Lungo la strada

Di tutti i paesi e le piazze
dove abbiamo fermato il furgone
abbiamo perso un minuto ad ascoltare
un partigiano o qualche ubriacone
le strane storie dei vecchi al bar
e dei bambini col tè del deserto
sono state lezioni di vita
che ho imparato e ancora conservo.
(La strada dei Modena City Ramblers)


Ed eccomi nuovamente nella mia amata città natale: Torino, che ieri sera, con le sue vie illuminate di luce calda e le sue penombre ricche di ricordi, mi ha dato un brivido che non ho saputo distinguere tra le mille emozioni di un viaggio senza eguali. Oggi mi sono svegliato solo in casa, lasciandomi andare nella malinconia accompagnata dai Negramaro. Non succedeva da molto.

Le strade di ieri, mi fanno venire in mente che ho voglia di vedere Erika, con cui ho viste quelle strade in modo diverso per la prima volta, con cui ho girato Torino in pullman e l’ho saputa apprezzare veramente.

Non cade la pioggia e Agosto sta finendo, davanti a me una vita da ricostruire, anzi da ristrutturare, ogni tanto ancora adesso mi capita di chiedermi come ho fatto a vivere senza quello che ho imparato recentemente, senza l’esperienza vissuta che mi tocca nel profondo. Da Marzo, da quando questo blog è riaperto, è cambiato tutto tranne l’essenziale, tranne le cose veramente importanti per me. Chiedermi cosa lo fosse, lo è stato.

E’ dal 9 Agosto che sto girando l’Italia, è dal 9 Agosto che il mio cuore è sparso in diverse regioni.
Gregor, Rosa, Debu, Luca: sono compagni di viaggio incontrati per strada, sono ricordi più importanti che monumenti o panorami nuovi, sono novità che profumano di familiarità. Ma anche aver riscoperto parenti e luoghi già visti, lascia stupiti i miei occhi e vividi i miei ricordi.

Presto vi scriverò sugli ottimi compagni di viaggio che ho incontrato lungo la strada.

Le persone importanti

Ai miei amici di sempre

Unrill the end of the world degli U2 accompagna questo Sabato mattina torinese. Dopo una settimana di viaggio e, una chiaccherata iera sera, mi viene in mente la nuova storia da raccontare, le parole che ho scritto sulla Moleskine sotto i portici di Bologna e sul treno per Assisi diventano realtà. Le parole dei libri letti e delle persone con cui ho chiaccherato, diventano parte di me.

Ogni viaggio ha un nome che si porta dietro, Londra aveva Tommy, Limone aveva Domenico, il nome di quest’ultimo viaggio per l’italia: Gregor, simpatico tedesco che mi ha offerto una birra e tante discussioni interessanti.

Melinda chissà dov’è finita, con il suo bimbo lontano e un viso da commuoversi, mi ricorda che la gente ha bisogno di un sorriso. Pretende rispetto e restituisce affetto.

Fare un viaggio, senza amici implica due cose: conoscere nuove persone e voler tornare da quelle importanti lasciate a casa o in giro per il mondo, l’equilibrio tra questi due punti crea in me una libertà assoluta, che ho sempre desiderato. La bellezza di conoscere e nello stesso tempo aver voglia di stare con gli amici di sempre mi fa crescere, mi fa vedere molte cose e me ne fa tralasciare altre non importanti, che lasciano il tempo che trovano.

Mi sono accorto, che spesso non faccio capire alle persone a me vicine che sono veramente importanti per me. Detti popolari sostengono che non servono le parole ma i fatti, questo sicuramente è vero, però, come sempre accade, quello che facciamo se accompagnato dal dialogo non può che accresscere un rapporto, quale l’amicizia, che richiede sempre molta fiducia.

Adoro l’amicizia perché mi fa sentire vicino alle persone lontane, mi fa trovare collegamenti con situazioni già viste e quindi familiari, mi fa venir voglia di fare un regalo, spedire una cartolina o semplicemente dedicare un pensiero.

A spasso con le stelle

A Emanuela


Certi amori regalano
un’emozione per sempre
momenti che restano così
impressi nella mente
(Un Emozione per Sempre di Eros Ramazzotti)

Un mio caro amico mi disse che spesso non risolvo i problemi, ma che riesco bene a schivarli. Ieri sera ero in montagna, senza chiavi di casa, dimenticante qui a Torino. Nessun modo di tornare e poca voglia di spendere soldi per un albergo nonostante la disponibilità economica. L’obbiettivo era passare la notte senza ammalarmi mentre il problema era la sera fredda.

Soluzione al problema facile e indolore, prenotare un qualsiasi albergo.

Invece l’ho trasformato in un piccolo viaggio dentro al viaggio. Non ho mai visto così tante stelle, non ho mai passeggiato così tanto, sino a salire sopra la struttura di una seggiovia chiusa, per godermi il panorama senza luci e senza rumori. Non ho mai preso un treno alle 6.30 solo per far colazione in Francia con due Pan Chocolat, gli stessi che mangiavo con Emanuela, per poi tornare subito indietro addormentandomi preso dalle parole di una signora Genovese.

Pensavo al nome Emanuela, è elegante. E’ denso come il cielo blu quando l’alba sta per nascere, un colore che a tratti sembra pastello, che solo la natura sa donare ai nostri occhi che invece si perdono in miscugli artificiali. I nostri prodigi della tecnica.

La vita, per me è così, è istinto, è parlare delle proprie avventura senza paura. La vita, per me è breve per lamentarsi di cosa accade, la vita è scelta. E’ la scelta di costruirsi la propria vita.

E’ la scelta di costruirsi la propria vita con i propri errori e le proprie responsabilità, anticipati sempre dai nostri obbiettivi, valori e modi di pensare che dovrebbero aiutarci ad aprirci al mondo e agli altri.

Se amiamo noi stessi, come persone uniche, come non amare gli altri?

Il ritorno


Ieri sera al binario 3 c’era Erika ad aspettarmi, penso sia ormai una sensazione importante avere qualcuno che ti accoglie dopo un viaggio, qualcuno di così tanto unico da condividere le mie esperienze, le cose viste ed il pizzico di felicità che ogni viaggio sa dare. Ho viaggiato spesso da solo, ma come ho scritto molte volte, la parte più bella è tornare cambiati, con qualcuno che ti aspetta. Non viviamo per gli altri ma non siamo niente senza di loro.

La felicità è reale solo quando condivisa. (C. J. McCandless)

Mi hanno detto che non so stare solo, le stesse persone persone convinte di non meritare l’amore. Loro si allontanano in silenzio dentro spazi vuoti, cercando di chiudere le brecce al passato.

Forse non so stare da solo, non per aggrapparmi ai mille personaggi che ho vicino ma piuttosto per aver la gioia di condividere, confrontare e aprirmi a questo mondo così infinitamente variegato. Gli altri non limitano la mia libertà, la ampliano; mi fanno esplorare il mio pensiero come un treno che corre per paesaggi mai visti. Chi con amore, chi con una carezza, qualcuno con una risata, altri con amicizia solidale e forse con qualche litigio.

Milano 2008

23 Ore fa ero su un Intercity Plus vicino a Novara, di ritorno da Milano, da una giornata estramamente perfetta grazie alla fatalità degli eventi e alla fortuna che aleggiava sulla capitale della moda, ieri mi ha insegnato tanto e mi ha fatto aprire gli occhi su tante cose, anche su di me, io sono un ragazzo a cui piace viaggiare e stare in movimento, ma tranquillamente e serenamente, caratteristiche particolari e spesso difficili da far combaciare, ovviamente ho trovato poche persone che si sono adattata al mio modo di visitare le città, una si è aggiunta alla lista, ovviamente la mia compagna di viaggio: Erika 🙂 che viziata adeguamente con la visione di S.Siro e del suo Milan Store ha sopportato il mio itinerario per oltre 8 ore più il viaggio, senza battere ciglio, tra un monumento, una piazza e un Burger King.

Per me e’ stata una giornata perfetta, esattamente per alcuni fondamentali motivi, tra cui il poter girare senza ansie, non essermi mai posto domande quali “adesso cosa dico” oppure “adesso cosa faccio”, infatti abbiamo visto tante cose, sbagliato anche qualche fermata della metropolitana ma alla fine abbiamo parlato tanto e fatto un po di esperienze, più o meno stravaganti, senza mai fermarci.

io: Scusi, sa per caso per Via Plinio?
taxista: Si, io si e tu?
io: Grazie, arrivederci

Il tempo è volato, cazzo, una volta non era così, quando giravo le città mi immaginavo già alla stazione di ritorno, avevo frenesia, paura di non vedere i posti che volevo, invece grazie ad una mappa della metropolitana, un biglietto giornaliero e fondamentale grazie ad una delle persone che più mi ha segnato, ho vissuto il presente (ormai passato) bene, troppo bene, tanto da farlo volare e averne nostalgia.

Una volta quando succedevano queste belle cose mi emozionavo tanto, adesso un po’ di meno, forse perchè cosi dovrebbero essere tutte le varie “uscite” (già Genova 2008 è stato un capolavoro), però ne sono più consapevole e riesco a capire un goccio di più le cose come andrebbero fatte

Genova 2008

puffoSono tornato da Genova, vedendo una trasformazione piacevole, una notizia che aspettavo da tempo, ovvero una conferma di un grande passo avanti nella mia vita.

Vedo chiara ormai la mia felicità nel vivere avventure, situazioni, viaggi, discussioni accompagnato dagli altri. Noto la mia fermezza nel tenere un sorriso vero in occasioni dove prima facevo fatica a non urlare, mi scruto mentre sto bene, mentre mi godo me stesso e la vicinanza sincera di chi mi sta vicino. Le persone con cui posso essere me stesso, gli amici per cui sono migliorato e andato oltre a certi confini.

genova

A Genova ci sono stato anche l’anno scorso, è un po’ da rito ci sono stati gli stessi problemi, ma questa volta gli interi problemi sono stati gestiti almeno da parte mia in un modo completamente nuovo, è la conseguenza è stata un weekend velocissimo. Perchè ho capito che fossilizzarsi sulle cose non serve a niente, serve solo a rallentare i minuti, le ore e i giorni, basta calmarsi e risolvere subito le questioni o almeno sorvalare se sono cose banali, così facendo mi sono ritrovato nostalgico delle ore passate assieme nonostante piccoli screzi, però subito risolti e affrontati, anche grazie ad un sorriso, ad un passare oltre di qualcuno.

Non importa se si verificano discussioni, urla o brutte faccie, l’importante è capire i motivi e magari fare da pacificatori, quindi non emettere sentenze o parole su parole che poi alla fine non servono a nulla s enon aumentare il focolaio, ma essere concreti e concisi e magari far capire ad entrambi le parti schierate di non esagerare e di godersi il tempo donato. Il risultato è che nel mio caso alla fine del viaggio mi ricordo solo le risate.

E magari siamo cresciuti un po’ tutti.