Il dolore

Forse hai ragione la notte fa paura
ma siedi accanto al fuoco e il buio si dirada
credimi amore il sole arde solo
per chi si sa scaldare lasciati andare
(La vita che seduce dei Nomadi)


Il dolore in certi casi è la nostra scusa. Si presenta insieme ai nostri occhi chiusi e alle nostre orecchie tappate. Il dolore ci rende bambini da aiutare, coccolare e rassicurare. Una condiziona che si allontana dalla razionalità, dal coraggio e dalla voglia di vivere in prima persona. Ma aspettare gli altri non è sempre facile, è più dispendioso di attivarsi e di correre per un motivo.

Ma dove ci porta il dolore? Ci aiuta a crescere e a capire, ma abusarne non è l’ideale, non quando fuori c’è da recuperare il tempo perso, da vivere nuove emozioni e da capire un mondo che è molto più lontano di quello che sembra.
Rischiare per cambiare condizione è come lanciarsi dal precipizio, è distruttivo il solo pensarlo. Forse è solo faticoso. Il dolore smorza la fiducia in noi stessi perché quella nel mondo l’abbiamo già persa in partenza, ma nulla è perso veramente. Lo sappiamo. Vi scrivo sempre sulla creatività, è lei insieme a pensieri ben costruiti a renderci liberi e farci stare bene quando è difficile, quando le nuvole coprono il sole.

Vi consiglio la lettura di Senza Sangue di Alessandro Baricco.
Concludendo vi lascio un’idea: il dolore che spesso ci affigge è la ricerca di quella persona che una volta lo trasformò in armonia, dolcezza e sincerità. L’abbraccio di una madre, il primo bacio, la prima volta che abbiamo fatto l’amore, il sentirsi uniti ad un amico o essere utili ad un progetto.

Affondare

Una cosa ho imparato leggendo Caos Calmo, chi sta affondando e non vuole salvarsi, vuole che affondi anche tu con lui o lei se provi a salvarla.

affondare

Probabilmente io sarei un tipo che non vorrebbe affondare da solo.

Però ho capito quanto sia importante non essere portati a fondo dagli altri, un conto è star in pena per i loro problemi un altro conto è prendersene carico e cercare di aiutare chi non si vuole salvare, o chi non si riesce, perchè anche mettendocela tutta non sempre siamo in grado aiutare e forse si possiamo creare anche danni.

Caos Calmo

Pasquetta, Estate, Orari, Problemi, Amici, Questioni, Situazioni, Indignazioni, Equivoci, Litigi…

Fermati, Stop, Shutdown e poi Reset.

Caos Calmo (stupendo), si lo sto leggendo anch’io e in questo preciso istante non riesco a trovare una parola più adatta alla situazione che ho davanti agli occhi e dentro alla testa, tutto scorre, prendo il bello e il resto se lo trascina via la corrente, spinta dal sole di Marzo o dalla mia mente, il risultato è lo stesso. Voglio vedere fino a quando mi andranno bene le cose che capitano e fregarmene del resto. O meglio non esagerare nel cercare possibili soluzioni immediate. La solita filosofia del dar tempo al tempo e godersi la propria vita.

E non mi fermo, non m’importa di nessun ostacolo, io ho la mia vita da vivere, non i problemi degli altri, non le situazioni paranoiche che spesso mi assilano, chissenefrega. Almeno relativamente a molte questioni. Non dipendo dai problemi degli altri, posso sacrificarmi ma non a vita, è questo lo già capito una volta e Marco aveva ragione. Marco mi diceva di non fare la pedina ed io gli rispondevo urlando che non lo ero, ingenuo che ero.

Piccoli problemi nel mio piccolo Caos calmo:

Non vuoi venirti a prendere un gelato e rinchiuderti in 20 metri quadrati per fingere di voler star in compagnia e invece vuoi solo sperare di attirare l’attenzione del tipo che ti piace? chissenefrega. Vuoi uscire solo quando ti fa comodo? chissenefrega. Dici di non provare rancore e poi quasi non saluti chissenefrega. Non ti fai mai sentire e pretendi la cosa da me? chissenefrega. Si organizza pensando ai cazzi propri chissenefrega. Sincerità equivalenti a 0 chissenefrega.

Sì, perchè arrivato un certo punto chissenefrega. Io ci sono quando tu ci sarai, ma nello stesso modo in cui sono stato trattato, non per vendetta, ma non mi sacrifico per chi non ha fatto nessuno sforzo per pensarmi, mi comporterò anche pensando a me.

Non sento il peso di tutte questi situazioni, non riesco a dargli un valore, le vedo e passano veloci come quando si va ad un Gran premio, vedi le macchine pochissime volte e troppo veloci per capire cosa sta succedendo, sai solo che ci sono e che le stai guardando (perché il gran premio l’hai seguito mille volte alla TV).

Ora capisco chi sorrideva quando si parlava di problemi o puttanate varie. Ho sempre ammirato quelle persone ma mai capite veramente, non capivo cosa riuscisse a farli stare calmi mentre i progetti, le cose organizzate saltavano.

Sé stessi

Di solito si finisce sempre per amare chi non ci ama ed essere amati da chi non ci interessa. Ma non è detto…

La chiave del vero amore non sta nel rimanere a fantasticare, in attesa che la persona dei vostri sogni ci compaia davanti per magia.

Tattiche d’amore di THOMAS W. MCKNIGHT- ROBERT H. PHILLIPS

abbsestessi

Ma non bisogna essere sempre sé stessi in tutto, specialmente in amore? Che dilemma, io ci rifletto da un bel po’ su cosa vuol dire “sé stessi”. La mia nuova interpretazione è:

Bisogna essere se stessi, ma non bisogna abbandonarsi a se stessi.

monte

Vi piace?

Come mi viene

comemiviene“La felicità fa paura. La cerchi ma in realtà speri sempre di non trovarla mai per davvero, e anche quando sotto sotto senti di averla a portata di mano, fai finta di niente, la ignori. Per paura che qualcuno se ne accorga e possa strappartela dalle braccia.”

Come mi viene di Francesco Renga

Ho letto la trama e mi è subito piaciuto, credevo che trattasse solo un argomento importante: la felicità, invece è un interessante libricino con tante piccole storie, tante piccole persone, tanti piccoli oggetti. Sembra di guardare un film mentre si leggono le storie, e tra una e l’altra: qualche riga scritta decisamente in forma geniale con il racconto di un uomo che come lavoro ha scelto: il traslocatore. Si legge in una sera, deliziosamente accattivante.

Interessante la frase citata sopra sulla Felicità, ma è vera? in questa mia vita da 17enne forse troppo sensibile o troppo egoista, noto che parecchie cose che girano sempre attorno al mio mondo adolescenziale, sono fatte per gelosia, per attirare attenzioni o per cercare di attirare qualcuno e poi una volta ottenuto il risultato positivo si mira da un altra parte nonostante i grandi sforzi. Forse perchè questa cosa alla fine non è la vera felicità? Si dice che una cosa per cui combattere fa mettere in gioco l’intera persona, una cosa che si ha no e quindi perde valore o meglio assume un valore inferiore (bleah!)

Eppure oggi in O.C un attrice mi ha stupito: “Quando hai una cosa, hai paura di perderla”.

P.S: Ho aperto un account su un sito dove si tengono i propri libri catalogati. Un servizio molto utile e carino. Date un occhio ai miei libri letti o in lettura, cliccando nella barra laterale destra (->) sul link sotto la voce: Anobi oppure qui

Amicizia secondo Aristotele

A Natale alcuni amici mi hanno regalato il libro sull’amicizia scritto dal celebre Aristotele, ovviamente tradotto dal greco.

Per Aristotele esistono tre tipi di amicizia:

– quella fondata sull’utile
– quella fondata sul piacere
– quella fondata sulle virtù

aggiunge una considerazione su cui riflettere: “a ciascuna corrisponde un ricambio di amicizia non nascosto”.

Aristotele marca e ripete molto il fatto che un amicizia basata sull’utile finirà quando l’utile finisce e così per il piacere. Se un amicizia si basa sulle virtù  l’amicizia non finirà se non per un grave torto, ma questo è raro perchè entrambe le persone vogliono il bene per l’altro.

Sappiamo valorizzare le virtù dell’altro, anche senza trarne piacere e utilità? Anche quando qualche volta possono ferirci?

La potenza dell’amore

cuorefoglia

When I look into your eyes
then I find that I’ll do fine
When I look into your eyes
then I find that I’ll do better

tradotta:

Quando guardo nei tuoi occhi
Allora scopro che vorrei essere buono
Quando guardo nei tuoi occhi
vorrei essere migliore

74-75 dei The Connels

Quando uno è inammorato vede il mondo a colori vi ho scritto, merito dell’amore così dirompente e sorprendente, che di sicuro migliora o non peggiora (se è amore e non egoismo, come è stato per me eheh)

Begnini dice che l’amore fa abbattere vecchi palazzi per crearne altri e Fabio Volo condivide, io lo scrissi senza saper bene cosa voleva dire e poi leggendo i due personaggi citati ho avvicinato i miei pensieri ai loro.

Rimane il fatto che l’amore è potente. Potente veramente. L’amore per qualsiasi cosa, l’amore per un progetto, per una persona, per una missione, l’amore fa vivere bene.

L’amore autentico, disinteressato, pronto al sacrificio e a far uscire da noi il massimo ci fa conoscere, ci fa rimanere noi stessi e fa trovare quella parte di noi nascosta. (Il giorno in più di Fabio Volo)

… Ma l’amore che cos’è?
nessuno ce lo può spiegare
… ma l’amore cosa fa?
può farci tutto ma non del male

La senti amore questa onda che viene e va
e ci entra nell’anima
ci fa nascere e morire più che si può
mille volte al secondo mi ami o no?

L’amore che cos’è di Luca Carboni

La donna che leggeva canzoni

Mary Beth non legge la mano o i tarocchi, ma i segreti e i desideri delle persone attraverso quelle canzoni che non riescono a levarsi di mente e, dando un senso alle canzoni, le aiuta a dare un senso alla loro vita. La piccola comunità del Missouri la adora e Mary Beth diviene un’eroina per sua sorella e per l’intera cittadina. Ma come le due ragazze imparano presto, ogni dono ha il suo prezzo. L’ultima lettura di Mary Beth svela un oscuro segreto che non si doveva sapere e che nessuno vuole ascoltare; la comunità le si schiera contro e la sua vita si sgretola…

La donna che leggeva le canzoni di Tucker Lisa

Io, ma anche molti altri, ascolto le canzoni in base agli stati d’animo e all’umore che ho, spesso le voglio ascoltare per farmi ritornare in mente persone e situazioni che voglio ricordare, esistono diversi tipi di canzoni, in questo momento sto ascoltando quelle che parlono della vita, ogni pezzo ha i suoi significati, spesso le interpreto come voglio, ma solo il cantante sa veramente il significato, ma si possono trarre tanti insgenamenti(anche alcuni sbagliati) o almeno capire che non sono l’unico che prova determinate cose, che il “tutte a me” è una frase del cazzo, e che siamo tutti nella stessa barca amici, chi più e chi meno (approfondirà questo concetto avanti…)

di monte Inviato su Libri

Come diventare buoni

Come diventare buoni di Nick Hornby

Come quando vi scrivo pezzi di canzoni, non mi fermo a raccontarvi il libro, che di sicuro merita di essere letto, sia per il significato, ma anche per il modo in cui è stato scritto, semplicemente leggero, veloce ed intrigante, eppure con significati speciali.

E come se si dividesse in due parti, una più narrativa e l’altra profonda, alla ricerca di questo “bene” interiore, tra una storia quasi irreale ma significativa e un amore logorato da un matrimonio quasi odierno, tra litigi e scene amorose e tanti cambiamenti interiori spesso difficili da mostrare (non vi è mai capitato?)

La mia citazione preferita è:

Il bene non è artificiale

Credevo di essere l’unico

Sto leggendo quel libro di Fabio Volo che avevo già citato (è una vita che ti aspetto), nel capitolo III lui scrive:

Quando a dirti “ti voglio bene” o a farti un gesto di tenerezza è una donna, è una figata, ma quando te lo fa un amico ti squagli di più

Credevo di essere l’unico a pensarla cosi e di essere uno stupido, invece no! …poi scrive:

Quelle tenerezze tra amici, lontane da stupide battute sull’omosessualità, sono dirompenti.

E’ proprio vero, non tutti riescono a “farle”, ma anche se non vengono espresse a parole, spesso si percepiscono o si sentono mischiate ad altri discorsi.

Tra librerie…

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Una cosa che mi piace tantissimo in questi giorni è girare per le librerie, soprattutto la Feltrinelli in Via Po e leggere trame e trame di Libri e consigliarli a qualcuno…io vorrei leggerne uno di Fabio Volo: “E’ una vita che ti aspetto

Trama

Questo libro parla di Francesco che non era felice e invece poi sì. Un ragazzo di oggi, un trentenne qualunque, con un lavoro stressante, storie di sesso con ragazze diverse, la paura di restare fuori dal branco, la difficoltà di comunicazione con i genitori, il rimpianto e il ricordo dell’infanzia, il rito delle canne e il mito dell’amicizia, quella vera. Un ragazzo che un giorno si accorge di esistere senza vivere davvero, e decide che così non va. Con una buona dose di coraggio e tanta autoironia affronta la depressione, l’ipocondria, il torpore esistenziale. Come? Chiedetelo a Francesco. E a Ilaria. Perché non vorremmo anticiparvelo, ma in questa storia c’è anche un lieto fine…