Anch’io?

Quando sei condannato al pentimento
Stanco di sentir dire “non ho tempo”
Come in un sole in cui sentire freddo

Le parole non sono quelle ma quasi, e dagli amici che più credevo vicini, semplicemente dalle persone che definivo amici.

Un sole spento riscalda le mie fredde giornate, ho paura di sguardi e di frasi lanciate nelle mie orecchie, dove rimbalzano e creano eco, tanto eco che non riesco a sostenere, non voglio fregare il dolore ma inizio ad averne paura, inizio ad aver paura seriamente del dolore che mi pervade e che mi imprigiona in lacrime che ormai non verso più, e che fanno ancora più male.

Non so più se quello che vivo è realtà o sono in un incubo, perché è vero quello che si dice in giro: quando i problemi arrivano, si schiantano tutti assieme come i piccioni che vogliono raggiungere una bricciola, uniti da una sola missione con un obiettivo che varia sempre, maturare esperienze, crescere, avere fede?

Non lo so. Ma i piccioni sbagliano sempre, non seguono la teoria di Nesh ovvero ottenere il massimo per se stessi e per il gruppo, ma solo per la propria persona. Loro la matematica non la conoscono e non hanno mai visto A beatifoul mind, e per un attimo anch’io vorrei essere un piccione.

Sto ascoltando La donna cannone di De Gregori e sono le 3.30, come al solito a cercare di sfogarmi scrivendo di notte,  domani gli altri vanno a fare un picnic ma io ho bisogno di altro, non sto bene e ho voglia di vedere una persona, di una coccola, una parola e un po’ di tranquillità.

Ho voglia di piangere, ma le lacrime scendono a metà.

Adesso vorrei essere in macchina di Ale, e provare quello che ho provato ieri quando mi sono quasi addormentato pensando a quando ero bambino, solita musica, un odorino di carne che mi ricordava tanto la Puglia e una coppia felice, ormai ho capito che quell’automobile è l’unico posto dove mi sento tranquillo, al sicuro, sereno e felice. Sarà la guida, sarà la compagnia, sarà la musica, sarà che sono sempre stato in quella macchina quando si usciva ma in verità è che sento qualcosa di bello, qualcosa di buono…

Lacrima, che stranezza le sensazioni umane, un ricordo può far scendere un fiume di lacrime, è può essere un ricordo banalissimo, eppure puo fare un effetto straordinario.

Che bella serata oggi, che cambiamento che si vede in me, si è vero sono triste e malinconico e anche deluso, ma so ancora riconoscere i bei gesti e le cose che mi piacciono e questa sera siamo andati a mangiare a Pastarito, tutti assieme, come non accadeva da tempo e… bè è inutile dire tante cose, so solo che ho imparato a godermi le cose anche quando non vanno troppo bene.

Ho scoperto che non sono assolutamente geloso, cosa che non avrei mai detto e che effettivamente è mutata col tempo, allora sto crescendo anch’io?

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