A spasso con le stelle

A Emanuela


Certi amori regalano
un’emozione per sempre
momenti che restano così
impressi nella mente
(Un Emozione per Sempre di Eros Ramazzotti)

Un mio caro amico mi disse che spesso non risolvo i problemi, ma che riesco bene a schivarli. Ieri sera ero in montagna, senza chiavi di casa, dimenticante qui a Torino. Nessun modo di tornare e poca voglia di spendere soldi per un albergo nonostante la disponibilità economica. L’obbiettivo era passare la notte senza ammalarmi mentre il problema era la sera fredda.

Soluzione al problema facile e indolore, prenotare un qualsiasi albergo.

Invece l’ho trasformato in un piccolo viaggio dentro al viaggio. Non ho mai visto così tante stelle, non ho mai passeggiato così tanto, sino a salire sopra la struttura di una seggiovia chiusa, per godermi il panorama senza luci e senza rumori. Non ho mai preso un treno alle 6.30 solo per far colazione in Francia con due Pan Chocolat, gli stessi che mangiavo con Emanuela, per poi tornare subito indietro addormentandomi preso dalle parole di una signora Genovese.

Pensavo al nome Emanuela, è elegante. E’ denso come il cielo blu quando l’alba sta per nascere, un colore che a tratti sembra pastello, che solo la natura sa donare ai nostri occhi che invece si perdono in miscugli artificiali. I nostri prodigi della tecnica.

La vita, per me è così, è istinto, è parlare delle proprie avventura senza paura. La vita, per me è breve per lamentarsi di cosa accade, la vita è scelta. E’ la scelta di costruirsi la propria vita.

E’ la scelta di costruirsi la propria vita con i propri errori e le proprie responsabilità, anticipati sempre dai nostri obbiettivi, valori e modi di pensare che dovrebbero aiutarci ad aprirci al mondo e agli altri.

Se amiamo noi stessi, come persone uniche, come non amare gli altri?

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Equilibri e confini

Pensando a Chiara


Star bene con le persone accanto a noi, non è un etichetta come l’amicizia o l’amore. E’ la base per ogni rapporto, che da piccolo trascuravo, non sapendo neanche il perché, mentre vedevo il mondo aprirsi tra nuove relazioni, legami e qualche sorpresa che sapeva di novità. La mia, non era paura di star solo, probabilmente, solo una voglia di scoprire quello che mi era vicino, trascurando un po’ me stesso e quello che mi avrebbe fatto bene. Il tempo è passato e la chiarezza giorno dopo giorno si è fatta strada, creando esperienza e lasciando da parte qualche buia idea.

Lo star bene ci rende liberi. Lo star bene ci fa essere sinceri e ci dà energia. Lo star bene ridisegna l’amicizia e l’amore.

Oggi è iniziato l’Estate Ragazzi. Come ogni anno, vedere i bambini che con poco ti sorridono, con un solo gesto amichevole ti possono raccontare mille cose, mi ha ricordato che: più abbiamo rispetto di noi stessi, più potremo avere rispetto degli altri. Più ameremo la nostra vita, più ameremo la vita degli altri.

Mi viene in mente la figura del bambino che può essere egoista e nello stesso tempo generoso.
Noi adulti come ci comportiamo, quali sono i nostri equilibri e i nostri confini?

(Oggi) Non posso dare agli altri quello che non ho.
(Ieri) Non potevo esplorare il mondo senza sapere cosa volevo, senza essermi guardato dentro.

E i mesi passano

Ed io sto riscrivendo una cosa, usando solo le mie dita e non più il cuore e la mente, e la cosa mi fa bene.

preso dal Blog di Federica

E piano piano i pensieri passano, non fanno più male, accettano la vita, condividono le scelte e le fanno diventare realtà. Non è assolutamente facile, il dolore non si frega.

Quando non vuoi tornare indietro ed andare avanti è difficile, solo il tempo può aiutare, solo gli insegnamenti possono aumentare la volontà di stare bene senza persone, cose e situazioni specifiche. Solo il bello della vita può far voltare pagina in un libro pesante, dove ogni riga è un ricorda che viene riletto cento volte e capito poco. Poco alla volta.

Eppure come scrive Fede, sto scrivendo usando solo le dita e non il cuore e la mente. Sto scrivendo il finale.

E i mesi passano.

Senza chiedersi il perché

Non aveva alcun senso, era solo un piacevole brivido che le attraversava la schiena. Provava un istinto razionale nel non volerlo fare ed un’emozione basilare nel desiderio immotivato che non riusciva a capire. Adele era una qualsiasi ragazza su una qualsiasi barca. Osservava il suo riflesso come non l’aveva mai visto e si buttò in acqua, quasi volendo tenere la parte migliore di sé, quella nuova visione apparsa senza uno scopo preciso. In quel momento Adele si tuffò nel mondo senza chiedersi il perché. Perché lo sapeva già.

Sono appena tornato dal cinema, dopo una serata piacevole, dolce e tranquilla con mia cugina Eleonora, e dalle ripetizioni ad Adele, che forse un giorno leggerà le righe che le ho dedicato sopra senza un motivo preciso.

La dolcezza nella vita è importante. Non toglietemela.

Non toglietimi la bellezza di osservare un intera famiglia che lavora nello stesso Bar, dal bimbo più piccolo che passa per caso al nonno smemorato. Non toglietemi la delicatezza di veder una mamma che accarezza sua figlia. Non toglietemi il bene che due cugini si possono volere.

Oggi Marisa ha fatto una cosa unica per me, mi ha capito.

Vado a dormire, contento. Buona notte Blog

Sognare ad occhi aperti

Non mi ricordo nulla di questa giornata che sta passando minuto dopo minuto mentre spero che qualcosa la faccia magicamente traformare nella giornata più bella della mia vita, ma non avverrà. Non mi lamento, aspetto? Chissà perché ho questo sogno sin da piccolo, però puntualmente la realtà lo trasforma in un desiderio ambito e lontano, giustamente utopico, siamo noi a scrivere la nostra storia.

Ho voglia di sognare ad occhi aperti, solo per oggi, era da tanto che non capitava.

Vorrei ricevere un SMS e fare una pazzia, prendere un aereo e raggiungerti ovunque tu sia. Abbracciarti e ricordarmi che mi chiamo Francesco. Ecco una parte di me che stavo dimenticando.

E’ inutile girarci attorno, è inutile far finta di essere in un modo e poi essere l’opposto, questo sono io, in questo preciso momento sto sbagliando perché mi arrendo a qualche emozione, ma ne ho bisogno, oggi sono spento dentro, senza tristezza ma neanche gioia di esistere, sicuramente stanco e dovrei dormire, ma mia madre mi darebbe del fallito, un po’ come al solito.

Dovrei uscire ma poi per parlare di cosa?

Ambiguo?

L’ultimo articolo, risale al 28 Ottobre,
le cose sono radicalmente cambiate oppure cambiate per non farle cambiare.
Con la ex-ragazza abbiamo continuato a vederci per Natale e Capodanno ma a causa di una lite silenziosa, ci siamo dati un Arrivederci euforico, trasformato giustamente da lei in un Addio definitivo l’altro giorno. lei è stata decisa, io meno, ha fatto bene.

Per quanto riguarda l’amicizia, invece si è modellato tutto, rileggendo le parole scritte ad Ottobre, non mi riconosco nemmeno, eppure sono Io, sensibile, emotivo, stupidotto, e che ha la necessità di sentirsi bene e di sfogarsi quando serve. Amo il nostro gruppo di amici, stimo ogni singolo elemento e voglio crescere insieme a loro. Poi di problemi ce ne saranno sempre…

Una frase mi ha molto colpito in questo periodo: 0 Ambiguità.
Ho capito che un mio grande difetto sta’ nell’ambiguità nelle relazioni, per paura di perderle, questo non mi permetteva e spesso permette di essere me stesso, di dire quello che preferisco e di andarmene laddove serva, è un discorso lungo che affronterò piano, piano perchè
in questo periodo ho proprio necessità di scrivere sul mio Blog, che tuttora fa molte visite e faccio che ringraziare tutti coloro che mandano e-mail e commenti.

E nei giorni di pioggia, che il mondo si rimpicciolisce, che la mia idea di libertà si limita al punto tale da sentirmi un piccolo scarabocchio in un cerchio colorato di nero che cerca di andare oltre.
Alzondomi dal letto ho pensato quanto, in questi giorni, la mattina sia un momento ricco di ombre, paura e una tristezza per qualcosa di metabolizzato male dentro di me. E tu non ci sei più, mi manca la tua gelosia o forse solo le parole dette, i luoghi visti e le abitudini perse… è normale, anche se è già passato un mese.

E’ difficile darsi delle colpe, quando a lasciarti sono stato io, è difficile dire “io non c’ero” quando a lasciare la tua morbosità sono stato io, eppure so con certezza che non mi alzavo felice pensando a te. La mia grande colpa è avertelo detto male, non averne parlato e aver continuato così la mia strada, pur di aggrapparmi a te, che non che e che eri diversa o almeno credevo…

Non voglio dimenticati in fretta, sono libero da una storia che è finita male ma contento di quello che ho fatto e visto, forse sono stato ambiguo anche con te, non lo so, ma tanto il risultato è quello giusto, ora si può ricominciare, ricominciare liberi per noi stessi. Per star bene. Per amare.

Queste mattine mi stavo alzando con l’idea di aspettare qualcosa, ma per chi aspetta, le giornate sono lunghe, eterne e piene di niente. Eppure la settimana scorsa le giornate erano fantasia, colore e magia. E poi la voglia di rivederti è stata troppa ed ecco spuntare i miei pensieri ed ecco che grazie alla tua decisione hai tirato fuori un problema.. la mia ambiguità! Abitudine?

Dedica

Un mesetto fa mi sono state dedicate queste parole:

Hai tanti sogni in più e hai voglia di scoprire 
Un cuore più sincero nelle persone vere

Stella cieca dei Nomadi

Ci ho pensato più volte al senso di questa frase e al possibile collegamento con me e come spesso accade mi sono ritrovato a correre il rischio di etichettarmi, di credere di un essere un tipo, modello di persona, un po’ come quando si guarda un telefilm e si crede di essere la reincarnazione di un personaggio, ma alla conclusione ho capito che semplicemente mi ritrovo nella frase perché vorrei avere qualcuno di vero vicino, ho già tante persone che rispondono a questa caratteristica e le altre mi vanno bene così (anzi) però sento che manca ancora qualcosa o qualcuno, forse qualcuna con cui condividere questo cuore vero

E’ passato il tempo delle cotte, degli sbalzi di umore per le ragazze o per gli amori non corrisposti che portavano a fare cose eccessive e poi soffrirne, per fortuna quei problemi (spesso creati supidamente) sono stati parzialmente risolti, almeno la parte illogica di essi come le seghe mentali, con un po’ di fatica e lavoro ce l’ho fatta, adesso sono molto più tranquillo, razionale e sopratutto sereno (forse da Marzo), però il cuore cerca.

L’Ombra

Questa è una storia semplice, l’ispirazione mi è venuta oggi mentre cavalcavo i miei pensieri instabili, scusate se i nomi dei protagonisti sono sempre gli stessi ma credo che siano sempre loro a causa della mia infanzia  dove ricorrevano spesso.


Pier era stanco, pieno di qualcosa di incancellabile, chino sul peso del mondo, del suo mondo o forse più semplicemente del mondo che gli avevano fatto vedere gli altri, perchè lui ormai era uscito dal pianeta terra, era nel suo personale incubo o artificiale sogno, creato da un uso sempre più assiduo di sostanze che gli rendevano la vita un po’ diversa, leggera, diceva lui in giro, ma in realtà molto pesante al risveglio da quelle ore passate a vaneggiare e a sognare una risalita da parte sua o un sorriso vero da parte di qualcuno.

Non riusciva a scappare dalla sua ombra, perché quando c’è il sole e non si hanno ripari l’ombra di un uomo è sempre li, in ogni momento presente a ricordare qualcosa. Pier non si era mai fatto problemi sulla sua vita, le decisioni erano sue e ne portava la colpa, ma poi è arrivato un raggio di sole e pian piano la luce gli ha aperto completamente gli occhi e non è più riuscito a scappare ed è spuntata 24 ore su 24 la sua ombra.

Il sole era lei, così tanto diversa e nuova,

sole e luna

Lo riscaldava al punto tale da scottarlo e allo stesso tempo gli ricordava quanto fosse solo un ragazzo vittima di se stesso, Giorgia gli aveva aperto tutte le porte per arrivare all’essenza, per raggiungere quello che aveva cercato e poi abbandonato per le troppe delusioni, per le troppe lacrime versate su un cuscino che ormai era logoro, come lui. Un cuscino che assomigliava a lui che stava lasciando scorrere la sua vita, piena di sconfitte, di No e di pochi meriti.

Avrebbe dovuto prendere una decisione, era da giorni che ci pensava, voleva dirgli ciò che provava, ma di sicuro una ragazza del genere non avrebbe mai accettato di uscire con uno come lui, e poi i sensi di colpa per non riuscire mai a mantenere un’amicizia già gli distruggevano le pareti del cervello, era inutile aggiungere altri problemi.

Pier ormai contava i suoi amici su un palmo di mano, ogni anno nuove persone entravano nella sua vita e ne uscivano il doppio, era stanco di coltivare amicizie che poi si rivelavano fregature, usciva tutto il giorno, cercava di vivere e a casa dormiva, stanco di tutto, stanco di combattere per qualcosa per cui non sentiva più la necessità.

E poi un giorno era con lei, uno dei tanti giorno che passava con l’unica persona che lo ascoltava o che per lo meno aveva ancora voglia di cercarlo, faceva caldo e il sole faceva vedere poco, erano sdraiati uno affianco all’altro e ci fu un silenzio imbarazante per lei, ma Pier si era perso a guardare quello che non aveva ancora visto, l’ennesima conferma che Giorgia era la sua unica ancora di salvezza, Pier riprovò la sensazione autentica che ogni uomo ha dentro di se, la base di tutto: l’amore. Dopo qualche minuto, sussurò una cosa alla ragazza che intanto giocava con un fiore e in un attimo Pier tornò sulla terra e smise anche di farsi le canne. Il suo sogno era lei.

I Was Made for Lovin’ You

I Kiss cantano:

I Was Made for Lovin’ You

E da qualche giorno le sue note sono diventate il mio pane quotidiano. Basta una sola volta e ci si innamora di questa canzone, piena di carica positiva e di grandi vibrazioni per chi ha un Subwoofer a disposizione.

Mi sento creato per amarti, ma non è la prima volta che mi illudo di questa cosa, eppure ci sono troppi segni che mi dicono di continuare a lottare per te.

Mi piace bruciarmi, ormai questo è chiaro.

Visione pre e visione post

A distanza di mesi, la mia visione per una persona è mutata da “compassionevole, gentile e fine” a “criticona, menefreghista e rozza”. Questo mi insegna a non dare proprio giudizi alle persone 😀

Tra parentesi l’amore rende perfetto ciò che non è.

Ma è sempre amore? Forse no, ma l’uomo ha un disperato bisogno d’amore come cantano gli Stadio, quindi può capitare di confondere sentimenti, stati d’animo, bisogni con Amore che viene col tempo, non è mica un Flash.

Immagino

Ti ho osservata quando non lo sapevi,
quando eri te stessa, quando non avevi paura del mondo.
i tuoi gesti così lenti si perdevano nella mia mente,
e le cose attorno perdevano consistenza.

C’eri solo tu, che facevi aumentare e diminuire allo stesso tempo i battiti del cuore.

I miei occhi prendevano un nuovo colore,
il colore della tua pelle e dei tuoi vestiti.

E io ti contemplavo con la paura
che mi potessi vedere, che potessi interrompere
il mio magico momento.

Però avrei incrociato il tuo sguardo,
sicuramente un po scocciato per la mia presenza,
ancora più bello sarebbe stato.

Volevo avere più tempo,
volevo essere invisibile e girarti attorno,
vedere la bellezza che emani con il tuo viso
così vero, così familiare, così limpido.

Scrivevi, e come quella penna
tenevi in pugno anche me.

penna

Quando penso a te, vorrei scrivere milioni di righe,
per poi rileggere e immaginarti,
poterti sognare e inventare un sogno dove ci sono anch’io.

E parlo di te. Scrivo di te, e immagino te.

Caduto in volo

…Ieri è iniziaa la primavera e un’anno fa le cose andavano decisamente peggio…
…anche se qualcosa di comune è successo…

Questa notte ho sognato la solita ragazza che mi diceva che le dispiace di non essersi bagnata sotto la pioggia, e io stranamente la guardavo male, come se a me non piacesse bagnarmi sotto la pioggia, come se a me non piacesse rilassarmi sotto la pioggerellina che avvolge tutti i sensi e fa volare in alto, al di fuori della città. E poi con lei sarebbe stato uno spasso, forse no, ma io me la immagino così. Chiara dice che il mondo non è nulla senza magia, la stessa magia che un bambino vede nel mondo in ogni cosa.

E se a me non piacesse? Cazzo, che cazzo centra? Piccole emozioni che volano.

Ho bisogno di qualcosa di vero che illumini il cielo canta Zucchero e io adesso il cielo non lo vedo come lo immaginavo, come lo credevo, non sono gli altri che devono cambiare, sono io che devo cambiare, ma fino a che punto devo mutare i miei pensieri per vedere il cielo insieme a loro, e poi perché? Da solo il cielo lo riesco a vedere ma insieme a tanti, forse troppi No. Perchè? Alla fine mi sto abituando a molte cose come ho scritto in precedenza (chissenfrega), da piccolo sognavo di provare sentimenti da adulto e adesso non ho più voglia di sentirli, il mio classico ragionamento, le mie solite considerazioni su cosa è reversibile e cosa no.

Una cosa ho imparato dagli altri:
– avere sempre il telefonino con un taglio di ricarica alto
– avere una macchina o un mezzo di trasporto
– tanti soldi
Perchè ogni persona a suo modo è egoista e non aspetta il prossimo, aspetta solo le cose dal prossimo, e per chi non diventa del giusto egoismo non c’è posto, almeno dentro la vita di queste persone, che forse piacciono tanto perché irraggiungibili o meglio stronze. Vaffanculo, che discorso del cavolo, però sta andando tutto male, ogni minima cosa sta prendendo una piega che non c’era, la gente è buona a dirti solo “Massì fai la pace, fai il primo passo, sii superiore, fai un pompino” e poi loro sono a primi a fuggire. Ma cazzo, perchè non si riesce mai a vedere se stessi? Perchè non si riescono mai a dire due parole gentili invece di fare rumore con la bocca? Ho capito un altra cosa, quando una persona ti parla e come se stesse parlando a lei stessa, solo chi ha la capacità prima di ascoltare veramente e poi parlare non ha niente da rinfacciarsi mascherando le sue azioni con il dialogo “amico”, perchè quelli ti danno suggerimenti si definiscono sempre così. Io ne ho centinaia, wow!

Si lo so, non è egoismo, tanti lo chiamano AMORE PER SE STESSI, ma io non ci credo proprio, ognuno fa i cazzi propri, (giustamente) che sia un tuo amico, una tua amica, la tua migliore amica, il tuo migliore amico, il tuo gruppo di amici o qualsiasi persona. Il gioco va giocato da soli, alleanze o non alleanze con gli altri, il gioco è pronto per te, pronta ad aspettare il tuo vero ingresso, il tuo ingresso da protagonista con la tua vita, la tua vera vita, e quando avrai la tua vita penso che non si senta più il peso dell’egoismo degli altri. Quindi tanto vale abituarsi in fretta, fare le cose con amore, le cose che ci piacciono, anche perchè se no si rischia di rimanere fottuti, delusi dagli altri ciechi, che non vedono che esistiamo. Gli altri che ti chiedono “come stai” quando fai comodo, quando serve un favore, e invece io cosa dovrei fare? Dovrei dire: be’ almeno me l’ha chiesto? 😀

Non è vero quello che scrivo, il mondo non è fatto solo di egoisti, o solo di finti buoni/bravi/belli. Ma perché gli aggettivi che esprimono qualità sono con la B? Più vado avanti, e più vedo solo una o due persone oltre alla mia famiglia che mi vogliono bene veramente, che mi cercano con interesse vero, per fortuna non leggono il blog. E io invece cosa cerco? Cerco sempre quello che non ho, ma cazzo. Come si fa ad essere così pirla. Come si fa a non godersi e VALORIZZARE quello che si ha e quindi cercare negli altri quello che non c’è e che uno vorrebbe (ecco la mia parte assai egoistica).

Zucchero continua: Siamo caduti in volo, si sono caduto in volo, senza danni per fortuna e chi mi è vicino lo sa. essendo i mie atteggiamenti sempre gli stessi e coerenti, anzi forse il doppio del sorriso, ma sono caduto, deluso.. Non so se sia adattamento alla vita, piacere della vita o menefreghismo, forse penso sia proprio questo, e non è un male a tutti gli effetti.

Perché è vero, tutti questi mesi passati a vedere negli altri il bello, a vederli attraverso nuove lenti, sono stati esattamente l’opposto di mesi ormai distanti, dove era in evidenza solo il mio egoismo. Ma come ogni estremo di una cosa le conclusioni sono sempre le stesse: pensieri, pensieri, pensieri…che portano ad altri ragionamenti e a vedere le cose diverse e di colpo tutto crolla, il muro si sgretola e ho bisogno di altro. Di non focalizzarmi sulle cose, che come dice Elisa, alla fine lc cose annoiano. E’ vero. Esattamente come 6 mesi fa. Noi uomini siamo sempre alla ricerca di qualcosa chiamata felicità. Sono felice quello si, ma deluso, stanco da quello che mi gira attorno, perchè ho vissuto di quello. E ora tocca a me, le carte della mia vita le gioco io, basta col troppo pensare, così va il mondo. Start!

Cosa voglio veramente adesso? E poi, cosa stavo cercando prima? Si, si mi è servito tantissimo il cambiamento raccontato su questo blog, ho capito nuove cose e ho fatto amicizie nuove e riappacificato le vecchie, ho dato peso alle mie scelte, mi sono dato l’autostima che mancava, ho cancellato l’egoismo e la noia nelle cose che facevo, ho eliminato il senso di solitudine. Ma adesso? Adesso ho bisogno di equilibrio nei mie pensieri, non sbilanciarmi troppo, ancora un po’ di tranquillità e iniziare veramente a vivere la mia vita, la pausa è durata abbastanza.

Allora serve solo un giusto equilibrio, un sorriso, qualcosa che mi piace fare, un po’ di disponibilità verso gli altri e veri amici. Le sapevo già queste cose ma allora cosa cambia, perchè sono così nervoso, agitato? Ho capito che non bisogna buttarsi, sprecarsi, bisogna avere rispetto di se, ed in questo mondo quindi bisogna avere un tocco di furbizia.

Perchè alla fine gli atteggiamenti e le parole degli altri possono essere viste da me in un qualsiasi modo a secondo dei mie periodi. Basta non darci troppo peso, come ho capito nel corso dei mesi. Come detto sopra non sono gli altri che devono cambiare, ma sono io, con l’accettazione e il vivere la mia vita.

Vedo nei tuoi occhi che hai dato tutto ormai,
tutto il tuo amore e non bastava mai
guardati allo specchio sei stanca, ormai lo sai
ma forse nel tuo cuore tu no, non cambierai
Cercavi più valori o forse nuovi eroi
cercavi in ogni dove quel che non trovavi mai
guardando nel tuo cuore poi non ti sei trovata più
hai dato tutto il tuo amore per non amarti più
E ti sei persa così senza capire perchè eri fragile si e non credevi più in te… non
credevi più in te…
Delusa dei tuoi sogni di ieri e quel che hai
nei giorni e nei pensieri che son volati ormai
hai tagliato i fili con tutta la realtà ma non lasciarti andare vedrai che cambierà
mai nella vita è tutto perso tutto ha un senso lo sai
prendi la giacca, la tua bicicletta e ritorna chi sei
da una sconfitta a volte si esce più forti che mai

Ricomincia così dei Nomadi

Soffoco

E quando ha speso tutto
ed ogni via
lo induce fatalmente alla memoria
ed anche il cielo aperto chiama storia
e in lui altro non cresce che apatia.

La voglia di posare dei Nomadi

via poMi sento come se fossi ai bordi di una strada, la mia solita via che percorro sempre in equilibrio senza potermelo permettere. Da solo e col sole che abbaglia, sono affascinato.

Scivolo, cado. Cos’è successo? Lo stomaco distrutto, contrito: l’ennesimo pugno. Dolore, ancora.

Sto soffocando, non è colpa del pugno, non è colpa degli altri. E’ colpa mia. Percorro una strada che conosco bene e su cui non dovrei passare, ma forse per ottenere qualcosa bisogna soffrire. Fino a che punto?

Come si fa determinare se il gioco vale la candela?

Non cambiare mai, non cambiare mai
Non barattare le tue lacrime
Tu sei forte se lo vuoi
Hai ragione sai
Ad essere come sei
Non è vero che sei debole
Perché cerchi l’impossibile
Adesso dimmi cosa ne fai
Dei sentimenti finti cosa ne fai
E le religioni dell’apparire
E dei tuoi sensi di colpa dimmi
Stringi i pugni, stringi i pugni

Stringi i pugni dei Nomadi

Romantico

Hai detto che di me non te ne frega niente e io a questo no, non ci voglio pensare… voglio addormentarmi, si, voglio dormire, e svegliarmi fra tre anni, perchè so, lo so di certo, che come te non ci sarà nessuno mai. Mai.

cometenessunomaiCome te nessuno mai, film

L’amore fa dire cose grandi, forse troppo grandi, ma a chi non piacerebbe una frase del genere?

E quante volte sono voluto andare a dormire per non pensare e per non soffrire, pensando che nessuno eguaglierà una persona? L’amore rende perfetto l’imperfetto e forse la cosa bella e che non fa ragionare troppo, bisogno stare solo attenti che non diventi una fissazione, una sfida o quant’altro, almeno io devo fare attenzione a quei punti.