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Ho cambiato blog, ho provato a darci un senso, una direzione ed un valore. Dateci un occhio.

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Il senso

Fuori dai confini tuoi,
mille volti attorno e poi
storie da scoprire.
Dentro nei pensieri tuoi
scorre ritmo e musica
e si deve vivere
(Ci vuole un senso dei Nomadi)

L’incontro tra la materia dell’oggetto e la forma del soggetto mi entusiasma.
Ci sono delle volte nella vita, e spero che da oggi siano molte, che quello che incontriamo si integra perfettamente con noi. Ci abbraccia e ci fa volare alto.

Senza chiederci il perché, finalmente, iniziamo a respirare a pieni polmoni. Sono stato cauto fino adesso, ma trascorso un mese, posso confermare che questo è il più bel periodo dei miei 20 anni, senza i quali un oggi così sereno non sarebbe possibile.
Non per qualcuno o qualcosa in particolare, ma, per tutto quello che ho già visto e per ciò che vedrò.
E’ come se, tutti i pensieri avessero trovato una loro posizione, tutto quello che succede trova un senso senza lavorarci sù.
Ma cosa indispensabile, quello che succede ha un senso che seppur spesso non condiviso, riesco a capire ed accettare in modo positivo, costruttivo e creativo. L’unica arma che voglio affinare.

Oggi l’estate è già conclusa. Oggi l’autunno come l’adolescente che diventa adulto, sta entrando nelle nostre giornate, così lunghe eppure così brevi per far tutto ciò che vorremmo fare. Prima di arrivare a 18 anni le ore non passano mai e poi iniziano a correre, anzi, siamo noi che corriamo dietro a loro.

Perché alla fine ci strofiniamo contro il mondo canterebbe Ligabue. Ma è tardi per ascoltare qualche pezzo da iTunes o leggere qualche libro, Erika e Irene mi portano al cinema per vedere: Mangia, Prega, Ama. Il Venerdì arriva sempre più rapido e qualcosa nell’aria mi dice che è arrivata l’ora di una nuova storia d’amore e di abbondare etichette che mi porto dietro da troppo tempo.

Buona serata Blog.

A spasso con le stelle

A Emanuela


Certi amori regalano
un’emozione per sempre
momenti che restano così
impressi nella mente
(Un Emozione per Sempre di Eros Ramazzotti)

Un mio caro amico mi disse che spesso non risolvo i problemi, ma che riesco bene a schivarli. Ieri sera ero in montagna, senza chiavi di casa, dimenticante qui a Torino. Nessun modo di tornare e poca voglia di spendere soldi per un albergo nonostante la disponibilità economica. L’obbiettivo era passare la notte senza ammalarmi mentre il problema era la sera fredda.

Soluzione al problema facile e indolore, prenotare un qualsiasi albergo.

Invece l’ho trasformato in un piccolo viaggio dentro al viaggio. Non ho mai visto così tante stelle, non ho mai passeggiato così tanto, sino a salire sopra la struttura di una seggiovia chiusa, per godermi il panorama senza luci e senza rumori. Non ho mai preso un treno alle 6.30 solo per far colazione in Francia con due Pan Chocolat, gli stessi che mangiavo con Emanuela, per poi tornare subito indietro addormentandomi preso dalle parole di una signora Genovese.

Pensavo al nome Emanuela, è elegante. E’ denso come il cielo blu quando l’alba sta per nascere, un colore che a tratti sembra pastello, che solo la natura sa donare ai nostri occhi che invece si perdono in miscugli artificiali. I nostri prodigi della tecnica.

La vita, per me è così, è istinto, è parlare delle proprie avventura senza paura. La vita, per me è breve per lamentarsi di cosa accade, la vita è scelta. E’ la scelta di costruirsi la propria vita.

E’ la scelta di costruirsi la propria vita con i propri errori e le proprie responsabilità, anticipati sempre dai nostri obbiettivi, valori e modi di pensare che dovrebbero aiutarci ad aprirci al mondo e agli altri.

Se amiamo noi stessi, come persone uniche, come non amare gli altri?

Un tempo piccolo

E’ arrivata la domenica, malinconica come sempre e sobria nell’anima, si porta dietro un alba mai nata, una notte che non c’è mai stata. Per me il passaggio da un giorno all’altro non è avvenuto, il sabato si è fuso con la domenica, il giorno con la notte. Il cielo mi è testimone.

Una storia durata un bacio, unisce due persone in un tempo piccolo, trasformando una piazza sconosciuta in un ricordo, e le luci del mattino appena sveglio, in un bel momento. Tornare a casa col sole che si posa dolcemente sulla città, dopo una notte ricca di luoghi trovati per caso, lascia un’idea di armonia e un senso di tranquillità che riempie la mia mattinata ricca di immagini fluide.

La vita per me, è così, viva. Ho 20 anni, e ringrazio per ogni attimo che sto vivendo. Ringrazio perché non ho bisogno di ubriacarmi per godermi una serata ma di un bacio, ringrazio perché non ho mai sonno quando sono in ottima compagnia.

Pensieri condizionati

Quando vogliamo qualche cosa, spesso la paura di non poterla avere riesce ad avere uno spazio così grande tra i nostri pensieri, da condizionarli. L’ energie che servono per conquistare o attirare a noi situazioni o persone, si perdono nel contenere stupide immagini di fallimento e di prospettive negative. Vaghiamo nell’incertezza e speriamo che il nostro obbiettivo non sia come noi, non riuscendo a capire che siamo noi a guidare, anzi a vivere, la nostra vita. Siamo distratti, non ci accontentiamo e spesso non riusciamo neanche a godere di quello che incontriamo per caso, mentre non abbiamo avuto ciò che volevamo. Spesso siamo egoisti al cubo.

Il Bacio a metà

A Chiara


Oggi pensavo al tuo bacio, al tuo lasciarmi andare e al tuo mettermi alla prova. Credevo che un bacio non avesse molto valore, ma adesso lo spacco tra noi chiede di poter parlare. L’emozione che provavo mentre ti sfioravo i capelli compara soffocata, si mostra senza te. A metà. Non l’avrei mai detto, non era previsto ma sopratutto non mi è mai capitato di dare un bacio al volo, e poi quasi scomparire, allontanandomi da una vita così velocemente.

Qualche minuto per assaporare il cocktail di emozioni e sentimenti. Si accoglie tutto, si dà un senso che si consolida piano piano e si continua per il cammino più bello che c’è.

Quali aspettative abbiamo dalle nostre azioni e sulle conseguenze? Quanto valore diamo alle situazioni? Ho imparato che nella vita quotidiana, la spontaneità, è la caratteristica che preferisco, insieme alla sincerità, alla gioia e al mettersi in gioco con rispetto. Ho imparato che le aspettative è meglio averle sul proprio cavallo, su sé stessi e non sugli altri.

Mi fa soffrire di meno, mi fa vedere il mondo a colori e mi fa crescere meno egoista. Siamo noi che possiamo cambiare il mondo, cambiando modo di percepirlo. Senza confondere bene e male, ciò che unisce da ciò che separa.

Ero al centro di una strada, con alla mia destra un campo fiorito e alla sinistra una fabbrica dismessa, pensando che certe volte Felicità e Infelicità sono legate semplicemente dalla prospettiva con cui guardiamo le cose, dai mezzi che usiamo per raggiungerle. Era il tuo bacio a parlarmi. Ieri i fuochi di San Giovanni, domani una nuova donna.

Un sorriso (quasi) nostalgico

A Emanuela


Vento freddo è diventato il tuo respiro perduto.

Mi è sempre piaciuto giocare con le parole. Oggi il vento entrava dalla finestra del Bar, e soffiava forte sulle braccia scoperte e sul viso, mentre il cappuccino addolciva la situazione e i miei pensieri volavano nei tuoi. Ho visto allo specchio un sorriso quasi nostalgico.

Donne

A Elisa

Ho visto tanti sguardi che volevano del semplice coinvolgimento, sognavano un mondo a colori da esplorare. Un mondo dove le donne più razionali e calme potessero illuminarsi al brillare di una stella, le più emotive e impulsive restare spaesate a guardarla, assorte nel silenzio. Accompagnate da qualcuno per cui ne valesse la pena essere sé stesse.

Show me a smile then. Don’t be unhappy. (True Colors di Cindy Lauper)

Il mistero che c’è dietro ad ogni legame, è qualcosa di fondamentale. La bellezza dl guardarsi negli occhi e capire che qualcosa ci lega tutti, è il mistero da esplorare. Un mistero a colori.

Come trattiamo le donne accanto a noi?

Ilaria

Ilaria è zucchero filato, delicata e soffice mi avvolge nei nostri pomeriggi di sole mentre le sue parole diplomaticamente gelose mi corteggiano, mi rimangano sulle labbra come lo zucchero, con una voglia matta di gustarmele tutte.

Ilaria è una pesca silenziosa, si fa cogliere lentamente, lasciandomi il suo sapore dolce quando la sera la penso e la notte la sogno. Ilaria è il mio presente mentre la mia utopia lascia sposarmi con il tempo.

Qui il futuro, è già domani.

Non vivo in funzione di te

In questo momento, vorrei essere in macchina con Bianca e Luca, come venerdì scorso vorrei le loro parole. Per una volta sarebbero orgogliosi di me, ne sono sicuro.

Due facce della stessa medaglia. Il rispetto per sé stessi e per gli altri.

Non sto male per delle colpe che non ho. Non sto male perché mi sento in torto. Ho fatto le cose bene, chiare e limpide.

Sono solo triste, per chi non ha voglia di essere trasparente. Per chi deve raggiungere fini contorti che in questo momento non vedo più importanti. Ed è questa la differenza da prima.

Lei. Le sue parole perdono significato. Sono parole che se poco tangibili e veritiere diventano acqua. Acqua piena di detriti ancora pesanti.

Voglio godermi il cinema di oggi pomeriggio, voglio sputare fuori le lacrime che non escono.

Voglio guardarmi allo specchio, sorridere, e dirmi che per la seconda volta ho avuto rispetto di me e di lei contemporaneamente. Ed è importante.

Non vivo in funzione di nessuno, perché vivo.

Sensazioni


Giornata di sole. Sento il cuore che palpita, scriverlo è quasi piacevole, eppure sensazioni che non riesco a capire si muovono distratte, tutto il dentro che non conosco vive un momento difficile più che mai. La scelta.

Non banalizzate.

La scelta di vivere la gioia appieno ed il dolore completamente non è mai abbastanza facile quando hai 20 Anni.
Non è semplice quando ti accorgi che è inutile fregare il dolore con piccoli tranelli, inganni che fai a te stesso, alla vita e agli altri.

Ho sete ancora. E allora in questo momento non voglio cambiare quello che sento, cambierà da solo con calma mentre le onde porteranno a riva solo quello che veramente servirà, come hanno sempre fatto. Davanti a me una spiaggia, ed ecco riapparire Ginosa Marina e le sue strade minuscole che portano tutte al mare, alla vita di quel piccolo paesino che profuma di pino. Essenza.

Sì, mi lascerò trasportare da me stesso, come direbbe Luca, darò tempo al tempo mentre la mia creatività e la voglia di svagarmi cresce.

La spiaggia è simbolo di tranquillità, ma nella realtà dei fatti, è un luogo affollato quasi rissoso. Le urla si quietano nel pomeriggio color arancio; nel pomeriggio fatto di Coca-Cola frizzante, qualche giornale ed una voglia di chiacchiere dolci come se fossero bugie ripiene di zucchero.

Libertà illusoria


Oggi, parcheggiata c’era una 500, proprio dietro casa mia, proprio la dove c’era sempre la tua. Un flash veloce mi è apparso di fronte, ricco di chiacchiere, baci, progetti e mille altre cose. Mi sono accorto che non c’è più quel legame che mi teneva unito a te, sei scomparsa dentro di me, inghiottita nelle tue parole che ormai fanno parte delle mie. Mi vieni in mente, ma c’è una grande differenza da quando ti pensavo.

Non c’è il giusto, lo sbagliato o il condizionale. C’è solo una bella esperienza.

La vita è andata avanti lo stesso, senza di noi, ha preso in ballo il meglio di te e l’ha trascinato lontano dal meglio di me.
Un sorriso mi fa pensare al tettuccio apribile di quella macchina, che mi dava libertà. La libertà illusoria, quella di sentire il vento tra i capelli. Ci ho creduto per un po’.

Scorre: Wheels, un singolo dei Foo Fighters, resterò qui a scrivere senza cercare il testo della canzone, le emozioni vanno vissute ed accettate.

Dedicato a te

Ieri stavamo litigando, ho sentito un brivido che non ricordavo più. Probabilmente l’hai presa male, ma non sai quanto ti ho pensato ieri.

Sei riuscita ad attirare la mia attenzione molto meglio di chi crede di muoversi nel mondo con sicurezza apparente. Mi tiravi la giacca e volevi un abbraccio, sfuggito per un attimo.

Cosa c’è che mi blocca dal voler star bene con te?

Domenica

Anni fa ho letto Caos calmo, un ossimoro che sta riempiendo nuvoamente queste giornate ricche di piccole novità già viste e dimenticate, era Estate. Era la voglia di vivere bene, era lo stare bene per la bellezza della Vita. Flash! Domenica 14 Marzo 2010, si è conclusa, iniziata in ritardo e volata via tra un gelato e una risata con gli amici di sempre. Lo stomaco in subbuglio, di nuovo, senza un senso preciso. Una sensazione ricercata ma non oggi. Un po’ come una vertigine, un po’ come i ricordi.

Forse Freud banalizzerebbe, parlando di spinta che ci fa andare avanti.

Secondo me è la bellezza dell’uomo che si commuove per se stessa, che dà un senso corretto alle cose, coerente con quello che fa e dice. E capisce che le emozioni, le sensazioni, uno sguardo ed un abbraccio sono tutto. Che le parole nascondono sempre qualcosa e che per star bene non serve calpestare il cuore.

Calmo. Non mi manca niente, e questa sensazione mi spiazza, mi fa sorridere, un sorriso che vorrei regalare al cielo. Perché tutte le stelle di questa sera lo custodirebbero meglio di molte altre persone e non lo trasformerebbero in altro.

Caos. Dire ad una persona che ci manca, è una cosa che vale e che non deve essere buttata al vento, generalizzata o banalizzata per altri fini. Dire la verità alle persone spesso fa male, mi scende una lacrima non per loro, ma per me. Una lacrima dolce, perché essere onesti, sinceri è bellissimo.

Non vedo l’ora che inizi questa nuova settimana, per costruire ancora una volta, un po’ di me. Per far colazione con Paola ed essere me stesso con gli altri.

Un saluto a Fede, una blogger davvero brava che mi ha fatto ritornare un po’ indietro nel tempo.

Sognare ad occhi aperti

Non mi ricordo nulla di questa giornata che sta passando minuto dopo minuto mentre spero che qualcosa la faccia magicamente traformare nella giornata più bella della mia vita, ma non avverrà. Non mi lamento, aspetto? Chissà perché ho questo sogno sin da piccolo, però puntualmente la realtà lo trasforma in un desiderio ambito e lontano, giustamente utopico, siamo noi a scrivere la nostra storia.

Ho voglia di sognare ad occhi aperti, solo per oggi, era da tanto che non capitava.

Vorrei ricevere un SMS e fare una pazzia, prendere un aereo e raggiungerti ovunque tu sia. Abbracciarti e ricordarmi che mi chiamo Francesco. Ecco una parte di me che stavo dimenticando.

E’ inutile girarci attorno, è inutile far finta di essere in un modo e poi essere l’opposto, questo sono io, in questo preciso momento sto sbagliando perché mi arrendo a qualche emozione, ma ne ho bisogno, oggi sono spento dentro, senza tristezza ma neanche gioia di esistere, sicuramente stanco e dovrei dormire, ma mia madre mi darebbe del fallito, un po’ come al solito.

Dovrei uscire ma poi per parlare di cosa?