua morale è in grado di comunicare il giusto al momento opportuno, esprimere pochi giudizi e godersi il meglio senza litigare, senza parole vane.
A lui piaceva stare a capotavola per guardare tutti, per guardare la sua famiglia.
Quando è morto con la nonna, il mio dolore è stato reso malinconico, quasi dolce, dalle loro speranze nel futuro della nostra numerosa famiglia, dai loro valori, e dall’unione più intima scaturita subito dopo quel bastardo primo agosto.

Dopo quel giorno, pensai che non ci saremmo più ritrovati, era un pensiero stupido e doloroso, invece ci avvicinammo ancora di più, tutti anche tra cugini. Ci furono tanti cambiamenti e a distanza di cinque anni: 2 matrimoni, un bimbo e tanti momenti felici.
Mi scendono le lacrime pensando che quello che siamo è in buona parte merito loro, a cui pensiamo così tanto e così silenziosamente com’era mio nonno.

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2 commenti su “Nonno

  1. E’un dolore ancora troppo vivo…ma dobbiamo solo gioire di averli goduti x quegli anni e ricordali come allora. Mancano terribilmente anche a me.

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