Le scelte

mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
(Un tempo piccolo dei Tiromancino)

Questa sera, almeno quattro persone stanno pensando alle scelte che faranno o che stanno facendo. Questa sera le idee si mischiano alle emozioni. Le sensazioni danno alla ragione il tempo di parlare. Ma sopratutto il passato si fonde con il presente, per creare il futuro.

Le scelte, come bivi, lasciano alle spalle qualcosa per portare novità. Qualche volta belle, qualche volta brutte, il caso né è complice. Le scelte come i bivi escludono una strada, ma non è detto, che l’altra non si possa rincontrare successivamente. Veniamo giudicati per le nostre scelte, ma le motivazioni sono sicuramente complesse da spiegare.

Una scelta va fatto in armonia con le nostre emozioni, con il nostro pensiero e con il nostro comportamento. Siamo noi a dare senso alle cose, quindi anche alle nostre scelte. Chi più velocemente chi meno, ma è necessario farlo per star bene, per proseguire con costanza nel nostro percorso.

Ognuno di noi insieme alla sua scelta, accompagna: valori, opinioni ed esperienze, che crescono di volta in volta. Spero di non essere ambiguo nelle mie scelte, spero di essere chiaro e trasparente se mi trovo a scegliere persone o sentimenti.

Ci sono scelte che ci fanno star bene, crescere e ampliare i nostri orizzonti, altre che servono a poco. Sappiamo riconoscerle?

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Andata e ritorno

A Laura e Claudia

io resto qui, i miei pensieri nei tuoi
che nome hai? voglio parlarti perchè
ti ho già incontrata quando,
un tempo che non so, dicevi guardami
(Il nome che non hai dei Nomadi)

Ieri ero a dorso in piscina, mentre prendendomi cinque minuti di riposo, pensavo. Le orecchie immerse nell’acqua mi facevano sentire solo il suono del respiro. Che voce ha la nostra anima mi chiedevo, che tono hanno i nostri pensieri?

Sto vivendo due situazioni che ho lasciato sfuggire via anni fa. Sono comparse con un sorriso che all’inizio si confondeva nella mia testa e poi si è fatto strada rendendosi chiaro. C’è un andata ed un ritorno? Abbiamo una seconda possibilità nelle cose andate storte?

Non sempre, togliendo il romanticismo, è solo statistica. In fondo anche studiando psicologia si studia questa materia. L’unica cosa da chiedersi è: sappiamo imparare dai nostri errori e valorizzare quello che ci capita? Riusciamo ad andare avanti con gli insegnamenti del passato, guardando il futuro?

Punti fermi?

Gli amici ti deludono, la gente normale no.

Non butto via le mie amicizie per il mio star male, per la mia delusione. Ma se dai rapporti pian piano togliamo tutte le aspettative perchè mancate, distrutte e logorate, cosa ci resta? Non mi sento di eliminare la fiducia come punto ferma dall’amicizia, non questa volta che la sento importante, che la sento tradita. Nel corso di questi anni ho rinunciato ad aspettarmi un sacco di cose: l’aiuto nel momento del bisogno, il dialogo, l’altruismo e avere qualcuno dei momenti bui. Mi hanno fatto sempre credere che non bisogna avere aspettative dai rapporti che si vivono, mi hanno fatto credere qualcosa che non riesco a condividere pienamente e penso che anche oggettivamente sia una un pensiero fittizio.

cosa vuoi che sia, passa tutto quanto
solo un po’ di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia, ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu
(Cosa vuoi che sia di Ligabue)

Non sapendo dove stavo andando, non ho saputo scegliere, e adesso i miei pensieri ne chiedono il conto. Ho lasciato guidare gli altri perché credevo giusto un ambiente, delle persone, dei valori che hanno dimostrato di essere l’opposto di quello a cui adesso credo io. Ci contavo, ci speravo in quelle persone, che ancora oggi avrebbero mille parole per difendere la loro giustizia ipocrita. Ho tenuto ferme: la fiducia, la sincerità, la spontaneità e la voglia di star insieme. E forse va bene così, forse la confusione ora è ancora troppa, mentre attorno a me il silenzio fa rumore, ma le scuse non si sentono neanche dopo discorsi chiari e concisi. Ed è questo il nocciolo, a cosa serve perdonare qualcuno che non senti più vicino? A cosa serve non fare lo stronzo, parlare chiaro, perdonare quando dall’altra parte non si sente più il tocco delle proprie parole?

Ecco cosa vuol dire togliere troppe aspettative da un rapporto qualsiasi. Significa allontanarsene, perderlo, non sentire più quel ponte che collega due isole. Significa sostituire quel sentimento, quella emozione con una etichetta. A 20 Anni, voglio vivere, correre, gioire e non dare etichette o fare cose in nome di esse, perdendo i miei punti fermi, scambiandoli con quelli degli altri. Scusate ma ho già visto questo film.

Idee illogiche

Gli uomini non sono disturbati dalle cose, ma da cio’ che pensano sulle cose.
Epitteto

PRINCIPALI IDEE ILLOGICHE,
IRRAZIONALI E AUTODISTRUTTIVE PRESENTI NELLE NOSTRE MENTI
(Albert Ellis, 1994)

1. È necessario essere amati e approvati da ogni persona significativa
2. È necessario essere competenti e adeguati, altrimenti si è persone senza valore
3. Le persone devono comportarsi in modo gentile e onesto
4. È terribile se le cose non vanno come vorremmo
5. Le emozioni sono causate da eventi esterni e noi non possiamo fare niente su queste reazioni
6. Se qualcosa potrebbe essere pericoloso, non devo pensarci e devo evitarlo assolutamente
7. La nostra storia passata ci condiziona fortemente e non possiamo fare granché per cambiarla
8. C’è sempre una soluzione giusta e perfetta ai problemi

Albert Ellis (1913-2007) è stato uno psicologo statunitense.
Fondatore della Rational Emotive Behavior Therapy, è considerato il precursore delle terapia razionale emotiva e terapia cognitivo-comportamentale. È stato valutato, dalle Associazioni di Psicologi statunitense e canadese in una stima del 1982, come uno dei tre più influenti psicoterapeuti del XX secolo (primo Carl Rogers; terzo Sigmund Freud).

Non vivo in funzione di te

In questo momento, vorrei essere in macchina con Bianca e Luca, come venerdì scorso vorrei le loro parole. Per una volta sarebbero orgogliosi di me, ne sono sicuro.

Due facce della stessa medaglia. Il rispetto per sé stessi e per gli altri.

Non sto male per delle colpe che non ho. Non sto male perché mi sento in torto. Ho fatto le cose bene, chiare e limpide.

Sono solo triste, per chi non ha voglia di essere trasparente. Per chi deve raggiungere fini contorti che in questo momento non vedo più importanti. Ed è questa la differenza da prima.

Lei. Le sue parole perdono significato. Sono parole che se poco tangibili e veritiere diventano acqua. Acqua piena di detriti ancora pesanti.

Voglio godermi il cinema di oggi pomeriggio, voglio sputare fuori le lacrime che non escono.

Voglio guardarmi allo specchio, sorridere, e dirmi che per la seconda volta ho avuto rispetto di me e di lei contemporaneamente. Ed è importante.

Non vivo in funzione di nessuno, perché vivo.

Il quadro

E’ quasi mezzanotte, e ti saluto laggiù, in fondo ai miei pensieri trovi ancora la forza di riaffiorare e di raccontarmi quello che sei e quello che sono mentre mi domandi sempre la stessa cosa, sei la mia domanda senza risposta. Non mi hai abbandonato da quando in terza superiore non sapevo neanche cosa fossi, adesso che ti conosco ogni giorno di più, ti sento affianco a me, leggera che mi guardi.

Nel frattempo ho comprato qualche canzone su iTunes, tra cui:

Chi t’insegnerà a guardare il cielo
fino a rimanere senza respiro?
A guardare un quadro per ore e ore
fino a avere i brividi dentro il cuore?

Che al di là del torto e la ragione
contano soltanto le persone?

Figlio, Figlio, Figlio di Roberto Vecchioni

Rieccoti, sei tu che ogni mattina, mi fai duellare con la vita, mi migliori e mi fai cercare una risposta difficile che trovo a tratti… Sei tu che distruggi tutto, per ritrovare solo il meglio, solo le cose che voglio veramente.

Mi sento esattamente come il protagonista del “Mio miglior nemico”, sto aspettando di essere Adrenalina, non solo per me, ma per qualcuno che riesca a dirmelo. E tu me lo fai ricordare, nei momenti di debolezza. Sei la mia solitudine, il mio bisogno di essere qualcosa per qualcun altro.

Come canta Vecchioni, non vedo l’ora di guardare quel quadro ore e ore e provare i brividi dentro al cuore.

Caduto in volo

…Ieri è iniziaa la primavera e un’anno fa le cose andavano decisamente peggio…
…anche se qualcosa di comune è successo…

Questa notte ho sognato la solita ragazza che mi diceva che le dispiace di non essersi bagnata sotto la pioggia, e io stranamente la guardavo male, come se a me non piacesse bagnarmi sotto la pioggia, come se a me non piacesse rilassarmi sotto la pioggerellina che avvolge tutti i sensi e fa volare in alto, al di fuori della città. E poi con lei sarebbe stato uno spasso, forse no, ma io me la immagino così. Chiara dice che il mondo non è nulla senza magia, la stessa magia che un bambino vede nel mondo in ogni cosa.

E se a me non piacesse? Cazzo, che cazzo centra? Piccole emozioni che volano.

Ho bisogno di qualcosa di vero che illumini il cielo canta Zucchero e io adesso il cielo non lo vedo come lo immaginavo, come lo credevo, non sono gli altri che devono cambiare, sono io che devo cambiare, ma fino a che punto devo mutare i miei pensieri per vedere il cielo insieme a loro, e poi perché? Da solo il cielo lo riesco a vedere ma insieme a tanti, forse troppi No. Perchè? Alla fine mi sto abituando a molte cose come ho scritto in precedenza (chissenfrega), da piccolo sognavo di provare sentimenti da adulto e adesso non ho più voglia di sentirli, il mio classico ragionamento, le mie solite considerazioni su cosa è reversibile e cosa no.

Una cosa ho imparato dagli altri:
– avere sempre il telefonino con un taglio di ricarica alto
– avere una macchina o un mezzo di trasporto
– tanti soldi
Perchè ogni persona a suo modo è egoista e non aspetta il prossimo, aspetta solo le cose dal prossimo, e per chi non diventa del giusto egoismo non c’è posto, almeno dentro la vita di queste persone, che forse piacciono tanto perché irraggiungibili o meglio stronze. Vaffanculo, che discorso del cavolo, però sta andando tutto male, ogni minima cosa sta prendendo una piega che non c’era, la gente è buona a dirti solo “Massì fai la pace, fai il primo passo, sii superiore, fai un pompino” e poi loro sono a primi a fuggire. Ma cazzo, perchè non si riesce mai a vedere se stessi? Perchè non si riescono mai a dire due parole gentili invece di fare rumore con la bocca? Ho capito un altra cosa, quando una persona ti parla e come se stesse parlando a lei stessa, solo chi ha la capacità prima di ascoltare veramente e poi parlare non ha niente da rinfacciarsi mascherando le sue azioni con il dialogo “amico”, perchè quelli ti danno suggerimenti si definiscono sempre così. Io ne ho centinaia, wow!

Si lo so, non è egoismo, tanti lo chiamano AMORE PER SE STESSI, ma io non ci credo proprio, ognuno fa i cazzi propri, (giustamente) che sia un tuo amico, una tua amica, la tua migliore amica, il tuo migliore amico, il tuo gruppo di amici o qualsiasi persona. Il gioco va giocato da soli, alleanze o non alleanze con gli altri, il gioco è pronto per te, pronta ad aspettare il tuo vero ingresso, il tuo ingresso da protagonista con la tua vita, la tua vera vita, e quando avrai la tua vita penso che non si senta più il peso dell’egoismo degli altri. Quindi tanto vale abituarsi in fretta, fare le cose con amore, le cose che ci piacciono, anche perchè se no si rischia di rimanere fottuti, delusi dagli altri ciechi, che non vedono che esistiamo. Gli altri che ti chiedono “come stai” quando fai comodo, quando serve un favore, e invece io cosa dovrei fare? Dovrei dire: be’ almeno me l’ha chiesto? 😀

Non è vero quello che scrivo, il mondo non è fatto solo di egoisti, o solo di finti buoni/bravi/belli. Ma perché gli aggettivi che esprimono qualità sono con la B? Più vado avanti, e più vedo solo una o due persone oltre alla mia famiglia che mi vogliono bene veramente, che mi cercano con interesse vero, per fortuna non leggono il blog. E io invece cosa cerco? Cerco sempre quello che non ho, ma cazzo. Come si fa ad essere così pirla. Come si fa a non godersi e VALORIZZARE quello che si ha e quindi cercare negli altri quello che non c’è e che uno vorrebbe (ecco la mia parte assai egoistica).

Zucchero continua: Siamo caduti in volo, si sono caduto in volo, senza danni per fortuna e chi mi è vicino lo sa. essendo i mie atteggiamenti sempre gli stessi e coerenti, anzi forse il doppio del sorriso, ma sono caduto, deluso.. Non so se sia adattamento alla vita, piacere della vita o menefreghismo, forse penso sia proprio questo, e non è un male a tutti gli effetti.

Perché è vero, tutti questi mesi passati a vedere negli altri il bello, a vederli attraverso nuove lenti, sono stati esattamente l’opposto di mesi ormai distanti, dove era in evidenza solo il mio egoismo. Ma come ogni estremo di una cosa le conclusioni sono sempre le stesse: pensieri, pensieri, pensieri…che portano ad altri ragionamenti e a vedere le cose diverse e di colpo tutto crolla, il muro si sgretola e ho bisogno di altro. Di non focalizzarmi sulle cose, che come dice Elisa, alla fine lc cose annoiano. E’ vero. Esattamente come 6 mesi fa. Noi uomini siamo sempre alla ricerca di qualcosa chiamata felicità. Sono felice quello si, ma deluso, stanco da quello che mi gira attorno, perchè ho vissuto di quello. E ora tocca a me, le carte della mia vita le gioco io, basta col troppo pensare, così va il mondo. Start!

Cosa voglio veramente adesso? E poi, cosa stavo cercando prima? Si, si mi è servito tantissimo il cambiamento raccontato su questo blog, ho capito nuove cose e ho fatto amicizie nuove e riappacificato le vecchie, ho dato peso alle mie scelte, mi sono dato l’autostima che mancava, ho cancellato l’egoismo e la noia nelle cose che facevo, ho eliminato il senso di solitudine. Ma adesso? Adesso ho bisogno di equilibrio nei mie pensieri, non sbilanciarmi troppo, ancora un po’ di tranquillità e iniziare veramente a vivere la mia vita, la pausa è durata abbastanza.

Allora serve solo un giusto equilibrio, un sorriso, qualcosa che mi piace fare, un po’ di disponibilità verso gli altri e veri amici. Le sapevo già queste cose ma allora cosa cambia, perchè sono così nervoso, agitato? Ho capito che non bisogna buttarsi, sprecarsi, bisogna avere rispetto di se, ed in questo mondo quindi bisogna avere un tocco di furbizia.

Perchè alla fine gli atteggiamenti e le parole degli altri possono essere viste da me in un qualsiasi modo a secondo dei mie periodi. Basta non darci troppo peso, come ho capito nel corso dei mesi. Come detto sopra non sono gli altri che devono cambiare, ma sono io, con l’accettazione e il vivere la mia vita.

Vedo nei tuoi occhi che hai dato tutto ormai,
tutto il tuo amore e non bastava mai
guardati allo specchio sei stanca, ormai lo sai
ma forse nel tuo cuore tu no, non cambierai
Cercavi più valori o forse nuovi eroi
cercavi in ogni dove quel che non trovavi mai
guardando nel tuo cuore poi non ti sei trovata più
hai dato tutto il tuo amore per non amarti più
E ti sei persa così senza capire perchè eri fragile si e non credevi più in te… non
credevi più in te…
Delusa dei tuoi sogni di ieri e quel che hai
nei giorni e nei pensieri che son volati ormai
hai tagliato i fili con tutta la realtà ma non lasciarti andare vedrai che cambierà
mai nella vita è tutto perso tutto ha un senso lo sai
prendi la giacca, la tua bicicletta e ritorna chi sei
da una sconfitta a volte si esce più forti che mai

Ricomincia così dei Nomadi

Storie di gente famosa

La prima parte può non interessare tutti, leggete fino in fondo…l’articolo è tradotto benissimo. Si parla di Steve Jobs, fondatore di Apple (la marca die vostri iPod e computer)

Sono stato fortunato, ho scoperto presto quello che mi piaceva fare.

Woz ed io fondammo la Apple nel garage dei miei genitori, avevamo venti anni e lavorammo sodo. Ed in 10 anni la Apple crebbe da noi due in un garage in una società da due miliardi di dollari con oltre 4000 dipendenti. Avevamo appena realizzato la
nostra migliore e prima realizzazione: il Machintsh un anno prima ed io avevo appena trentenni…e fui
licenziato.

Come puoi essere licenziato da un’azienda che hai fondato?
Appena la Apple crebbe assumemmo qualcuno che pensavamo avesse grosse capacità per aiutarmi a gestire
l’azienda. Per il primo anno le cose andarono bene ma poi la nostra visione del futuro cominciò a divergere
ed alla fine arrivammo ad un diverbio e quando accadde tutti i dirigenti si schierarono con lui… e così a
trent’anni ero fuori, e in modo clamoroso.

Il fulcro della mia intera vita adulta era sparito. Ero distrutto, per alcuni mesi non seppi davvero cosa fare,
sentivo di avere deluso la precedente generazione, che avevo mollato il bastone del comando. Mi incontrai
con Packard e Noyce e cercai di scusarmi di avere incasinato tutto.
Fu un fallimento di fronte a tutti e pensai persino di abbandonare la Silicone Valley.
Ma qualcosa cominciò lentamente a sorgere in me, amavo ancora quello che avevo fatto.
Quello che era accaduto alla Apple non aveva cambiato nulla, ero stato respinto…ma ero ancora innamorato!
E allora decisi di ricominciare. Non potevo vederlo allora, ma poi risultò che essere licenziato dalla Apple era
la miglior cosa che mi potesse capitare!
La monotona pesantezza del successo fu sostituita dalla leggerezza di essere di nuovo un principiante, con
molte meno certezze e mi lasciò libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita. Nei cinque
anni successivi fondai un’azienda chiamata Next, un’altra chiamata Pixar e mi innamorai di una incredibile
donna che diventò mia moglie.
La Pixar riuscì nella creazione del primo film di animazione al computer: Toy story ed è attualmente lo studio
di animazione di maggior successo del mondo. In un eccezionale succedersi di eventi la Apple acquisì Next…
ed io tornai alla Apple e la tecnologia che sviluppammo in Next
È il cuore dell’attuale rinascita di Apple… e Lauren ed io abbiamo una stupenda famiglia sono certissimo che
nulla di ciò sarebbe successo se non fossi stato licenziato dalla Apple, fu una medicina molto amara, ma
penso propri ne avessi bisogno.
A volte la vita ci colpisce come un mattone in testa ma non perdete la fede, sono convinto che la cosa che
mi ha fatto proseguire fu l’amore per quello che facevo. Dovete trovare quello che amate!

E questo è vero sia per il lavoro che per il compagno, il lavoro riempirà una gran parte della vostra vita, e
l’unica maniera per essere veramente felici è fare qualcosa che crediate sia un ottimo lavoro e l’unico modo
di fare un ottimo lavoro è amare quello che fate!
Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare, non fermatevi!
Come in ogni decisione di cuore capirete quando lo avrete trovato e come avviene in tutte le buone relazioni
migliorerà con il passare del tempo.
Continuate a cercare, non accontentatevi!

In pieno stile con le cose scritte su questo blog!