Sognare ad occhi aperti

Non mi ricordo nulla di questa giornata che sta passando minuto dopo minuto mentre spero che qualcosa la faccia magicamente traformare nella giornata più bella della mia vita, ma non avverrà. Non mi lamento, aspetto? Chissà perché ho questo sogno sin da piccolo, però puntualmente la realtà lo trasforma in un desiderio ambito e lontano, giustamente utopico, siamo noi a scrivere la nostra storia.

Ho voglia di sognare ad occhi aperti, solo per oggi, era da tanto che non capitava.

Vorrei ricevere un SMS e fare una pazzia, prendere un aereo e raggiungerti ovunque tu sia. Abbracciarti e ricordarmi che mi chiamo Francesco. Ecco una parte di me che stavo dimenticando.

E’ inutile girarci attorno, è inutile far finta di essere in un modo e poi essere l’opposto, questo sono io, in questo preciso momento sto sbagliando perché mi arrendo a qualche emozione, ma ne ho bisogno, oggi sono spento dentro, senza tristezza ma neanche gioia di esistere, sicuramente stanco e dovrei dormire, ma mia madre mi darebbe del fallito, un po’ come al solito.

Dovrei uscire ma poi per parlare di cosa?

Gli impostori

Sta notte ho sognato che io insieme ad alcuni amici, andavamo ad una festa, precisamente ad un ricevimento di un pezzo grosso, un signor de paperoni del 2008, c’erano un sacco di tavoli in una grande sala ottocentesca, di quelle che vedi solo nei musei, il problema era semplice: noi non c’entravamo niente, eravamo li perchè avevamo accompagnato una nostra amica, ma ad un tratto vedo che il tavolo dove siede l’anziano ricco ha 3 bei posti, al volo raggiungo l’illuminazione: ci fingeremo invitati. E cos’ facemmo.

Dopo qualche minuto il tavolo è vuoto, rimango faccia a faccia con paperone e chiacchiero del più e del meno, notano il suo sguardo che mi vuol dire “ma tu che cavoli c’entri?”, ma per fortuna non ha il coraggio di chiedermi chi sono o se sono stato invitato. (sarebbe cattiva maleducazione). Al mio fianco gli amici imbarazzatissimi, più che un sogno è un ricordo, cavoli in 17 anni mi sono trovato in circostanze simili almeno un milione di volte, e per fortuna ne sono uscito salvo eheh fino a questo punto della mia vita direbbe Homer Simpsons.

di monte Inviato su Sogni

Caduto in volo

…Ieri è iniziaa la primavera e un’anno fa le cose andavano decisamente peggio…
…anche se qualcosa di comune è successo…

Questa notte ho sognato la solita ragazza che mi diceva che le dispiace di non essersi bagnata sotto la pioggia, e io stranamente la guardavo male, come se a me non piacesse bagnarmi sotto la pioggia, come se a me non piacesse rilassarmi sotto la pioggerellina che avvolge tutti i sensi e fa volare in alto, al di fuori della città. E poi con lei sarebbe stato uno spasso, forse no, ma io me la immagino così. Chiara dice che il mondo non è nulla senza magia, la stessa magia che un bambino vede nel mondo in ogni cosa.

E se a me non piacesse? Cazzo, che cazzo centra? Piccole emozioni che volano.

Ho bisogno di qualcosa di vero che illumini il cielo canta Zucchero e io adesso il cielo non lo vedo come lo immaginavo, come lo credevo, non sono gli altri che devono cambiare, sono io che devo cambiare, ma fino a che punto devo mutare i miei pensieri per vedere il cielo insieme a loro, e poi perché? Da solo il cielo lo riesco a vedere ma insieme a tanti, forse troppi No. Perchè? Alla fine mi sto abituando a molte cose come ho scritto in precedenza (chissenfrega), da piccolo sognavo di provare sentimenti da adulto e adesso non ho più voglia di sentirli, il mio classico ragionamento, le mie solite considerazioni su cosa è reversibile e cosa no.

Una cosa ho imparato dagli altri:
– avere sempre il telefonino con un taglio di ricarica alto
– avere una macchina o un mezzo di trasporto
– tanti soldi
Perchè ogni persona a suo modo è egoista e non aspetta il prossimo, aspetta solo le cose dal prossimo, e per chi non diventa del giusto egoismo non c’è posto, almeno dentro la vita di queste persone, che forse piacciono tanto perché irraggiungibili o meglio stronze. Vaffanculo, che discorso del cavolo, però sta andando tutto male, ogni minima cosa sta prendendo una piega che non c’era, la gente è buona a dirti solo “Massì fai la pace, fai il primo passo, sii superiore, fai un pompino” e poi loro sono a primi a fuggire. Ma cazzo, perchè non si riesce mai a vedere se stessi? Perchè non si riescono mai a dire due parole gentili invece di fare rumore con la bocca? Ho capito un altra cosa, quando una persona ti parla e come se stesse parlando a lei stessa, solo chi ha la capacità prima di ascoltare veramente e poi parlare non ha niente da rinfacciarsi mascherando le sue azioni con il dialogo “amico”, perchè quelli ti danno suggerimenti si definiscono sempre così. Io ne ho centinaia, wow!

Si lo so, non è egoismo, tanti lo chiamano AMORE PER SE STESSI, ma io non ci credo proprio, ognuno fa i cazzi propri, (giustamente) che sia un tuo amico, una tua amica, la tua migliore amica, il tuo migliore amico, il tuo gruppo di amici o qualsiasi persona. Il gioco va giocato da soli, alleanze o non alleanze con gli altri, il gioco è pronto per te, pronta ad aspettare il tuo vero ingresso, il tuo ingresso da protagonista con la tua vita, la tua vera vita, e quando avrai la tua vita penso che non si senta più il peso dell’egoismo degli altri. Quindi tanto vale abituarsi in fretta, fare le cose con amore, le cose che ci piacciono, anche perchè se no si rischia di rimanere fottuti, delusi dagli altri ciechi, che non vedono che esistiamo. Gli altri che ti chiedono “come stai” quando fai comodo, quando serve un favore, e invece io cosa dovrei fare? Dovrei dire: be’ almeno me l’ha chiesto? 😀

Non è vero quello che scrivo, il mondo non è fatto solo di egoisti, o solo di finti buoni/bravi/belli. Ma perché gli aggettivi che esprimono qualità sono con la B? Più vado avanti, e più vedo solo una o due persone oltre alla mia famiglia che mi vogliono bene veramente, che mi cercano con interesse vero, per fortuna non leggono il blog. E io invece cosa cerco? Cerco sempre quello che non ho, ma cazzo. Come si fa ad essere così pirla. Come si fa a non godersi e VALORIZZARE quello che si ha e quindi cercare negli altri quello che non c’è e che uno vorrebbe (ecco la mia parte assai egoistica).

Zucchero continua: Siamo caduti in volo, si sono caduto in volo, senza danni per fortuna e chi mi è vicino lo sa. essendo i mie atteggiamenti sempre gli stessi e coerenti, anzi forse il doppio del sorriso, ma sono caduto, deluso.. Non so se sia adattamento alla vita, piacere della vita o menefreghismo, forse penso sia proprio questo, e non è un male a tutti gli effetti.

Perché è vero, tutti questi mesi passati a vedere negli altri il bello, a vederli attraverso nuove lenti, sono stati esattamente l’opposto di mesi ormai distanti, dove era in evidenza solo il mio egoismo. Ma come ogni estremo di una cosa le conclusioni sono sempre le stesse: pensieri, pensieri, pensieri…che portano ad altri ragionamenti e a vedere le cose diverse e di colpo tutto crolla, il muro si sgretola e ho bisogno di altro. Di non focalizzarmi sulle cose, che come dice Elisa, alla fine lc cose annoiano. E’ vero. Esattamente come 6 mesi fa. Noi uomini siamo sempre alla ricerca di qualcosa chiamata felicità. Sono felice quello si, ma deluso, stanco da quello che mi gira attorno, perchè ho vissuto di quello. E ora tocca a me, le carte della mia vita le gioco io, basta col troppo pensare, così va il mondo. Start!

Cosa voglio veramente adesso? E poi, cosa stavo cercando prima? Si, si mi è servito tantissimo il cambiamento raccontato su questo blog, ho capito nuove cose e ho fatto amicizie nuove e riappacificato le vecchie, ho dato peso alle mie scelte, mi sono dato l’autostima che mancava, ho cancellato l’egoismo e la noia nelle cose che facevo, ho eliminato il senso di solitudine. Ma adesso? Adesso ho bisogno di equilibrio nei mie pensieri, non sbilanciarmi troppo, ancora un po’ di tranquillità e iniziare veramente a vivere la mia vita, la pausa è durata abbastanza.

Allora serve solo un giusto equilibrio, un sorriso, qualcosa che mi piace fare, un po’ di disponibilità verso gli altri e veri amici. Le sapevo già queste cose ma allora cosa cambia, perchè sono così nervoso, agitato? Ho capito che non bisogna buttarsi, sprecarsi, bisogna avere rispetto di se, ed in questo mondo quindi bisogna avere un tocco di furbizia.

Perchè alla fine gli atteggiamenti e le parole degli altri possono essere viste da me in un qualsiasi modo a secondo dei mie periodi. Basta non darci troppo peso, come ho capito nel corso dei mesi. Come detto sopra non sono gli altri che devono cambiare, ma sono io, con l’accettazione e il vivere la mia vita.

Vedo nei tuoi occhi che hai dato tutto ormai,
tutto il tuo amore e non bastava mai
guardati allo specchio sei stanca, ormai lo sai
ma forse nel tuo cuore tu no, non cambierai
Cercavi più valori o forse nuovi eroi
cercavi in ogni dove quel che non trovavi mai
guardando nel tuo cuore poi non ti sei trovata più
hai dato tutto il tuo amore per non amarti più
E ti sei persa così senza capire perchè eri fragile si e non credevi più in te… non
credevi più in te…
Delusa dei tuoi sogni di ieri e quel che hai
nei giorni e nei pensieri che son volati ormai
hai tagliato i fili con tutta la realtà ma non lasciarti andare vedrai che cambierà
mai nella vita è tutto perso tutto ha un senso lo sai
prendi la giacca, la tua bicicletta e ritorna chi sei
da una sconfitta a volte si esce più forti che mai

Ricomincia così dei Nomadi

Abbraccio

abbraccio

In questo istante ho deciso di non sottrarmi più con i miei giochi di prestigio agli occhi tuoi e ai sentimenti miei

Essere o non essere dei Nomadi

Che ore tranquille ho passato la scorsa notte. a stento mi ricordo il sogno che ho fatto, o meglio che desiderio ho visto realizzarsi, almeno nella mia fantasiosa e angosciata testolina.

Ho visto una persona cara fare una cosa che probabilmente non farà mai. Abbracciarmi. Forse un azione così tanto difficile da compiere verso di me.

Attraversando in diagonale

Che sogno strano, avvincente per lo meno.

attraversare

Mi trovavo ad accompagnare un bambino dell’estate ragazzi a casa con un altro animatore, zona Valentino, ad un punto mentre attraversiamo una strada traffica notiamo 4 individui presumibilmente ubriachi, decidiamo di evitarli e attraversare in diagonale, a metà due ci seguono a passo lento, non sono ubriachi, stanno ridendo.

Ci obbligano a fermarci con dietro di noi la visione di un lago, sembra quello di Como, comunque il primo ragazzo mi chiede:
“Allora chi è un moncolo?”
Io disperato cerco di assicurare che non c’entro niente con questa storia, ma il tizio si presenta nelle sue vesti: il fidanzato di una mia amica e mi racconta con qualche ghigno che io ho sparlato di lui per poterci provare con la ragazza e che il vocabolo moncolo sta per mongolo. 😀
Pian piano che il fidanzato geloso che ha tendenze omicide su di me spiega le sue ragioni, arriva uno scuola bus da dove continuano a scendere persone curiose, qualcuno inizia a cantare qualche coro per invogliare la rissa. Una ragazza mi guarda da dietro i suoi occhiali per capire meglio gli avvenimenti.
Al contrario degli altri sogni, non avevo paura, avevo fretta di portare il bambino dell’estate ragazzi a casa però.

Nella realtà il fidanzato geloso non ha la stessa voce spigliata … cavoli mi ricordo proprio il dettaglio della voce veloce, chiara e violenta (!?!)

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Viaggio per Berlino

treno

Dei ragazzi partivano per la Germania in treno, io con altri 4 amici volevo viaggiare.
Volevo lasciare qualche problema alle spalle, lo si vedeva perché non mi importava di niente, solo di chiamare i miei genitori per avvisarli quello si, così valeva per gli altri miei compagni avventurosi, qualche genitore diede il permesso, altri no, ma già lo sapevo (per chi conosce Luchino: lui non ebbe il permesso).

Eravamo sul treno, doveva accompagnarli solo fino ad una fermata intermedia e poi tornare a Tornio, arrivammo a destinazione e quando fummo scesi e ottenuti i permessi telefonicamente per proseguire la rotta, il treno era già partito e con lui anche i compagni originali del viaggio. Non ci importava.

Il treno successivo, partiva dopo qualche ora, direzione: Berlino! Io non avevo soldi, ma un amico che non vedo da fin troppo tempo si offrì di regalarmi il biglietto. Mai successo nella vita reale 😀 mai un gesto che vedevo buono!

La stazione di questa fermata intermedia, è un labirinto: tra scale, indicazioni indecifrabili, piani stile centro commerciale ristretto e troppa frenesia dopo circa 15 minuti (di paura per la situazione angosciosa creata dal luogo) riusciamo a trovare una fila di distributori automatici di biglietti. Ne andasse uno, tutti non accettano contanti, sono rotti o hanno qualche problema.

Mi ricordo un dettaglio: in molte macchinette non riuscivo a selezionare la destinazione perché mi voleva far acquistare un biglietto mensile…I miei amici in silenzio dietro ad osservare, spirito di collaborazione 0.

Sarò riuscito a stampare il biglietto e a prendere il treno? Non lo so, ma ad un tratto decidemmo anche di dormire a Berlino.

Perchè nei miei sogni sempre i treni?

Il palazzo che oscillava

palazzo

Mi trovavo al secondo piano di un palazzo, e questo ad un tratto inizia ad osccilare.

Avanti e indietro in continuazione come sulle montagne russe che tanto amo, fuori c’era il sole, lo vedevo dietro ad una vetrata, una veranda che riconoscevo: era casa di mia nonna. Dopo un periodo non definito ma tanto da aver la paura addosso, esco e guardo il palazzo fare dei movimenti terrificanti, improvvisi e impossibili, fuori tutto era fermo. solo il palazzo si agitava, come se stesse impazzendo. Come se stesse urlando.

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I sogni son desideri

Quando sono felice: mi ricordo tutti i sogni o è solo una coincidenza?

E’ da una settimana che mi ricordo ogni sogno; certo che rincorrere un treno a bordo di una macchina che viaggia sulle rotaie e che fa strani tragitti stile montagne russe è fantastico, quasi come sognare di poter stare in piedi nel tragitto torino-roma in un veivolo che somiglia ad un aereo.

aereo

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SMS

“Le cose che pensi e che sono veramenti utili, potresti dirle anche all’interessata”

telefoninosms

Mi trovavo su un Eurostar per Milano e mi arriva questo messaggio…mi sveglio di colpo, mano sul mio Sony Ericson, sono le 2.15. Cazzo. Penso a Beatrice (amica) e vado a bere, a quanto pare la pizza del cinese mi ha fatto uno strano effetto.

Ridere

Uno volta, quest’estate, feci un sogno in bianco e nero.

Ero io e una persona a me cara seduti su due sedie difronte ad altrettanti banchi, e mentre ci dondolavamo, ridevamo e ridevamo di gusto, non era un sorriso ma era una risata, le labbra si estendevano e non avevano paura di fare brutta figura, erano libere, il cervello era sincronizzato col cuore. Non c’erano altri pensieri, c’era la voglia di restare leggeri, di star bene e di trasmettere la felicità.

Sembrava una condivisione di felicità.

Quando sono triste, come oggi, penso a quel sogno. Mai realizzato ma bellissimo.