Pensieri condizionati

Quando vogliamo qualche cosa, spesso la paura di non poterla avere riesce ad avere uno spazio così grande tra i nostri pensieri, da condizionarli. L’ energie che servono per conquistare o attirare a noi situazioni o persone, si perdono nel contenere stupide immagini di fallimento e di prospettive negative. Vaghiamo nell’incertezza e speriamo che il nostro obbiettivo non sia come noi, non riuscendo a capire che siamo noi a guidare, anzi a vivere, la nostra vita. Siamo distratti, non ci accontentiamo e spesso non riusciamo neanche a godere di quello che incontriamo per caso, mentre non abbiamo avuto ciò che volevamo. Spesso siamo egoisti al cubo.

Sole

Ieri, pur essendo una giornata non particolarmente serena, sentivo qualcosa di diverso, come ho scritto. non ero triste, probabilmente fatica e stanchezza si mescolavano con un malessere delicato che mi faceva riflettere in modo lento e dettagliato sulle cose che stanno accadendo in questo periodo. Qualcosa è cambiato, percepivo il mio corpo, la mia testa ed il mio cuore combattere, vincendo pian piano tutte le battaglie, contro l’abitudine e  l’egoismo. Quello che mi faceva star male.

Oggi c’è il sole.

Ho chiarito tutte le situazioni in sospeso, ho imparato a riconoscere un nuovo tratto del mio carattere e ho ricevuto un complimento, uno di quelli che denota una caratteristica che non si crede di avere, cioè un complimento reale. Grazie

Sognare ad occhi aperti

Non mi ricordo nulla di questa giornata che sta passando minuto dopo minuto mentre spero che qualcosa la faccia magicamente traformare nella giornata più bella della mia vita, ma non avverrà. Non mi lamento, aspetto? Chissà perché ho questo sogno sin da piccolo, però puntualmente la realtà lo trasforma in un desiderio ambito e lontano, giustamente utopico, siamo noi a scrivere la nostra storia.

Ho voglia di sognare ad occhi aperti, solo per oggi, era da tanto che non capitava.

Vorrei ricevere un SMS e fare una pazzia, prendere un aereo e raggiungerti ovunque tu sia. Abbracciarti e ricordarmi che mi chiamo Francesco. Ecco una parte di me che stavo dimenticando.

E’ inutile girarci attorno, è inutile far finta di essere in un modo e poi essere l’opposto, questo sono io, in questo preciso momento sto sbagliando perché mi arrendo a qualche emozione, ma ne ho bisogno, oggi sono spento dentro, senza tristezza ma neanche gioia di esistere, sicuramente stanco e dovrei dormire, ma mia madre mi darebbe del fallito, un po’ come al solito.

Dovrei uscire ma poi per parlare di cosa?

Il quadro

E’ quasi mezzanotte, e ti saluto laggiù, in fondo ai miei pensieri trovi ancora la forza di riaffiorare e di raccontarmi quello che sei e quello che sono mentre mi domandi sempre la stessa cosa, sei la mia domanda senza risposta. Non mi hai abbandonato da quando in terza superiore non sapevo neanche cosa fossi, adesso che ti conosco ogni giorno di più, ti sento affianco a me, leggera che mi guardi.

Nel frattempo ho comprato qualche canzone su iTunes, tra cui:

Chi t’insegnerà a guardare il cielo
fino a rimanere senza respiro?
A guardare un quadro per ore e ore
fino a avere i brividi dentro il cuore?

Che al di là del torto e la ragione
contano soltanto le persone?

Figlio, Figlio, Figlio di Roberto Vecchioni

Rieccoti, sei tu che ogni mattina, mi fai duellare con la vita, mi migliori e mi fai cercare una risposta difficile che trovo a tratti… Sei tu che distruggi tutto, per ritrovare solo il meglio, solo le cose che voglio veramente.

Mi sento esattamente come il protagonista del “Mio miglior nemico”, sto aspettando di essere Adrenalina, non solo per me, ma per qualcuno che riesca a dirmelo. E tu me lo fai ricordare, nei momenti di debolezza. Sei la mia solitudine, il mio bisogno di essere qualcosa per qualcun altro.

Come canta Vecchioni, non vedo l’ora di guardare quel quadro ore e ore e provare i brividi dentro al cuore.

Tutti

Tutti vogliono essere capiti, intesi, almeno una volta assaporare quella sensazione di completezza che si ha nel parlare apertamente e avere risposte veloci e scorrevoli, attente e leggere. Dolci ma toccanti. Chi le sa darà? Chi ha la pazienza di ascoltare?

Oggi guardavo Sara, era triste, era nella mia stessa condizione, una condizione pessima e pensavo dove fossero finiti tutti i discorsi, tutte il tempo perso per aggiornare questo blog?

Erano e tuttora sono dietro l’angolo, solo che questa volta sembra interminabile svoltarlo, lasciar da parte uno zaino pieno di malinconia, di sconfitte e allo stesso tempo di esperienze, di pazienza e obbiettivi.

Il giorno di Lunedì porterà una ventata di novità. Ho paura.

Save tonight

fuoco111

“there’s a log on the fire
and it burns like me for you”

Save Tonight degli Eagle-Eye Cherry

Ritmo incalzante e deciso, vedo un guidatore al volante dopo una bella giornata o una dolce serata che torna soddisfatta a casa, ma anche il Dottor House quando compra la sua moto. Semplicemente deliziosa. Avete presente quando una canzone vi da’ la carica, un brivido profondo che fa venir voglia di combattere?

Il Dolore

Ok, sto parlando di una cosa seria, scoperta e vissuta, ma forse capita poco…inizio col scrivervi due frasi che ho preso da un sito web:

Il dolore è un vuoto nel quale rimbomba la voce della sopravvivenza
è quel filo che si tende tra noi e la vita fino quasi a spezzarsi

preso da questo blog

In un articolo precedente dico che il dolore ci sarà sempre, e sorrido nel sentire la canzone di Carboni che dice “volevamo imparare a fregare il dolore”, il dolore non si frega, si supera…perchè? Perchè io e voi possiamo fregare gli altri, possiamo fregare sconosciuti e amici, ;”>ma non noi stessi, non la persona con cui stiamo 24h su 24h, ed è per questo che bisogna lottare e superalo

Il dolore è indispensabile per crescere, ad ogni nostra scelte corrisponde una reazione che può essere dolorosa e così ho capito che il dolore serve ad abbattere i vecchi palazzi e a crearne degli altri, un po’ come l’amore che non è una conquista ma una continua costruzione (ah si? mi è venuto in mente adesso), se fosse una conquista non sarebbe egoista?

Perché, perché? Quando vi dicono di lottare per sorpassare il dolore cosa vi vogliono dire?
Rileggendo le frasi scritte sopra: è proprio durante il dolore che ci attacchiamo alla vita, che impariamo a conoscerci e a riflettere e a dare importanza alla vita, non sempre è facile.

Il vero problema non è il dolore ma come si affronta. Se uno cerca sempre di non provare dolore e sfugge da esso alterando anche il proprio comportamento verso gli altri, alla prima occasione ne uscirà distrutto, perché come detto sopra non possiamo prendere in giro la noi stessi, se invece pian piano si ci abitua (non dico con indifferenza, dico come una cosa che si supera vivendo) allora sarà una cosa passeggera che forse (almeno a me) insegnerà cosa vuol dire vivere, volersi bene e anche come crescere, perchè spesso il dolore è provocato da noi stessi.

In questo blog ogni tanto si legge “per star bene”, io intendendo non annullare il dolore, ma semplicemente godersi le cose belle che si hanno e spesso sfuggono alla nostra vista che vuole sempre vedere in là. Perchè a me spesso il dolore, ha insgenato che non soffrivo per una persona o per una cosa, ma per il mio egoismo che non mi faceva vedere chiare le cose…esistono un sacco di motivi per provare dolore, quindi ovviamente non generalizzo. Ma il dolore ci mette . E’ li che bisogna reagire e credere in noi, avere speranza e fiducia in Dio (se la cosa riguarda cose non dipendenti da noi…)

mai nella vita è tutto perso tutto ha un senso lo sai.

E ricomincia così senza capire perchè
la tua vita da qui, la tua vita così
E ricomincia così…
E ricomincia cosi senza capire perchè la tua vita da qui la tua vita così
E ricomincia così… E ricomincia così…e ricomincia così.

E ricomincia così dei Nomadi

Etichettarsi

E’ incredibile come la musica possa incidere sulla vita delle persone. Ormai viviamo in una società dove ti distingui dalla musica che ascolti e quindi da come ti vesti. Viviamo nell’ignoranza: se uno si veste largo deve essere perforza squotter e deve ascoltare solo musica hip-hop; se uno si veste stretto deve essere perforza un tamarro e deve ascoltare solo techno; se uno si veste di nero deve essere perforza dark e deve ascoltare solo metal… Uno non si può più vestire come vuole perchè altrimenti agli occhi della comunità non è nessuno, non ha personalità. Dobbiamo aprire gli occhi, ragionare con la nostra testa, scegliere da soli ciò che è giusto o sbagliato, perchè se una cosa è idiota e la fanno un milione di persone, la cosa non cessa di essere idiota. Quindi vestitevi come vi pare, asoltate la musica che più vi piace e se qualcuno vi prende in giro ditegli: “Quando morirò, qualcuno mi ricorderà per chi sono stato e non per chi ho imitato”.

Riccardo, spaghetz.wordpress.com

Oggi un visitatore ha cercato su Google “Club depressi”, ragazzi possiamo essere tristi una volta, due volte, tre volte, ma combattiamo, spesso non è facile, ma combattiamo perchè non bisogna arrendersi ed etichettarsi da soli o dagli altri, come fa chi ascolta un determinato genere di musica e si veste di conseguenza, vi arrenderesti mai se in palio ci fosse la vostra vita?