Il giudizio

Non penso siano solamente le nostre scelte, le nostre parole o i nostri atteggiamenti a dire ad altri chi siamo. Danno solo un’idea di noi, intrappolata dai pregiudizi, dalle opinioni e da tutte le barriere che creiamo con le nostre esperienze, positive e negative che siano. L’involucro ideale di come il mondo ci vede, sono i sentimenti e le emozioni  o i diversi tipi di rapporto che si instaurano.

Ci giudichiamo a vicenda, cataloghiamo e organizziamo pensieri e azioni. E’ nella natura umana, ma quante volte non siamo stati obbiettivi? Perché? Ogni ambiente ha le sue regole, i suoi usi e costumi ma le variabili sono troppe per far di una persona solamente una etichetta. Bisognerebbe iniziare a parlare di comportamenti in X,Y,Z occasioni e non attribuire epiteti o aggettivi senza aver approfondito in modo serio le questioni aperte.

Sta a noi scegliere chi avere vicino, ma non per questo siamo liberi di giudicare e divulgare le nostre paranoie sugli altri, solo per difendere la nostra immagine contrapposta ad altre, che ci mettono in difficoltà.

Blocchiamo a noi stessi, la fiducia nel cambiamento degli altri, ma come feedback, anche quella in noi. Amo l’elasticità perché ho fiducia nel futuro.

Sento sempre qualcuno che minaccia altri dicendogli che non possono essere nient’altro che i loro atteggiamenti. Ma gli anni passano e le persone cambiano. Diamo la possibilità di cambiare agli altri vicino a noi e di vederne il cambiamento?

Francesco è Francesco. Francesco lo scopri giorno dopo giorno, hai delle aspettative da Francesco che esaudirà o forse no, lo apprezzi per qualcosa, lo eviti per altro. Ci ridi o meno, ci giochi o ci litighi ma lui rimane Francesco, che si distingue da quello che fa. Perché? Perchè ogni giorno è un un pezzo di strada, è un evolversi continuamente verso nuovi orizzonti.

Conosciamo persone nei momenti di sole e nei momenti bui, con quanta facilità la nostra opinione varia? Ci ricordiamo tutto quello che abbiamo vissuto o escludiamo pezzi importanti per giustificare i nostri pensieri? Quanto siamo disposti a capire gli altri e andare a fondo alle situazioni che ci colpiscono, nel bene e nel male?

La sincerità

A Serena

Siamo quello che diciamo.

La sincerità come la coerenza, è una strada piene di scelte, punti di vista e occasioni da vivere. La sincerità rende limpida una serata, ma da solo non fa molto.

La sincerità, presa singolarmente, non facilita le relazioni interpersonali, però accompagna un buon carattere, un buon discorso e anche una discussione decisa.

Quando diciamo una bugia, inizia quel bellissimo processo di accomodamento delle nostre parole, iniziamo a crederci o a trovare mille scuse per quella bugia, ci giustifichiamo, ci scusiamo e creiamo altri cento problemi o ragionamenti, che servono solo a star bene con noi stessi e la nostra azione, che va contro a quello che ci hanno sempre insegnato.

A volte per essere sinceri con qualcuno, dobbiamo non esserlo con altri. Per questo la sincerità da sola fa poco, va accompagnata da altri valori come il rispetto e dalla discrezione. Certe volte una bugia serve, ma questa è la vita, è sicuramente la conoscete meglio voi, ma di sicuro la verità ha una serie di vantaggi che variano da persona a persona. Amo la sincerità perché mi piace muovermi nel mondo senza sensi di colpa, senza cose non dette e perché mi piace mostrarmi per quello che sono, sapendo di trovare qualcuno simile a me.

Quando una bugia diventa controproducente per noi stessi e per il nostro star bene, dovremmo chiederci se veramente ne vale la pena pronunciare quelle parole. Se con pochi sforzi il problema si può risolvere senza nascondere qualcosa agli altri, allora è in quel caso, che la sincerità va coltivata e va scelta.

Chiediamoci se essendo sinceri, riusciremmo a vedere un mondo più sincero. Quindi degno di fiducia

Punti fermi?

Gli amici ti deludono, la gente normale no.

Non butto via le mie amicizie per il mio star male, per la mia delusione. Ma se dai rapporti pian piano togliamo tutte le aspettative perchè mancate, distrutte e logorate, cosa ci resta? Non mi sento di eliminare la fiducia come punto ferma dall’amicizia, non questa volta che la sento importante, che la sento tradita. Nel corso di questi anni ho rinunciato ad aspettarmi un sacco di cose: l’aiuto nel momento del bisogno, il dialogo, l’altruismo e avere qualcuno dei momenti bui. Mi hanno fatto sempre credere che non bisogna avere aspettative dai rapporti che si vivono, mi hanno fatto credere qualcosa che non riesco a condividere pienamente e penso che anche oggettivamente sia una un pensiero fittizio.

cosa vuoi che sia, passa tutto quanto
solo un po’ di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia, ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu
(Cosa vuoi che sia di Ligabue)

Non sapendo dove stavo andando, non ho saputo scegliere, e adesso i miei pensieri ne chiedono il conto. Ho lasciato guidare gli altri perché credevo giusto un ambiente, delle persone, dei valori che hanno dimostrato di essere l’opposto di quello a cui adesso credo io. Ci contavo, ci speravo in quelle persone, che ancora oggi avrebbero mille parole per difendere la loro giustizia ipocrita. Ho tenuto ferme: la fiducia, la sincerità, la spontaneità e la voglia di star insieme. E forse va bene così, forse la confusione ora è ancora troppa, mentre attorno a me il silenzio fa rumore, ma le scuse non si sentono neanche dopo discorsi chiari e concisi. Ed è questo il nocciolo, a cosa serve perdonare qualcuno che non senti più vicino? A cosa serve non fare lo stronzo, parlare chiaro, perdonare quando dall’altra parte non si sente più il tocco delle proprie parole?

Ecco cosa vuol dire togliere troppe aspettative da un rapporto qualsiasi. Significa allontanarsene, perderlo, non sentire più quel ponte che collega due isole. Significa sostituire quel sentimento, quella emozione con una etichetta. A 20 Anni, voglio vivere, correre, gioire e non dare etichette o fare cose in nome di esse, perdendo i miei punti fermi, scambiandoli con quelli degli altri. Scusate ma ho già visto questo film.

Idee illogiche

Gli uomini non sono disturbati dalle cose, ma da cio’ che pensano sulle cose.
Epitteto

PRINCIPALI IDEE ILLOGICHE,
IRRAZIONALI E AUTODISTRUTTIVE PRESENTI NELLE NOSTRE MENTI
(Albert Ellis, 1994)

1. È necessario essere amati e approvati da ogni persona significativa
2. È necessario essere competenti e adeguati, altrimenti si è persone senza valore
3. Le persone devono comportarsi in modo gentile e onesto
4. È terribile se le cose non vanno come vorremmo
5. Le emozioni sono causate da eventi esterni e noi non possiamo fare niente su queste reazioni
6. Se qualcosa potrebbe essere pericoloso, non devo pensarci e devo evitarlo assolutamente
7. La nostra storia passata ci condiziona fortemente e non possiamo fare granché per cambiarla
8. C’è sempre una soluzione giusta e perfetta ai problemi

Albert Ellis (1913-2007) è stato uno psicologo statunitense.
Fondatore della Rational Emotive Behavior Therapy, è considerato il precursore delle terapia razionale emotiva e terapia cognitivo-comportamentale. È stato valutato, dalle Associazioni di Psicologi statunitense e canadese in una stima del 1982, come uno dei tre più influenti psicoterapeuti del XX secolo (primo Carl Rogers; terzo Sigmund Freud).

Equilibri e confini

Pensando a Chiara


Star bene con le persone accanto a noi, non è un etichetta come l’amicizia o l’amore. E’ la base per ogni rapporto, che da piccolo trascuravo, non sapendo neanche il perché, mentre vedevo il mondo aprirsi tra nuove relazioni, legami e qualche sorpresa che sapeva di novità. La mia, non era paura di star solo, probabilmente, solo una voglia di scoprire quello che mi era vicino, trascurando un po’ me stesso e quello che mi avrebbe fatto bene. Il tempo è passato e la chiarezza giorno dopo giorno si è fatta strada, creando esperienza e lasciando da parte qualche buia idea.

Lo star bene ci rende liberi. Lo star bene ci fa essere sinceri e ci dà energia. Lo star bene ridisegna l’amicizia e l’amore.

Oggi è iniziato l’Estate Ragazzi. Come ogni anno, vedere i bambini che con poco ti sorridono, con un solo gesto amichevole ti possono raccontare mille cose, mi ha ricordato che: più abbiamo rispetto di noi stessi, più potremo avere rispetto degli altri. Più ameremo la nostra vita, più ameremo la vita degli altri.

Mi viene in mente la figura del bambino che può essere egoista e nello stesso tempo generoso.
Noi adulti come ci comportiamo, quali sono i nostri equilibri e i nostri confini?

(Oggi) Non posso dare agli altri quello che non ho.
(Ieri) Non potevo esplorare il mondo senza sapere cosa volevo, senza essermi guardato dentro.

Il valore degli attimi

A Michele

E allora è chiaro che due sono amici veri fino a quando non se ne rendono conto
quando cominciano a pretendere il “rispetto reciproco” stanno toccando il fondo
e allora parlami di cose che non mi hai detto mai e dimmi veramente chi sei
ti riconoscerò se ti conoscerò e tu mi riconoscerai se mi conoscerai


E’ stata una settimana ricca di momenti preziosi, sguardi coinvolgenti e attimi fuggiti.

Un aperitivo inaspettato, le battute con gli amici, una chiacchierata aperta e profonda con una persona speciale, sono cose classiche per me, eppure, in questa settimana sono state manna caduta dal cielo. Questa settimana sono stato da solo a casa, andavo a letto da solo e mi alzavo da solo, ho dato quindi valore agli altri e al tempo che avevo da condividere con loro.

Venerdì il cielo era così chiaro che l’azzurro intenso colorava di mare la parte migliore di me. Venerdì sera è da ricordare, ecco una cena in cui il tempo scorre ma le parole non passano, mi ricordo ancora un amico raccontare se stesso, vedo davanti a me le sue labbra muoversi a ritmo di pensieri nascosti ma fluidi ed io che nella pacatezza assoluta lo ascoltavo, senza interromperlo, senza arrogarmi il diritto di dare un consiglio. Una cosa spesso difficile per me che parlo molto.
Dopo la cena: il giardino, un libro di Fabio Volo e un bicchiere di Barolo sono stati ottimi compagni per godermi la calma delle ultime ore di un giorno sorridente che stava morendo, per dar spazio ad un nuovo sole e ad una nuova speranza. La speranza di essere migliori.
Il giorno dopo ho litigato con lo stesso amico e oggi sono andato a mangiare a casa sua, come sempre.

Attimi, veloci, uno dietro all’altro.

Ho pensato allora che la notte non solo portasse consiglio, ma desse tempo di essere nuovi, di coltivare quella speranza.
Quando litighiamo con un caro amico, il nostro obbiettivo è sempre quello di coltivare la nostra relazione con lui, o di imporre le nostre idee? E allora perché spesso facciamo di tutto per allontanarci, per metterci alla prova? Le parole se le porta via il vento e forse anche le persone, teniamocele strette nella libertà quando ne vale la pena, quando, se siamo amici, basta poco.

Non viviamo in funzione degli altri ma non abbiamo sempre ragione noi. Con poco si riesce ad incontrarsi e a parlarsi. Anche solo con un pranzo, se il nostro obbiettivo è l’amicizia.

Non vivo in funzione di te

In questo momento, vorrei essere in macchina con Bianca e Luca, come venerdì scorso vorrei le loro parole. Per una volta sarebbero orgogliosi di me, ne sono sicuro.

Due facce della stessa medaglia. Il rispetto per sé stessi e per gli altri.

Non sto male per delle colpe che non ho. Non sto male perché mi sento in torto. Ho fatto le cose bene, chiare e limpide.

Sono solo triste, per chi non ha voglia di essere trasparente. Per chi deve raggiungere fini contorti che in questo momento non vedo più importanti. Ed è questa la differenza da prima.

Lei. Le sue parole perdono significato. Sono parole che se poco tangibili e veritiere diventano acqua. Acqua piena di detriti ancora pesanti.

Voglio godermi il cinema di oggi pomeriggio, voglio sputare fuori le lacrime che non escono.

Voglio guardarmi allo specchio, sorridere, e dirmi che per la seconda volta ho avuto rispetto di me e di lei contemporaneamente. Ed è importante.

Non vivo in funzione di nessuno, perché vivo.

Passato, presente e futuro?

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro
ancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi

Rimmel di Francesco de Gregori

Oggi mi sono scontrato con la realtà dei fatti, che assolutamente non riesco ancora a capire pienamente, il senso che manca in una vita che vuole sicurezza, che chiede amore, presenza e affetto.

In questi giorni, Paola mi domandava se qualora lei non ci fosse più stata a fare colazione con me, io sarei riuscito a trovare una nuova persona così speciale con cui farla, ed io non avevo una buona risposta. Perché la vita è così. E’ così stronza.

Ci fa incontrare le migliori persone che poi o per un motivo o per l’altro in molte situazioni, perdiamo, lasciamo o ci abbandonano. La nostra buona mente soffre per un po’, anche per molto ma poi lo accetta e cerca qualcos’altro, vuole farci stare bene. E nel frattempo le persone diventano ricordi.

Questo poter tenere, scambiare e buttare cose, situazioni e persone ogni tanto mi fa pensare. Mi toglie la dolcezza nella vita.

Ora che l’ho scritto sembra normale. Ovvio, Succede! Alcune persone vanno e vengono o rimangono dentro di noi. Forse un passo in più scrivendo i miei pensieri l’ho fatto. Ecco! Rimangono dentro di noi

E’ la realtà dei fatti, pensare di svegliarmi ogni mattina e fare colazione con lei, che mi mette di buon umore è una cosa speciale, solo nostra, eppure so, che se lei non ci fosse più, mi dispiacerebbe ma molto presto troverei qualcos’altro da fare, qualcosa di diverso, forse di meglio ancora, forse perchè ho già fatto un esperienza molto gradevole e le esperienza sono una dietro l’altra. No? Quindi non c’è un futuro, senza un presente ed un passato.

Una nuova barriera si ammorbidisce dentro di me, ecco di nuovo l’equilibrio e l’allontanarsi delle nuvole.

Ricordi, gratutidine e piccoli pezzi di me che mi porto dietro grazie alle mie relazioni mantenute e perse. Niente pensieri sul fatto che qualcuno poterebbe rimuovermi con facilità dalla sua vita come scritto prima. Non lo posso pensare troppo, mi fa un po’ male. Trovato il nocciolo.

Sole

Ieri, pur essendo una giornata non particolarmente serena, sentivo qualcosa di diverso, come ho scritto. non ero triste, probabilmente fatica e stanchezza si mescolavano con un malessere delicato che mi faceva riflettere in modo lento e dettagliato sulle cose che stanno accadendo in questo periodo. Qualcosa è cambiato, percepivo il mio corpo, la mia testa ed il mio cuore combattere, vincendo pian piano tutte le battaglie, contro l’abitudine e  l’egoismo. Quello che mi faceva star male.

Oggi c’è il sole.

Ho chiarito tutte le situazioni in sospeso, ho imparato a riconoscere un nuovo tratto del mio carattere e ho ricevuto un complimento, uno di quelli che denota una caratteristica che non si crede di avere, cioè un complimento reale. Grazie

Domenica Essenziale

Ho passato un pomeriggio splendido, tra salumi, formaggi e un’ottima bionda piccola.

Fuori nevicava e nel piano sotteraneo di Eataly, in buona compagnia, mi godevo un pizzica di vita. Il relax giusto di una domenica essenziale per iniziare una grande settimana, per iniziarla al meglio.

Non c’erano pensieri, tranne quello di stare bene con le persone accanto, senza ansia, senza preoccupazione e senza un orario preciso. Ritagliare degli spazi per godersi le proprie amicizie è importante, così come coltivarle, nutrirle e incentivarle.

Devo segnarmi su questa agenda virtuale che le cose non vanno spogliate del loro significato, non deve esserci sempre una verità più profonda da cercare, una ricerca continua del senso delle cose che spesso porta al vuoto, all’essenza sbagliata, alla chiusura e all’egoismo.

Il quadro va visto con la sua cornice. La verità va cercata nel contesto.

Capitoli veloci

Sono come una calamita, mi oriento finché non trovo la mia giusta direzione, finche non sento quello che voglio sentire.

Sono un ricercatore senza niente da trovare, spesso, molto spesso perdo il mio tempo alla scoperta della mia immagine riflessa negli altri, non che questo aumenti la mia autostima, credo per il desiderio di sentirmi veramente importante per qualcuno.

Allora io faccio le cose per gli altri o per le loro parole?

Per gli altri, però mi piacciono le lettere che compongono belle frasi e qualche prelibata affettuosità, forse è il mio lato femminile della vita. Oggi sono tranquillo, sento che si è chiuso un libro che non meritava di essere letto male come ho fatto, con tanti capitoli belli e brutti ma troppo veloci, sicuramente ci sarà un seguito, probabilmente migliore, spero più maturo, sta a me e alla fiducia che mi viene posta renderlo tale, è una sfida contro me stesso e i pensieri futili che fanno o facevano eco, probabilmente sono un po’ psico qualcosa, forse solamente insicuro di me stesso e sicuro con gli altri.

Un cosmopolitan e qualche ora dopo una serata un po’ strana, quelle che possono succedere a ognuno di noi quando non ce l’aspettiamo ma sappiamo già il finale, mi sono accorto che avevo concluso il mio lavoro da povero ricercatore e forse che ho capito ancora di più me stesso e le mie manie, e che questo blog è giunto al termine, come ogni anno, sono volato sopra alcune cose e quindi spetta aprire un nuovo blog, ogni anno succede.

Chiudo il blog, come i pensieri (non le persone) di due anni di vita, il vento soffia e si porta via tutto, spero che non faccia un effetto boomerang, spero di andare avanti con la stessa serenità di oggi.

E mentre io mi preoccupo di me così tanto, tanta gente non riesce a mangiare, muore o vive male, ogni giorno, tante persone sorridono alla giornata che l’aspetta con veramente poco, il mio desiderio di partire per sentirmi più vicino al mondo si fa strada tra i pensieri più stupidi che un uomo possa provare, la voglia di non essere egoista anche, ma anche la stretta necessità di lasciare da parte la vita consumista che parte dai beni materiali fino ai sentimenti, come faccio a provare sentimenti materialisti, come faccio a dare peso a cose che non lo dovrebbero avere?

Tutto è eco, cancellarlo non è facile, io ho impiegato 2 anni per cose piccolissime.

Buona giornata a tutti, col sorriso ovviamente 🙂

One Week

prima di partire per un lungo viaggio
devi portare con te la voglia
di non tornare piu’
prima di non essere sincera
pensa che ti tradisci solo tu uh

Prima di partire per un lungo viaggio di Irene Grandi

viaggioSto per partire per il campo animatori, un campo dove si “formano” gli animatori e non solo, dove si sta veramente bene, dove si è in compagnia di tante belle, ma belle veramente persone, dove il sorriso c’è sempre e sembra di essere in un posto fuori dal mondo. E’ un clima totalmente diverso.

Rimango per una settimana, che spero come ormai da 2 anni mi darà una forza incredibile.

Ritornerò un po’ diverso, un po’ leggero… comunque sono di nuovo in viaggio eh? Non riesco mai a capire perché i miei viaggi seguono anche i viaggi dei miei pensieri. Che fortuna. Aiuta proprio, anche perché saremo in montagna, isolati dalle solite abitudine per ritrovare quell’essenziale che tanto mi piace vivere ogni tanto.

Mi accompagnano i miei amici e la canzone di Irene Grandi, che in questi giorni sto apprezzando veramente tanto, insieme a Povia e Moro.

Un saluto a tutti, per una buona settimana, senza il mio blog 🙂

p.s: Ho aggiornato l’articolo sul VoIP che era un po’ scadente, dategli una nuova letta se avete tempo, che così magari risparmiate sulle telefonate.

Frase al momento giusto

correre

“Monte mi farai da testimone di nozze”

Zitto 5 secondi, nel mio cervello passano milioni e milioni di pensieri suddivisi in un ordine cronologico crescente, pieno di immagini, gesti, desideri e parole.

Non sapete quanto ho voluto sentirmi dire sta frase anche solamente per scherzo.

E’ stata una mia fantasia che porto avanti almeno da 2 annetti 🙂 e oggi infatti sono stato felicissimo di sentire pronunciare quelle poche parole, rapide e immediate, talmente veloci da congelarmi 5 secondi

Dopo un grande bacio ho accettato volentieri l’incarico che sarà svolto in un futuro molto vicino (solo oltre 10-15 anni).

Cosa ho imparato oggi? Con un pizzico di furbizia due persone tristi possono diventare le persone più allegre di queste mondo, basta volerlo, basta voler vivere e cercare di star bene.

Questo è un periodo pesante e leggero, è un periodo dove ho perso tutto e ripreso tutto, a tratti mi sono sentito distrutto, vuoto e con nulla per cui correre e combattere, invece oggi ho capito che quello cosa per cui corro sono Io, non so come sia collegato alla frase che mi è stata detta, ma io non corro per sentirmi dire quello che mi piace, io corro per star bene e tutto è una conseguenza, come già detto più volte non dveo fare le cose per aspettarmene delle altre, in questo caso sono stato fortunato in altri magari non sarò accontentato, ma non posso stare con gli altri per egoismo, ovvero per avere ciò che voglio. (questo è un esempio banalissimo)

Quando ero più piccolo che i miei risultati o comunque qualsiasi cosa facevo fosse pubblica magari per sentirmi dire un “bravo”, poi pian piano ho imparato che le cose più belle vanno tenute in testa, come un vero trofeo personale, che tanto alla fine si sa che tutto salta fuori…e poi mi diecvo ogni volta: che senso ha dirlo ad altri? Lo fai per te o per gli altri? E poi cosa ti aspetti ti dicano?

Ogni volta ovviamente a nessuno gliene fregava un cavolo, ero arrivato al punto di inventarmi delle “avventure quotidiane” per suscitare interesse. Eh sì ero piccolo, che bello capirsi a distanza di anni, fa tenerezza.

Questa cosa non fa bene neanche a livello psicologico, perchè pian piano mi ero abituato a non fare le cose più per me, ma per farmi vedere o aumentare la mia autostima mediante gli altri, ma questo non avveniva mai. Ho tratto l’argomento in questo post

Post Pasqua

Ho cambiato aria, la stessa aria che mi faceva soffocare, ogni tanto ci vuole, lo stesso Pablo Neruda dice di non fare sempre le stesse cose, di variare. E’ stata una Pasqua molto molto diversa e persone diverse (almeno in parte), è finalmente ho ritrovato il sorriso, finalmente non ho sentito il peso del mondo addosso e forse non ci voleva poi tanto, ci voleva solo un pizzico di decisione nelle proprie idee, un po’ di interesse per se stessi, come mi hanno insegnato BENE gli altri.

E allora uno si prende quello che vuole, ovviamente quando faccio io le cose, tutti hanno da ridire o ridacchiare, ma non m’interessa. Tanto si sa, quello che ognuno fa è sempre meglio, quindi va bene così, anch’io sono er mejo.

Un grazie va alla mia amica preferita e alla sua famiglia, ci vuole proprio.