Esporci


A Ylenia

Andiamo avanti con la paura di esporci a parole, con un un gesto e nei casi più gravi anche con un comportamento. Omettiamo significati rilevanti, sentimenti importanti. Il dispiacere diventa rabbia manifestata mentre la gioia, un complesso gioco di prestigio. L’azione è interessata, l’altro è un immagine riflessa del proprio Io, non ha personalità, non è una persona propria, degna di rispetto. Abbiamo perso la nostra umanità per paura. Paura di tutto.

Nel mondo. Le persone cadono a terra ferite, morte, svenute e ci passiamo sopra, letteralmente. Ci hanno insegnato a non distinguerci e ad essere la massa. L’eco di quella famosa domanda omologata e standard suona familiare e comune: “Perchè devo farlo io?”. La parabola del buon samaritano l’abbiamo dimenticata, venduta e commercializzata.

Abbiamo inventato una nuova umiltà barattandola con l’umanità, il rispetto e la compassione. No, in questa società non si può apparire diversi, perchè saremo troppo buoni. Meglio evitare, meglio delegare, ma a chi?

Nel piccolo. Oggi Ylenia cercava di espormi la sua gioia nell’avermi come nuovo amico ma io consapevole, non riuscivo ad esporle la mia, forse, sapendo che quando una cosa è dichiarata perde un po’ di quella magia, di quella scoperta per delle aspettative nuove, delle etichette e altre domande che portano solo a certezze relative.

Nel grande non siamo tanto diversi di come siamo nel piccolo. Nel mondo non siamo tanto diversi di come siamo con le nostre relazioni.

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