Conseguenze di una scelta

Progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell’amore
(Le conseguenze dell’amore)


Quando scegliamo una strada, siamo noi i primi a dover prendere in considerazione che è stata una nostra decisione, una via che sembrava giusta per la situazione o in certi casi la meno dolorosa per continuare il nostro percorso. Se è faticoso andare avanti, rimane controproducente tornare indietro quando la paura ci copre, quando gli altri sembrano ostacolarci.

Ogni nostra azione è importante, ogni nostra parola fa eco. Diamoci valore ma senza cadere nella superbia o vanità. Siamo noi i padroni delle nostre vite, non le strade che abbiamo intrapreso, le stesse che ci possono ingannare e a cui possiamo rimediare. Ecco la speranza.

Scegliere, come schierarsi lascia sempre un insegnamento, lascia esperienza, ma, solo se siamo pronti a seguire le nostre scelte con passione e con obiettività quando richiesta. C0sì facendo cresciamo e impariamo a confrontarci e migliorarci.

Il comportamento è importante per modificare il pensiero, lo sapevate? Come il pensiero è necessario per avere un nuovo comportamento.

Quando scegliamo, andiamo incontro agli altri, ma anche alle loro personali scelte.

Le nostre scelte influenzano loro e viceversa, bisogna tenerlo a mente. Bisogna essere consapevoli del potenziale che abbiamo. Se rispettiamo la nostra persona e le strade che abbiamo preso come scrito sopra, riuscire a non vedere le scelte altrui come inferiori alle nostre e avere un dialogo adatto, dovrebbe essere una cosa facile.

I silenzi non vanno interpretati scrive Fabio Volo, quando scegliamo, dobbiamo chiederci che silenzio ci portiamo dentro e fuori.

Le scelte

mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
(Un tempo piccolo dei Tiromancino)

Questa sera, almeno quattro persone stanno pensando alle scelte che faranno o che stanno facendo. Questa sera le idee si mischiano alle emozioni. Le sensazioni danno alla ragione il tempo di parlare. Ma sopratutto il passato si fonde con il presente, per creare il futuro.

Le scelte, come bivi, lasciano alle spalle qualcosa per portare novità. Qualche volta belle, qualche volta brutte, il caso né è complice. Le scelte come i bivi escludono una strada, ma non è detto, che l’altra non si possa rincontrare successivamente. Veniamo giudicati per le nostre scelte, ma le motivazioni sono sicuramente complesse da spiegare.

Una scelta va fatto in armonia con le nostre emozioni, con il nostro pensiero e con il nostro comportamento. Siamo noi a dare senso alle cose, quindi anche alle nostre scelte. Chi più velocemente chi meno, ma è necessario farlo per star bene, per proseguire con costanza nel nostro percorso.

Ognuno di noi insieme alla sua scelta, accompagna: valori, opinioni ed esperienze, che crescono di volta in volta. Spero di non essere ambiguo nelle mie scelte, spero di essere chiaro e trasparente se mi trovo a scegliere persone o sentimenti.

Ci sono scelte che ci fanno star bene, crescere e ampliare i nostri orizzonti, altre che servono a poco. Sappiamo riconoscerle?

La sincerità

A Serena

Siamo quello che diciamo.

La sincerità come la coerenza, è una strada piene di scelte, punti di vista e occasioni da vivere. La sincerità rende limpida una serata, ma da solo non fa molto.

La sincerità, presa singolarmente, non facilita le relazioni interpersonali, però accompagna un buon carattere, un buon discorso e anche una discussione decisa.

Quando diciamo una bugia, inizia quel bellissimo processo di accomodamento delle nostre parole, iniziamo a crederci o a trovare mille scuse per quella bugia, ci giustifichiamo, ci scusiamo e creiamo altri cento problemi o ragionamenti, che servono solo a star bene con noi stessi e la nostra azione, che va contro a quello che ci hanno sempre insegnato.

A volte per essere sinceri con qualcuno, dobbiamo non esserlo con altri. Per questo la sincerità da sola fa poco, va accompagnata da altri valori come il rispetto e dalla discrezione. Certe volte una bugia serve, ma questa è la vita, è sicuramente la conoscete meglio voi, ma di sicuro la verità ha una serie di vantaggi che variano da persona a persona. Amo la sincerità perché mi piace muovermi nel mondo senza sensi di colpa, senza cose non dette e perché mi piace mostrarmi per quello che sono, sapendo di trovare qualcuno simile a me.

Quando una bugia diventa controproducente per noi stessi e per il nostro star bene, dovremmo chiederci se veramente ne vale la pena pronunciare quelle parole. Se con pochi sforzi il problema si può risolvere senza nascondere qualcosa agli altri, allora è in quel caso, che la sincerità va coltivata e va scelta.

Chiediamoci se essendo sinceri, riusciremmo a vedere un mondo più sincero. Quindi degno di fiducia

Empowerment

Le mie idee si sono sempre più avvicinate a concetti simili all’Empowerment. Senza conoscerlo, più volte ho parlato dei suoi punti, riassunti in questo articolo. Il concetto di Empowerment fa riferimento all’accrescimento spirituale, politico, sociale o della forza economica di un individuo o una comunità. Spesso tale concetto fa riferimento allo sviluppo della fiducia nelle proprie capacità.
L’Empowerment viene usato come tecnica nelle azienda da Coach e gruppi di lavoro.

L’Health Evidence Network (Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) lo definisce come: processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita.

Questa definizione è quella che mi piace di più, che unisce le mie idee ai miei obbiettivi, che aiuta gli altri. Che fa sì che la nostra vita, i nostri doni e le nostre competenze siano utili per qualcosa di più grande e siano noti a noi. La sigla dell’estate ragazzi canta che siamo noi i primi a cambiare il mondo, che il bene va fatto bene e che è inutile aspettare. Anche il vangelo lo dice. E allora godetevi l‘Empowerment, che ne sono certo, se usato quotidianamente vi restituirà molte gratificazioni.

Attribuzione al sé di risultati ed effetti del proprio agire (“internal locus of control”): tendenza ad interpretare i risultati e gli effetti delle proprie azioni come determinati più dai propri comportamenti messi in atto che non da forze esterne indipendenti dal soggetto (per esempio azioni di altri non influenzabili, il sistema, la fortuna o il fato…; in questo caso, all’inverso, la tendenza sarebbe quella allo “external” locus of control ovvero della attribuzione a cause esterne dei risultati e degli effetti de proprio agire)

Percezione di autoefficacia (“perceived self-efficacy”): tendenza a percepire sé come persona capace di scegliere e mettere in atto, a fronte di una certa situazione, i comportamenti più adeguati, tra quelli di cui si è capaci, (per risolvere problemi, per conseguire obiettivi, per realizzare bisogni e desideri, per affrontare situazioni particolari).

Percezione di competenza: tendenza a valutare positivamente le proprie capacità e skills (rilevanti rispetto ad un’area specifica di attività e di compito).

Tendenza motivazionale all’azione ed alla gestione: tendenza a sentire volontà e desiderio di partecipare all’azione e tendenza a desiderare di avere padronanza e controllo sui fattori in gioco.

Tendenza alla speranza (hopefulness): tendenza a ritenere che variabili, fenomeni, eventi sono gestibili e controllabili e quindi indirizzabili verso esisti sperati come migliori (contrario della non-speranza, hopelessness, tendenza a ritenere che fattori e fenomeni non siano controllabili-gestibili né quindi indirizzabili verso ciò che è sperabile).

Ideologia dell’influenza, del potere, della responsabilità, del cambiamento possibile: tendenze a pensare-sentire che le persone in generale (e non solo il soggetto in particolare) possono influenzare gli avvenimenti sociali e che hanno potere intrinseco e capacità in sé stesse; che i sistemi sociali tendono a rispondere agli sforzi di cambiamento; che ciascuno dovrebbe partecipare anche come senso di responsabilità verso sé stesso e gli altri.

Quando siamo noi i padroni delle nostre azioni perché dovremmo essere tristi? Quando gli altri non hanno potere sul nostro umore perché soffrire? Quando consapevoli delle speranza, della fiducia possiamo cambiare noi e l’ambiente in cui stiamo, perché deprimerci?

Mostrarci agli altri

Le ragazze sono come fiori
profumati di fragilità
ma in amore sono come querce…
E qui dall’altra parte
incerti ed affannati siamo noi
violenti ed impacciati siamo noi
(Le ragazze fanno grandi sogni di Edoardo Bennato)

Sta sera avresti condiviso questa canzone. Sta sera mentre ci guardavamo e mi parlavi, capivo che potevi in qualche modo aver ragione, che volevi semplicemente poco di più, qualcosa che spesso è difficile tirar fuori dalla mia persona in poco tempo. Sei comparsa dopo un mese e in un attimo non ci sei di nuovo, ma hai lasciato una morale come se bastasse a occupare il tempo.

Sappiamo dimostrare agli altri chi siamo e cosa vogliamo con la coerenza? Sappiamo prendercene la responsabilità a parole e con i fatti?

Pensieri condizionati

Quando vogliamo qualche cosa, spesso la paura di non poterla avere riesce ad avere uno spazio così grande tra i nostri pensieri, da condizionarli. L’ energie che servono per conquistare o attirare a noi situazioni o persone, si perdono nel contenere stupide immagini di fallimento e di prospettive negative. Vaghiamo nell’incertezza e speriamo che il nostro obbiettivo non sia come noi, non riuscendo a capire che siamo noi a guidare, anzi a vivere, la nostra vita. Siamo distratti, non ci accontentiamo e spesso non riusciamo neanche a godere di quello che incontriamo per caso, mentre non abbiamo avuto ciò che volevamo. Spesso siamo egoisti al cubo.

Il valore degli attimi

A Michele

E allora è chiaro che due sono amici veri fino a quando non se ne rendono conto
quando cominciano a pretendere il “rispetto reciproco” stanno toccando il fondo
e allora parlami di cose che non mi hai detto mai e dimmi veramente chi sei
ti riconoscerò se ti conoscerò e tu mi riconoscerai se mi conoscerai


E’ stata una settimana ricca di momenti preziosi, sguardi coinvolgenti e attimi fuggiti.

Un aperitivo inaspettato, le battute con gli amici, una chiacchierata aperta e profonda con una persona speciale, sono cose classiche per me, eppure, in questa settimana sono state manna caduta dal cielo. Questa settimana sono stato da solo a casa, andavo a letto da solo e mi alzavo da solo, ho dato quindi valore agli altri e al tempo che avevo da condividere con loro.

Venerdì il cielo era così chiaro che l’azzurro intenso colorava di mare la parte migliore di me. Venerdì sera è da ricordare, ecco una cena in cui il tempo scorre ma le parole non passano, mi ricordo ancora un amico raccontare se stesso, vedo davanti a me le sue labbra muoversi a ritmo di pensieri nascosti ma fluidi ed io che nella pacatezza assoluta lo ascoltavo, senza interromperlo, senza arrogarmi il diritto di dare un consiglio. Una cosa spesso difficile per me che parlo molto.
Dopo la cena: il giardino, un libro di Fabio Volo e un bicchiere di Barolo sono stati ottimi compagni per godermi la calma delle ultime ore di un giorno sorridente che stava morendo, per dar spazio ad un nuovo sole e ad una nuova speranza. La speranza di essere migliori.
Il giorno dopo ho litigato con lo stesso amico e oggi sono andato a mangiare a casa sua, come sempre.

Attimi, veloci, uno dietro all’altro.

Ho pensato allora che la notte non solo portasse consiglio, ma desse tempo di essere nuovi, di coltivare quella speranza.
Quando litighiamo con un caro amico, il nostro obbiettivo è sempre quello di coltivare la nostra relazione con lui, o di imporre le nostre idee? E allora perché spesso facciamo di tutto per allontanarci, per metterci alla prova? Le parole se le porta via il vento e forse anche le persone, teniamocele strette nella libertà quando ne vale la pena, quando, se siamo amici, basta poco.

Non viviamo in funzione degli altri ma non abbiamo sempre ragione noi. Con poco si riesce ad incontrarsi e a parlarsi. Anche solo con un pranzo, se il nostro obbiettivo è l’amicizia.

Ascoltati

A Paola

Ho visto un posto che mi piace, si chiama Mondo
Ci cammino, lo respiro, la mia vita è sempre intorno
più la guardo, più la canto, più la incontro
più lei mi spinge a camminare come un gatto vagabondo
Ma questo è il posto che mi piace si chiama Mondo

Confondiamo le sensazioni in mezzo a ragionamenti logici, spesso ci dimentichiamo di vivere perché più faticoso di fantasticare, di realizzare ciò che vogliamo veramente. Le idee più profonde e la nostra parte più intima ci sfuggono assieme al tempo, alle persone e alle emozioni. Eppure la fame non si placa.

Può capitare di non aver tempo o voglia di ascoltarci e non pensandoci continuiamo il nostro viaggio verso una meta che non ci piace. Prendendo strade buie e faticose che non portano a nulla; poi ecco spuntare una crisi, ecco bestemmiare contro il mondo.

Ed è qui, che ognuno di noi può giocare la sua partita, il grande gioco con la vita e con la consapevolezza.

Quando capiamo che qualcosa non va, quando le nostre percezioni non sono più congrue con noi e le sensazioni di smarrimento, vuoto, insicurezza ci pervadono, come combattiamo?

Spesso qualche artista paragona la vita ad un film, condivido appieno e aggiungo che la vita è il nostro film. Lo giriamo noi con i nostri desideri, sogni e aspirazioni che si realizzano poco per volta. Non quelli banali ma quelli intimi, quelli che ci uniscono e non che separano. Li sapreste riconoscere?

Ecco l’importanza di guardarci dentro e di trovarci un po’ di tempo.

Dedicato a te

Ieri stavamo litigando, ho sentito un brivido che non ricordavo più. Probabilmente l’hai presa male, ma non sai quanto ti ho pensato ieri.

Sei riuscita ad attirare la mia attenzione molto meglio di chi crede di muoversi nel mondo con sicurezza apparente. Mi tiravi la giacca e volevi un abbraccio, sfuggito per un attimo.

Cosa c’è che mi blocca dal voler star bene con te?

Tristezza, speranza e realtà

matrix

Tristezza, speranza (fiducia nel futuro?) e realtà : In questi giorni sono successi diversi avvenimenti che mi hanno fatto incontrare in ordine queste tre situazioni, creando dei collegamenti che forse già conoscevo ma su cui non avevo mai riflettuto.

Martedì ero triste, scazzato di non so cosa e mi stavo di nuovo creando paranoie inutili, riflettendo su temi già chiari, come se le cose non mi bastassero mai, come se avessi avuto bisogno di certezze, poi di colpa una bella notizia, tutto cambia di colpo, come può una bella notizia cambiare le carte in tavola ? Come scritto in questo articolo reputo la cosa molto egoista e tra l’altro inutile, perchè purtroppo non si vive a periodi o a situazioni, ogni giorno siamo circondati da alti e bassi.

La novità annunciatami portava qualche lampo di speranza per una contesto importante, mi aveva dato speranza e voglia di continuare la settimana, insomma mi aveva donato nuovamente il sorriso che stava svanendo per non so cosa…almeno non lo sapevo ancora, nonostante ho pensato e anche scritto parecchio sul tema, quindi mi sembrava di inciampare sempre sugli stessi problemi, però è stato un modo per approfondire e conoscermi meglio.

Oggi che la speranza si è rivelata un quasi sicuro fallimento sono comunque contento, quella notizia mi aveva portato felicità e quindi la calma, la tranquillità di tutti i giorni che stavo perdendo in quelle 24 ore precedenti a causa del troppo Caos che stavo provocando attorno a me. Si, stavo esagerando, stavo mescolando troppi avvenimenti, troppi discorsi, troppi stati d’animo e troppe cose che mi stavano facendo urlare addosso a tutti e urtare i rapporti, sono troppo emotivo.

nuvole

Mi serviva un po’ di calma che mi regalasse un sorriso e che a sua volta mi donasse normalità, abbassando quel livello alle stelle di emotività che mi faceva pensare a cose non utili, a cose che mi offuscavano bei pensieri che ero arrivato a condividere, insomma stavo di nuovo cadendo nel dire: “cazzo, tutto va male”, ovviamente tutto va bene o comunque va…questo è l’importante. la verità è nel mondo fuori di noi, che aspetta di esser vissuto in prima persona da noi, non nel nostro piccolo cervellino, che appunto non è sempre illuminato come quello di un filosofo. Qualcuno diceva: Si vive, vivendo.

Qualche riflessione sull’accaduto:-

– Stavo di nuovo cadendo in una tristezza mischiata ad un po’ di malinconia perché avevo troppo casino in testa, sarebbe bastato prendere un vero momento per me (non stare al computer ad aggiornare il blog: questo è una mania, o comunque solo un passatempo), sarebbe bastato ascoltarmi veramente per capire che non c’era nessun motivo per essere scazzati ma purtroppo è facile nascondere le cose a se stessi, è facile farla semplice ed è agevole prendere la strada comoda: dando la colpa agli altri. Una tristezza stupida basata sulla comodità dei miei pensieri, invece di rimboccarsi le maniche: commiserarsi, invece di agire: aspettare…questa è tristezza perchè purtroppo non sempre quello che uno si aspetta arriva. Qualche volta capita, ma io non voglio aspettare.

sorriso

– Il sorriso: come scritto in un articolo precedente una cosa che ormai credo sia indubbia è che il sorriso sia indispensabile, almeno quello interiore, con un sorriso si affronta tutto e si sorpassa tutto, col grugno le cose sembrano più grigie di quello che sono, con un bel sorriso sono leggere, anche torti verso di noi o qualsiasi insulto, tutto scorre più in fretta, anche perchè si sa vedere oltre e non fermarsi

– Mi stavo appoggiando ad una stupida notizia per andare avanti, ci sono milioni di motivi per essere felici ed io mi volevo legare ad una cosa stupidissima, perché? Perché i nostri stati d’animo sono tantissimi e ci condizionano, bisogna essere forti e soprattutto bisogna conoscersi ogni giorno di più, per vedere se ci inganniamo da soli.

gattini

– Io non vi ho raccontato la mia tristezza, però vi posso dire solo una cosa: parlate dei vostri problemi a qualcuno che vi sappia ascoltare, che vi dica la verità senza proteggervi (a quello ci pensa già la nostra testa) ma che sia delicata, che vi voglia bene insomma. Servirà a confrontarsi, a rapportarsi e anche a sfogarsi, perchè ho capito che isolarsi non serve a niente: mai. (ne scriverò più avanti), inoltre sono stato triste ma è bastato un niente per capire che quella tristezza era vincolata solo ad uno stato d’animo che viaggiava troppo veloce: è bastata una chiacchierata con le persone interessate che è svanita…il problema è che questi stati d’animo possono contagiarci o rimanerci addosso, io la mia cura ve l’ho sempre scritta: conoscersi e combattere per la propria felicità (che non coincide spesso con le cose piacevoli), per non essere soffocati dagli stati d’animo, dalle situazioni e dalle seghe mentali che il nostro cervello crea (…ho trovato un bell’articolo sul cervello…)

Equilibri e arrangiamenti

equilibrio

Io vivevo i miei equilibri…

Mi incazzavo, facevo cazzate, ripristinavo la situazione a mio modo, e m’illudevo di esser felice...cercavo e vedevo le cose a periodi. Questo è un periodo sì e questo è un periodo no.

Ero felice se i miei amici mi prestavano attenzioni e se non lo facevano ero triste, se una giornata andava bene prendevo la carica per andare avanti il giorno dopo e poi basta…mi aggrappavo alle cose, non vivevo tante belle situazioni per tristezza stupida, illuso da un senso di malinconia.

Mi aggrappavo alle cose ma non per andare avanti, per superare quel momento, caratterizzato sempre da tristezza o pensieri vaghi.

Vedevo gli amici quando facevano comodo e così per le situazioni. Usavo le cose e le persone e non vivevo assieme a loro. Poi ho scoperto e sto scoprendo tante cose…

E forse questa sera, alle 23.45 ho capito che è sempre stato tutto un problema di fiducia. Ma come fai ad averne se non ti senti la fiducia di qualcuno? O comunque se sai che non mantieni quello che dici?

Ora riesco a sperare e anche a volare…certe volte ho dei momenti di sfogo, ma basterebbe una corsa per smaltirli, oppure 5 secondi di riflessione, ma sono un po’ pigro, e comunque adesso è sempre bello meravigliarsi.

Adesso : E’ sempre meglio un “Massì” che un “Vaffanculo”, che vivere tranquilli e senza rabbia, si può! lottando forse, ma si può!

Poi se veramente “pensato col cuore” è una figata che ti fa star davvero bene, come quando si capisce che una cosa è giusta e non si è fatta così solo per farla, solo per apparenza. (sia interiore che esteriore) 😀

Qualcosa che non c’è

I pezzi di canzone sono tratti da Qualcosa che non c’è di Elisa

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare il sole sorgere

Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore

Cercavo qualcosa che non c’è, cercavo i miei simili (dei mostri che mi ubbidissero), cercavo me stesso negli altri, volevo avere vicino le persone disegnate a mia immagine e somiglianza, cercavo la felicità nei beni materiali e negli altri, come se me la potevano servire su un piatto d’argento, la cercavo nelle cose che mi aspettavo, nel consumismo che mi doveva aiutare a sorpassare le difficoltà e a alleggerirmi questa vita. Ma poi in una giornata di pioggia è comparso il Sole, ma prima aspettavo, dicevo: “prima o poi troverò la mia felicità” e cosi andavo avanti giorno dopo giorno, senza viverli, aspettando un mondo come lo volevo IO, un mondo che per fortuna non esisterà mai, perchè se fosse cosi, non ci sarebbe speranza, fiducia, stupore verso gli altri, non avrei emozioni, sarebbe anche molto noioso.

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare

E poi di colpo, il bagliore mi ha accecato, e tutto sembrava cosi bello, di solito succede quando uno è fidanzato, ma per fortuna a me no, perchè come ho scritto non è la propria metà ad essere un motivo per farti vivere ogni istante della tua vita e renderti felice. Ho smesso di sognare il mio mondo perfetto, perchè avevo a disposizione un mondo bellissimo da girare stando anche solo a Torino o nel mio quartiere, fidatevi non è un “accontentarsi”, è semplicemente vederne la bellezza. Passo successivo? Fare qualcosa per renderlo migliore dove la situazione è proprio allarmante.

E se c’è un segreto
E’ fare tutto come
Se vedessi solo il sole

Elisa ci lascia un piccolo segreto, perchè le cose non sono mai automatiche.