Punti fermi?

Gli amici ti deludono, la gente normale no.

Non butto via le mie amicizie per il mio star male, per la mia delusione. Ma se dai rapporti pian piano togliamo tutte le aspettative perchè mancate, distrutte e logorate, cosa ci resta? Non mi sento di eliminare la fiducia come punto ferma dall’amicizia, non questa volta che la sento importante, che la sento tradita. Nel corso di questi anni ho rinunciato ad aspettarmi un sacco di cose: l’aiuto nel momento del bisogno, il dialogo, l’altruismo e avere qualcuno dei momenti bui. Mi hanno fatto sempre credere che non bisogna avere aspettative dai rapporti che si vivono, mi hanno fatto credere qualcosa che non riesco a condividere pienamente e penso che anche oggettivamente sia una un pensiero fittizio.

cosa vuoi che sia, passa tutto quanto
solo un po’ di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia, ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu
(Cosa vuoi che sia di Ligabue)

Non sapendo dove stavo andando, non ho saputo scegliere, e adesso i miei pensieri ne chiedono il conto. Ho lasciato guidare gli altri perché credevo giusto un ambiente, delle persone, dei valori che hanno dimostrato di essere l’opposto di quello a cui adesso credo io. Ci contavo, ci speravo in quelle persone, che ancora oggi avrebbero mille parole per difendere la loro giustizia ipocrita. Ho tenuto ferme: la fiducia, la sincerità, la spontaneità e la voglia di star insieme. E forse va bene così, forse la confusione ora è ancora troppa, mentre attorno a me il silenzio fa rumore, ma le scuse non si sentono neanche dopo discorsi chiari e concisi. Ed è questo il nocciolo, a cosa serve perdonare qualcuno che non senti più vicino? A cosa serve non fare lo stronzo, parlare chiaro, perdonare quando dall’altra parte non si sente più il tocco delle proprie parole?

Ecco cosa vuol dire togliere troppe aspettative da un rapporto qualsiasi. Significa allontanarsene, perderlo, non sentire più quel ponte che collega due isole. Significa sostituire quel sentimento, quella emozione con una etichetta. A 20 Anni, voglio vivere, correre, gioire e non dare etichette o fare cose in nome di esse, perdendo i miei punti fermi, scambiandoli con quelli degli altri. Scusate ma ho già visto questo film.

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Realtà e Fantasia

A Aleesandro e Claudia
A Michele e Andrealisa
A Elisa

Non sono un cantautore, sono l’inganno, il candore
sono un attore, un santo, una balia senza prole
sono fiato e parole, un insieme di fiori e pistole
sono contorto, distorto, sono un cuore in corto
(Non sono un cantautore di Fiorella Mannoia)

Ieri sera dopo una giornata in piscina con i ragazzi, abbiamo organizzato una cena al volo, in cui una pasta in bianca unisce tre persone che spesso si trovano in situazioni simili. Mi piace essere partecipe a queste cose, mi piace l’imprevisto e trovarmi sul divano di qualcuno a sorseggiare cocacola. Dopo un oretta, con altri amici mi sono goduto qualche risata e la vista della città dall’alto, dove così tante luci e così tante case silenziose, in mezzo ai versi dei grilli, sembravano creare una pace tra la realtà e la fantasia.

Ero con i miei amici. Quanti viaggi e quante parole ho condiviso con loro.

Ho deciso di continuare attivamente il mio cammino che unisce i miei desideri alla parte più concreta della vita, al rapporto con gli altri e alle mie decisioni, da intraprendere sempre più, senza obblighi, paure o vincoli.

Sempre ieri sera la sua chiamata mi è rimasta in testa, come il messaggio di qualche giorno fa.

Pezzi di mondo

ho sfidato il destino per la prima canzone,
ho lasciato gli amici, ho perduto l’amore.
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.

A Melinda

Quasi ti vergognavi pronunciando il tuo nome, che porti assieme a mille storie, come solo una ragazza scappata di casa sa tenere dentro sé, nella sua saggezza dolorosa, negli occhi forti e ricchi di mondo. Incontrandoti mi è venuta voglia di mare. Arrivavi da Pescara e con i nostri sorrisi abbiamo discusso sulla vita. Non ho capito quanto avresti voluto parlare, infatti, mentre scomparivi nel nostro silenzio, sono diventato un altro pezzo di mondo nei tuoi occhi forti.

Equilibri e confini

Pensando a Chiara


Star bene con le persone accanto a noi, non è un etichetta come l’amicizia o l’amore. E’ la base per ogni rapporto, che da piccolo trascuravo, non sapendo neanche il perché, mentre vedevo il mondo aprirsi tra nuove relazioni, legami e qualche sorpresa che sapeva di novità. La mia, non era paura di star solo, probabilmente, solo una voglia di scoprire quello che mi era vicino, trascurando un po’ me stesso e quello che mi avrebbe fatto bene. Il tempo è passato e la chiarezza giorno dopo giorno si è fatta strada, creando esperienza e lasciando da parte qualche buia idea.

Lo star bene ci rende liberi. Lo star bene ci fa essere sinceri e ci dà energia. Lo star bene ridisegna l’amicizia e l’amore.

Oggi è iniziato l’Estate Ragazzi. Come ogni anno, vedere i bambini che con poco ti sorridono, con un solo gesto amichevole ti possono raccontare mille cose, mi ha ricordato che: più abbiamo rispetto di noi stessi, più potremo avere rispetto degli altri. Più ameremo la nostra vita, più ameremo la vita degli altri.

Mi viene in mente la figura del bambino che può essere egoista e nello stesso tempo generoso.
Noi adulti come ci comportiamo, quali sono i nostri equilibri e i nostri confini?

(Oggi) Non posso dare agli altri quello che non ho.
(Ieri) Non potevo esplorare il mondo senza sapere cosa volevo, senza essermi guardato dentro.

Il valore degli attimi

A Michele

E allora è chiaro che due sono amici veri fino a quando non se ne rendono conto
quando cominciano a pretendere il “rispetto reciproco” stanno toccando il fondo
e allora parlami di cose che non mi hai detto mai e dimmi veramente chi sei
ti riconoscerò se ti conoscerò e tu mi riconoscerai se mi conoscerai


E’ stata una settimana ricca di momenti preziosi, sguardi coinvolgenti e attimi fuggiti.

Un aperitivo inaspettato, le battute con gli amici, una chiacchierata aperta e profonda con una persona speciale, sono cose classiche per me, eppure, in questa settimana sono state manna caduta dal cielo. Questa settimana sono stato da solo a casa, andavo a letto da solo e mi alzavo da solo, ho dato quindi valore agli altri e al tempo che avevo da condividere con loro.

Venerdì il cielo era così chiaro che l’azzurro intenso colorava di mare la parte migliore di me. Venerdì sera è da ricordare, ecco una cena in cui il tempo scorre ma le parole non passano, mi ricordo ancora un amico raccontare se stesso, vedo davanti a me le sue labbra muoversi a ritmo di pensieri nascosti ma fluidi ed io che nella pacatezza assoluta lo ascoltavo, senza interromperlo, senza arrogarmi il diritto di dare un consiglio. Una cosa spesso difficile per me che parlo molto.
Dopo la cena: il giardino, un libro di Fabio Volo e un bicchiere di Barolo sono stati ottimi compagni per godermi la calma delle ultime ore di un giorno sorridente che stava morendo, per dar spazio ad un nuovo sole e ad una nuova speranza. La speranza di essere migliori.
Il giorno dopo ho litigato con lo stesso amico e oggi sono andato a mangiare a casa sua, come sempre.

Attimi, veloci, uno dietro all’altro.

Ho pensato allora che la notte non solo portasse consiglio, ma desse tempo di essere nuovi, di coltivare quella speranza.
Quando litighiamo con un caro amico, il nostro obbiettivo è sempre quello di coltivare la nostra relazione con lui, o di imporre le nostre idee? E allora perché spesso facciamo di tutto per allontanarci, per metterci alla prova? Le parole se le porta via il vento e forse anche le persone, teniamocele strette nella libertà quando ne vale la pena, quando, se siamo amici, basta poco.

Non viviamo in funzione degli altri ma non abbiamo sempre ragione noi. Con poco si riesce ad incontrarsi e a parlarsi. Anche solo con un pranzo, se il nostro obbiettivo è l’amicizia.

Sorpresa


Domani, partenza per una destinazione sconosciuta, alla guida dell’intera sorpresa Michele, accompagnato da Luca. Sarà sicuramente il regalo più bello di questi miei vent’anni! Dopo un pranzo tra parenti ed una pizza in riva al Po con gli amici, anche il giorno del mio compleanno è trascorso serenamente, tra un avventura e l’altra e avvolto in quelle risate strappalacrime così tanto amate.

Oggi ti guardavo mentre eri assorto dentro ai tuoi pensieri, quando sei ricomparso tra di noi erano già passati cinque minuti. Velocemente hai ordinato le cose da dire e da fare con la solita confusione che ti appartiene. In questo momento descriverti mi pare la cosa più facile del mondo, disordinatamente ordinato riesci a muoverti nel mondo con un senso che ti fa riconoscere, il senso della sregolatezza con un pizzico di genio. Non mi sono mai accorto di temere la perdita una donna, di un amico o l’amore di un familiare, eppure, dopo che le nostre persone si sono incontrate nuovamente lungo i binari di questa imprevedibile vita, ho provato quella sensazione, quella paura che mi fa capire la tua importanza.
Hai passato il pomeriggio del mio compleanno con me. Il tempo che dedichiamo agli altri nessuno lo regala. Ti voglio bene.

Nel nulla

Ieri sera camminavo, spaesato dentro ai miei pensieri stranamente fluidi. Camminavo da solo.

Pensandoci sù: non ero assolutamente solo, anche se attorno a me c’era il nulla color nebbia, il cellulare era scarico, non avevo Facebook ed ero in un posto mai visto prima, di quei posti che non vuoi vedere finché purtroppo non ci cadi dentro. Ero in un posto senza volerlo, limitatevi a sapere questo.

Ma avevo con me tutti i volti che in questi lunghi quattro mesi, dove ho fatto i conti con me stesso, mi hanno accompagnato; vedevo una carrellata di sorrisi, espressioni e sguardi che non dimentico, non perché più intensi, ma perché sono stati apprezzati veramente e tenuti da parte per queste situazioni, dove sapere che ti chiami Francesco per qualcuno è necessario, fondamentale e irrinunciabile. Serve a tirarti fuori dalla palude della vita, che immancabilmente ogni tanto ti fa scomparire per qualche minuto, facendoti buttare al vento quello che credevi, perdere nelle tue parole e nei tuoi piccoli ragionamenti da coglione.

Serve a ricordarti la bellezza delle tue relazioni.
Serve a ricordarti il tempo che dedichi nelle cose che vivi ogni giorno con loro.
Sia solo una bacio, una confidenza o la semplicità di una colazione.
Cose che ti rendono unico per loro e che rendono unici loro, per te.

Stranamente, quando ero nella palude ciò che credevo non è volato al vento freddo di un 5 Maggio, ma è rimasto attorno a me, distaccato per un po’ ma vicino, non sono più deluso da me. Non ho più quella insicurezza negli occhi, il vento non ha portato via quel poco di rispetto che ho per me.

Una nuova differenza si è nascosta dentro di me.
Si vive di piccoli obbiettivi, ed io li ho rispettati.
E certe volte questi obbiettivi potranno non essere rispettati, ci si potrà perdere anche nel loro senso più profondo, allora immancabilmente ci sarà il dialogo rivolto all’esterno, aperto e sincero. Ma se dall’altra parte nessuno ti ascolta, la vita va avanti lo stesso, sempre a piccoli obbiettivi. Fiduciosi di se stessi, del proprio cambiamento e alla ricerca di qualcosa che valga la pena di essere vissuta. La vita, quella vera, quella di ogni attimo in cui siamo su questa terra.

Ho passato qualche mese ad inventare la realtà. Sei chilometri nel nulla mi hanno ricordato la concretezza che mi manca, che a fatica scorgo o voglio scorgere. Le persone valgono per quello che scambiamo con loro, per la bellezza che sanno darti con uno sguardo, per quanto ti riescono a far sentire bene, anche dopo una litigata.

Delicatezza

Coincidenza. Questa mattina alla radio, è passata la canzone che ho riportato ieri sul Blog: Rimmel di De Gregori. Ho preso Paola per mano e correndo in mezzo a clienti, sedie e tavolini l’ho portata vicino allo stereo, facendole ascoltare con calma quelle parole così vere, in un modo così normale che sembravamo conoscerci da anni.

La mattinata si è conclusa con un caffè insieme a Bianca con cui è sempre bello aver un confronto sulle cose che ci capitano. Al tavolino con vista Corso Vittorio sembrava come se il tempo si fosse fermato per un po’, a causa delle nuvole che tengono lontana Torino dal sole e dalle belle giornate di Marzo, che illuminano i problemi che ci sono. E’ fantastico.

Sono proprio un Gemelli, amo il sole che arde in mezzo al cielo, ma quando sto bene riesco a godermi anche le nuvole che ovattano dalla  forza e dalla grinta del sole.

Sarà che in questo momento cerco delicatezza e non energia?

Essere ascoltato

Quasi tutte le  mattine arrivando al bar, incontro una mia professoressa che con un bel sorriso legge il solito quotidiana e ogni tanto commenta ad alta voce alcuni articoli, oggi il giornale non c’era e la vedevo appoggiata sul tavolino in attesa di trovare un modo furbo per passare il tempo. Mi sono messo a chiacchierare un po’ come al solito ma avevo un desiderio profondo, quello di essere ascoltato e anche un po’ invogliato a riflettere, insomma incentivato. Non è facile per uno che solitamente ascolta, essere ascoltato.

La mattina è decollata, tenuta in volo come sempre da Bianca, con cui è sempre piacevole passare del tempo e camminare comprando cd, libri e mangiando qualcosa. Amo questo genere di cose.

L’amicizia come ogni relazione ha uno scambio, qualcosa che si riceve e qualcosa che si da, in questo momento in tutte le relazioni che sto instaurando o mantenendo mi sento in un perfetto equilibrio, non sento il peso di dover far qualcosa o la necessità di ricevere qualche attenzione particolare, come in certi momenti poteva accadere. Sto bene, faccio quello che mi sento di fare e questo non mi da alcuna aspettativa, una cosa piacevola non ha bisogno di una gratificazione aggiuntiva. Giusto?

E’ la prova che cercare di eliminare il più possibile l’ambiguità e la paura è servito. Sto vivendo al pieno quello che capita, con un occhio attento a quello che cerco e sono veramente. Poi di problemi ce ne saranno sempre, un po’ come i periodi meno positivi.

Per adesso mi godo questo pomeriggio.

Buona notte

Mi ricordo di quando davo importanza alla presenza delle persone e non al valore che davo loro e che loro riponevano nei miei confronti, gli anni passano e le situazione mi hanno insegnato a custodire i loro gesti nel mio cuore.

Ora chiudi gli occhi amore mio, che non ci sei, che ancora non esisti.
chiudi gli occhi e abbracciami perché ho bisogno di condividere
quello che penso e che faccio,
ho bisogno di te.

Ricominciamo?

Da quasi un anno questo Blog viene aggiornato ormai raramente, senza dare sfogo “letterario” ai pensieri pesanti, che si accumulano e sfociano da desideri che vedo lontani, oggi più che mai.

Non è un bel periodo, non sono i giorni dove in questo Blog si respirava armonia e gioia, però, dopo tutto, il nostro primo mestiere è vivere, quindi duro o morbido che sia, ci tocca farlo e anche bene.

Per noi e per gli altri.

Musica alta, SMS e dolcezza che non vedo e forse non riesco più a trasmettere, un disperato bisogno di avere un nuovo stimolo, provocato dal sentir bisogno di evadere dagli stessi pensieri che danno sfogo a questa pagina Web.

La situazione è semplice, ho lasciato la mia ragazza perché mi sentivo inesistente e soffocato, dopo tanto tempo provo a cercare l’amicizia ormai dove non c’è più ma soprattutto non ho il coraggio di lasciare le mie abitudini, una grande insieme di cose, luoghi e persone.
Attorno a me, solo rumore.

Sono sempre stato condizionato dal rumore, sarà perchè la mia stanza da su un corso traffico, sarà perché credo ci sia sempre qualcosa da imparare.

E’ difficile capire come funziona la nostra psiche, però già sto meglio, mi vengono in mente i volti di Alessandro e di Erika, veri amici, grandi amici, che non ho visto scappare durante questi mesi, ma non ne trovo tanti altri, ed è questo che mi fa’ star male. Il mio desiderio incompiuto di gruppo, di amicizia che ormai a 19 anni forse non è più “pratico” sognare.

A cosa è servito il tanto combattere per poi perdere e starci male non poco?       Ciò nonostante non riesco ad abbandonare quei luoghi e di quelle persone da cui dovrei solo allontanarmi, per me.

Zucchero sta cantando: I need a friend.

Sono esigente ma veramente minimale.
E nel frattempo, sembra tutto più importante.
Le parole sono più importanti delle persone?

Ma soprattutto l’Oratorio è più importante delle persone che lo compongono?

Questa è la domanda che mi sono fatto e a cui non so dare una risposta, perché attorno a me questa risposta non c’è.
O meglio non voglio accettarla. Perché è squallida.

Ricominciamo? E come? Sento il rumore di prima, per adesso penso di dover ripartire sentendomi libero e felice per le cose che faccio.

Un passo alla volta.

A presto!

Amici così

E’ quasi l’una dell’ultimo pomeriggio d’Agosto che sta per chiudere questa settimana piena, ricca di momenti, che già sono ricordi. Che sta per chiudere la vera Estate e sta per iniziare il mese che forse senza saperlo preferisco, mi piace quando mi accorgo di una cosa che non direi mai: Settembre mi stupisce sempe e perciò ho un debole per lui.

Per i suoi risvolti e le sue grandi novità portate dal caldo estivo.

A casa mia ci sono le mie zie preferite e mentre loro erano sedute con mia madre, io non avendo posto mi sono sdraiato per terra ad ascoltare, guardarle e ridere vendendole sghignazzare tra sorelle, voglio memorizzare scene come queste, ma non lo farò e verranno a galla quando meno me l’aspetterò, va sempre a finire così, ed è proprio questo il bello.

Sono felice, veramente sereno e senza ansie (nessuna, strano!), ieri notte sono andato a dormire verso le 4 con uno strano sorriso, vero, vissuto, quello mio personale oserei dire.

Le serata di questa settimana sono state  tutte stupende anche grazie ad una persona che tempo fa ha trasformato una mia personale utopia in realtà e adesso rende visibile la parola amicizia, rende accesibile il concetto di essere se stessi, in compagnia e per molte ore, moltissime, non sempre è facile che dite?

Ieri pomeriggio prima di uscire la sera e di dormire contento ho visto Luca, il miglior amico che una persona possa desiderare, una persona con cui sto crescendo, nel vero senso della parola, guardandomi indietro mi vedo piccolo piccolo e adesso un po’ più grande, superando certe situazioni un po’ strane, equivoce e comunque banali. Sono cambiate un sacco di cose da quando forse ci vedevamo più spesso, sono cambiato anch’io, sono riuscito a sciogliere un po’ di più il brutto stereotipo degli amici uniti in tutto e per tutto ed ho rafforzato alcuni punti, quali: condivisione, compagnia, gioia. Ma per questo c’è tempo.

Dopo uno stupendo pomeriggio è iniziata la mia sera, notte e anche mattina in un certo senso, senza soste a casa, senza star a pensare troppo, sono un po’ rompicoglioni ma alla fine anche un tipo accomodante, ci troviamo con Erika (non glielo dite, ma la considero la mia migliore amica anche se lei non mi considera così..strano di solito non l’avrei mai fatto) e iniziamo il giro per il centro, un pezzo di collina, qualche stradina stretta e anche un buon Yougurt, tornando a casa paninaro e la solita strada percorsa ormai tante volte per parlare, nel letto, tranquillo, assonato ho sentito per la prima volta nostalgia dei posti che avevo visto con lei e mi sono svegliato felice della serata trascorsa, contento di quella visione di torino, una scena ormai un ricordo, di quelli da spolverare ogni tanto e dire: “Cavoli, bella serata”.

Questa mattina mi sono svegliato felice di avere amici così.

Vecchi ricordi

Mi sono sempre definito una persona non riservata, aperta, non ho tante cose per me, o forse ne ho talmente tante da non pensarci, ormai sono amalgamate a me, comunque il significato di questa scritta non la conosce nessuno, ognuno l’ha interpreta come ha voluto: amici, a chi era dedicata, passanti curiosi ecc…

Quest’anno ho imparato una cosa l’Amicizia tra uomo e donna, dev’essere percorsa e vissuta assieme.

Tempo di Vacanze

E per l’ennesima volta che su questo blog vi scrivo mentre mancano poche ore alla partenza, questa volta non sono 2 giorni a Bardonecchia o non per un Week End a Genova, me ne vado con gli amici di sempre che in verità conosco bene da soli 2-3 anni in Croazia, la mai prima vacanza con amici dopo anni in un opprimente paesino pugliese, dove però ho imparato molto, comunque andrò in una meta non troppo costosa e ricca di paesaggi e cultura da vedere, inoltre sono presenti coste e qualche spiaggia interessante che andrò a trovare molto volentieri.

Estate Ragazzi è finito la scorsa settimana, concludendosi al meglio, con premi, medaglie e festeggiamenti, è stata un esperienza finalmente vissuta con tutto me stesso, finalizzata a qualcosa (a me, ai bimbi, all’oratorio), non che i due anni trascorsi non fossero serviti, ma gli ho trascorsi con meno partecipazione concreta, senza crederci fino in fondo o in chi l’organizzava. Ho apprezzato anche i ragionamenti del Don e ne ho presi in prestito qualcuno, ovviamente quando lo criticavo per molti non andavo bene e adesso che dico che mi piace in qualcosa non vado bene lo stesso, la gente è pallosa.

Si sa, l’educezione e quindi penso anche l’animazione sono cose di cuore.

Sono usciti tanti nuovi aspetti di me, anche per un futuro non troppo lontano e devo scrivervi che questo mi ha dato tanta autostima che unita ai discorsi sentiti al campo animatori dal grande Don Luca e dall’equipe animatori ha reso il mio umore verso la vita in genere, diverso dallo stato precedente, anzi è totalmente cambiato, se prima era un vivere normale, tra alti e bassi cercando di andare avanti sempre e comunque ora si è trasformato in un sorriso che circonda tutto il resto, che avvolge e sgonfia tante situazioni, che da il giusto peso alle cose, che da gioia e armonia a chi mi sta attorno (spero, comunque di più) e che rivaluta tante persone e occasioni.

Quest’estate ha rafforzato forse i concetti un po’ ancora teorici che ho descritto sul blog durante quest’anno ed ora sto finendo questo articolo quando mancano meno di 2 ore, sono pronto per un nuovo viaggio, un po’ di distacco per vedere i frutti e anche per vedere come affrontare l’anno, l’estate è una cosa e l’inverno un’altra, forse più dura per me che soffro un po per l’amicizia in genere e per certi tipi di rapporti che mutano (o sono mutati), ma è indispensabile per un vivere normale, per non vivere nella morbosità un rapporto, su questo avrei tanto da scrivere ma purtroppo in questo periodo ho seguito il mio spazio virtuale poco.

Comunque fino ad adesso, non è stata una passeggiata, un po’ di litigate, qualche discorso non compreso e tanti piccoli problemini ma il concetto fondamentale è che ero io diverso nell’affrontare tutto, penso di non essermi mai abbattuto e finalmente ho portato avanti la base di tutto, stare bene e amare se stessi, nel giusto modo, senza eccedere.

Ho portato avanti anche piccole decisioni personali, quali: il parlare meno degli altri ed essere più comprensivo e nel frattempo trovare qualcosa per cui apprezzare veramente le persone attorno a me, come ogni cosa ci vuole tempo, non sono messo male, dall’anno scorso le cose sono completamente cambiate e stanno andando verso una strada che voglio continuare a seguire, speriamo di rimanerci!

Una cosa che finalmente ho imparato e ci voleva proprio, è la parola: Condivisione nell’amicizia, ho visto e riflettuto appieno su quello che veramente si riceve dagli altri, non da quelli che te lo dicono come se fosse una lezione teorica ma da chi te lo insegna a bocca chiusa senza tanto cine e forse non te lo vuoi neanche sussurare perchè i suoi gesti si vedono ed esprimono molto più di tante parole, da quelli che su un altalena ti dicono “Non importa, va bene così”.

E ho visto che in tante cose in cui ci credo io, ci crede qualcun altro, anzi qualcun’altra, l’ho provato sulla mia pelle, sbagliando (in parte ah ah) e sentendomi dire le stesse parole che avrei detto io ad un mio amico nella medesima situazione e che più volte ho detto. Il mondo gira, e purtroppo tutti sbagliamo, l’ideale sarebbe avere persone che ti fanno capire la giusta soluzione.

Tutte queste situazioni descritte sopra mi hanno donato una specie di equilibrio che cercavo da tempo, un modo per non passare dallo stato di felicità a quello di tristezza per poco, un modo per non sfruttare le altre persone ma per volerle bene, un modo per sentirmi libero e dare libertà in ogni rapporto senza egoismo, un modo per esserci per me per gli altri

…un modo per vivere… senza quel tremendo mal di stomaco quando c’è qualcosa che non riesco ad accettare perché sono egoista o geloso.

Obbiettivo ritornando dalla Croazia: Incazzarmi ancora meno, è fattibile con la giusta calma, sono a buon punto e cercare di vivere un Autunno/Inverno senza troppe pretse, insomma andare avanti per la strada che ho intrapeso con dolore a Marzo ed Aprile (descritta anche sul blog).

Concludendo questa prima parte d’Estate: Alessandro si è laureato, Io sto imparando e costruendo un bel po’ di cose coi miei amici (quelli con cui c’è condivisione), abbiamo finito di ristrutturare casa e l’iPhone funziona bene.

Ci sono un po’ di cose in sospeso, ma il tempo passa veloce per tutti e invece per le cose negative, se non sono proprio esagerate ci sarà sempre un modo per risolverle.

Buone Vacanze a tutti

Malinconiche amicizie

Mi parlano d’amicizia e mi viene la malinconia. Io avrei voluto solo un gruppo unito, come vedevo mio fratello e i suoi amici ma ovviamente non è andata a finire proprio così… lacrima… vabbè alla fine di amici ne ho, faccio parte di tanti piccoli gruppetti e anche parecchie persone belle vicino a me ce l’ho, ma ho altro per la testa o almeno il mio sogno è un altro, per carità quando sono con loro io sono felice, me stesso e non pretendo niente, però insomma che male fa sognare se comunque si vive nel presente e se si ringrazia sempre per quello che si ha?

Sabato è stata una giornata piena d’incontri, tra cui Andrea, forse una delle 3 persone a cui ho confidato tanto, una delle persone che di sicurò ricorderò per come sono stato bene con lui, una delle tante persone che ho perso.

Gli amici con cui lego di più durano al massimo 1 anno, tutti lasciano un grande bagaglio però avere amici temporanei mi fa soffrire, vorrei avere qualcuno che mi conosca un pochetto, secondo voi è una maledizione o come al solito chiedo troppo? Anche quest’anno ho potuto confermare la regola, ci sarà mai l’eccezione?

E oggi ho capito che dopo una disfatta tra due amici tutto si puo ricostruire, magari con altre forme però si puo ricostruire. Solo con la spontaneità, senza forzare niente, magari dopo qualche mese, ma le persone ritornano e si rincontrano se ancora interessate al legame d’amicizia, magari facendo casino in strada come non capitava da tempo, forse partendo da dove avevano iniziato: ridendo.

E sempre oggi ho capito che a distanza di anni, di litigi, di chiarimenti, le teste di cazzo non cambiano, sono sempre le solite teste di cazzo e in questo caso non è più colpa loro, è esclusivamente un problema mio che le frequento ancora, che mi fido e vengo puntualmente tradito. E quindi che arrivati ad un certo punto bisogna unire l’Amorevolezza con la Ragionevolezza e smetterla di fare gli stessi errori.