Lacrima

siamo quello che siamo, quello che sognamo e così sia

Distratta. Nei tuoi pensieri difficili da raggiungere, ti immergi e con loro ne esci spaesata. Osservi il mondo dietro ai tuoi occhiali,
ma di esperienze sulla pelle ne hai. Con i capelli raccolti guardi il cielo, ma non sei leggera, sei distratta, mentre Il passato è vicino, ed il futuro sembra lontano.

Ti guardavo, mentre parlando, chiacchieravi. Hai validi argomenti di discussione su cui intavolare una serata, sei intelligente. Difficile da raggiungere, come i tuoi pensieri, sembravi. Una lacrima ti è caduta, di quelle piacevoli, liberatorie. E’ la metafora adatta per descriverti.
Sei una lacrima, un po’ salata, un po’ dolce. Inaspettata ma a volte prevedibile, sei pronta a scendere, a liberare quello che può essere il tuo peso che ti porti dietro.

Le tue parole non sono parole al vento, sono segni del tempo. Il tempo che ti vola via.

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Il ritorno


Ieri sera al binario 3 c’era Erika ad aspettarmi, penso sia ormai una sensazione importante avere qualcuno che ti accoglie dopo un viaggio, qualcuno di così tanto unico da condividere le mie esperienze, le cose viste ed il pizzico di felicità che ogni viaggio sa dare. Ho viaggiato spesso da solo, ma come ho scritto molte volte, la parte più bella è tornare cambiati, con qualcuno che ti aspetta. Non viviamo per gli altri ma non siamo niente senza di loro.

La felicità è reale solo quando condivisa. (C. J. McCandless)

Mi hanno detto che non so stare solo, le stesse persone persone convinte di non meritare l’amore. Loro si allontanano in silenzio dentro spazi vuoti, cercando di chiudere le brecce al passato.

Forse non so stare da solo, non per aggrapparmi ai mille personaggi che ho vicino ma piuttosto per aver la gioia di condividere, confrontare e aprirmi a questo mondo così infinitamente variegato. Gli altri non limitano la mia libertà, la ampliano; mi fanno esplorare il mio pensiero come un treno che corre per paesaggi mai visti. Chi con amore, chi con una carezza, qualcuno con una risata, altri con amicizia solidale e forse con qualche litigio.

Sensazioni


Giornata di sole. Sento il cuore che palpita, scriverlo è quasi piacevole, eppure sensazioni che non riesco a capire si muovono distratte, tutto il dentro che non conosco vive un momento difficile più che mai. La scelta.

Non banalizzate.

La scelta di vivere la gioia appieno ed il dolore completamente non è mai abbastanza facile quando hai 20 Anni.
Non è semplice quando ti accorgi che è inutile fregare il dolore con piccoli tranelli, inganni che fai a te stesso, alla vita e agli altri.

Ho sete ancora. E allora in questo momento non voglio cambiare quello che sento, cambierà da solo con calma mentre le onde porteranno a riva solo quello che veramente servirà, come hanno sempre fatto. Davanti a me una spiaggia, ed ecco riapparire Ginosa Marina e le sue strade minuscole che portano tutte al mare, alla vita di quel piccolo paesino che profuma di pino. Essenza.

Sì, mi lascerò trasportare da me stesso, come direbbe Luca, darò tempo al tempo mentre la mia creatività e la voglia di svagarmi cresce.

La spiaggia è simbolo di tranquillità, ma nella realtà dei fatti, è un luogo affollato quasi rissoso. Le urla si quietano nel pomeriggio color arancio; nel pomeriggio fatto di Coca-Cola frizzante, qualche giornale ed una voglia di chiacchiere dolci come se fossero bugie ripiene di zucchero.

Lungo la via di casa mia

E ho guardato dentro un’ emozione
E ci ho visto dentro tanto amore
Che ho capito perchè
Non si comanda al cuore

Senza parole di Vasco Rossi

Ogni volta che percorro questa strada, sembra di passare dentro ai miei pensieri, guardo il cielo e vedo le nuvole che assomigliano alle mie emozioni, vanno e vengono sempre diverse. Le macchine in fila sono come una sicurezza che ogni tanto manca, in un tranquillo pomeriggio dove il sole cerca di scaldare, donando allo sfondo più basso, più profondo un blu pastello quasi bambinesco. E’ quello che voglio vedere. Sono sempre alla ricerca dello scorcio infinito, un assoluto che ogni tanto mi sforzo di vedere inutilmente perché  è così bello guardarsi attorno senza affanni. Eppure ci casco. Casco alla bellezza dell’illusione.

Osservare incuriosito le finestre, i tetti e i fiori che nascono sulle ringhiere è come un hobby per rilassarsi, ogni pomeriggio in un modo diverso, con occhi nuovi guardo alberi, macchie sull’asfalto e un cane che abbaia, ogni giorno con un pensiero a cui pensare.

Le finestre tengono al caldo la vita di tre, quattro o forse cinque persone esattamente come la mia, pensarci sù è così bello, che più volte la via per casa mia, ha tenuto una mia lacrima, un mio sorriso e una mia delusione. Solo mia.

Sognare ad occhi aperti

Non mi ricordo nulla di questa giornata che sta passando minuto dopo minuto mentre spero che qualcosa la faccia magicamente traformare nella giornata più bella della mia vita, ma non avverrà. Non mi lamento, aspetto? Chissà perché ho questo sogno sin da piccolo, però puntualmente la realtà lo trasforma in un desiderio ambito e lontano, giustamente utopico, siamo noi a scrivere la nostra storia.

Ho voglia di sognare ad occhi aperti, solo per oggi, era da tanto che non capitava.

Vorrei ricevere un SMS e fare una pazzia, prendere un aereo e raggiungerti ovunque tu sia. Abbracciarti e ricordarmi che mi chiamo Francesco. Ecco una parte di me che stavo dimenticando.

E’ inutile girarci attorno, è inutile far finta di essere in un modo e poi essere l’opposto, questo sono io, in questo preciso momento sto sbagliando perché mi arrendo a qualche emozione, ma ne ho bisogno, oggi sono spento dentro, senza tristezza ma neanche gioia di esistere, sicuramente stanco e dovrei dormire, ma mia madre mi darebbe del fallito, un po’ come al solito.

Dovrei uscire ma poi per parlare di cosa?

Ambiguo?

L’ultimo articolo, risale al 28 Ottobre,
le cose sono radicalmente cambiate oppure cambiate per non farle cambiare.
Con la ex-ragazza abbiamo continuato a vederci per Natale e Capodanno ma a causa di una lite silenziosa, ci siamo dati un Arrivederci euforico, trasformato giustamente da lei in un Addio definitivo l’altro giorno. lei è stata decisa, io meno, ha fatto bene.

Per quanto riguarda l’amicizia, invece si è modellato tutto, rileggendo le parole scritte ad Ottobre, non mi riconosco nemmeno, eppure sono Io, sensibile, emotivo, stupidotto, e che ha la necessità di sentirsi bene e di sfogarsi quando serve. Amo il nostro gruppo di amici, stimo ogni singolo elemento e voglio crescere insieme a loro. Poi di problemi ce ne saranno sempre…

Una frase mi ha molto colpito in questo periodo: 0 Ambiguità.
Ho capito che un mio grande difetto sta’ nell’ambiguità nelle relazioni, per paura di perderle, questo non mi permetteva e spesso permette di essere me stesso, di dire quello che preferisco e di andarmene laddove serva, è un discorso lungo che affronterò piano, piano perchè
in questo periodo ho proprio necessità di scrivere sul mio Blog, che tuttora fa molte visite e faccio che ringraziare tutti coloro che mandano e-mail e commenti.

E nei giorni di pioggia, che il mondo si rimpicciolisce, che la mia idea di libertà si limita al punto tale da sentirmi un piccolo scarabocchio in un cerchio colorato di nero che cerca di andare oltre.
Alzondomi dal letto ho pensato quanto, in questi giorni, la mattina sia un momento ricco di ombre, paura e una tristezza per qualcosa di metabolizzato male dentro di me. E tu non ci sei più, mi manca la tua gelosia o forse solo le parole dette, i luoghi visti e le abitudini perse… è normale, anche se è già passato un mese.

E’ difficile darsi delle colpe, quando a lasciarti sono stato io, è difficile dire “io non c’ero” quando a lasciare la tua morbosità sono stato io, eppure so con certezza che non mi alzavo felice pensando a te. La mia grande colpa è avertelo detto male, non averne parlato e aver continuato così la mia strada, pur di aggrapparmi a te, che non che e che eri diversa o almeno credevo…

Non voglio dimenticati in fretta, sono libero da una storia che è finita male ma contento di quello che ho fatto e visto, forse sono stato ambiguo anche con te, non lo so, ma tanto il risultato è quello giusto, ora si può ricominciare, ricominciare liberi per noi stessi. Per star bene. Per amare.

Queste mattine mi stavo alzando con l’idea di aspettare qualcosa, ma per chi aspetta, le giornate sono lunghe, eterne e piene di niente. Eppure la settimana scorsa le giornate erano fantasia, colore e magia. E poi la voglia di rivederti è stata troppa ed ecco spuntare i miei pensieri ed ecco che grazie alla tua decisione hai tirato fuori un problema.. la mia ambiguità! Abitudine?

Tutti

Tutti vogliono essere capiti, intesi, almeno una volta assaporare quella sensazione di completezza che si ha nel parlare apertamente e avere risposte veloci e scorrevoli, attente e leggere. Dolci ma toccanti. Chi le sa darà? Chi ha la pazienza di ascoltare?

Oggi guardavo Sara, era triste, era nella mia stessa condizione, una condizione pessima e pensavo dove fossero finiti tutti i discorsi, tutte il tempo perso per aggiornare questo blog?

Erano e tuttora sono dietro l’angolo, solo che questa volta sembra interminabile svoltarlo, lasciar da parte uno zaino pieno di malinconia, di sconfitte e allo stesso tempo di esperienze, di pazienza e obbiettivi.

Il giorno di Lunedì porterà una ventata di novità. Ho paura.

Nostalgico e Malinconico

zucchero filatoOggi volevo andare a prendere con amici lo zucchero filato che per 2 pomeriggi ho gustato con altre persone, tutto contento obbligo i poveretti ad uscire e prendere il pullman, arrivati lì, a parte il parco vuoto rispetto ai giorni precedenti, (che mi dava proprio lo stato d’animo giusto per l’ultimo giorno di vacanza) il ragazzo che faceva l’amato zucchero non c’era, mancava sia il banchetto che lui. Al suo posto vuoto toale, neanche la giostra vicino si muoveva, ferma ed immobile.

Ho sentito una nostalgia ed una malinconia per i 2 giorni trascorsi, una sensazione che mi invadeva e che ancora adesso, nonostante siano passate 2 ore, mi porto dietro.

homer simpsons

Era da tanto che non sentivo una sensazione così forte, così viva. Che però fa rallentare il cuore e trattenere a stento le lacrime. Forse un anno.

Ero piccolo. Si ero troppo piccolo, ma ricordo, ricordo bene la prima volta che provai un emozione, che il mio cuore soffrì la prima volta. Era settembre, quel cazzo di inizio settembre che ho odiato per giorni interi. Sono le 20.28 del 25 Marzo, ma io con la testa e col cuore sono a settembre del 1996 o 1997 quando sui gradini del giardino giocavo con mia cugina coi soldatini e il fortino nuovo del Natale scorso, sentivo le giornate così vuote e poi un bel giorno è arrivata lei che ha reso quel paio d’ore così piene, poi se n’è andata velocemente com’è arrivata, sapevo già che le mie giornate sarebbero ritornate vuote e così furono. Cosa mi mancava già a quell’età? Cosa volevo e cosa cercavo?

In verità la prima volta che ricordo di aver provato un emozione fu quando la mia vicina di casa fece una festa e non mi calcolava o meglio io non volevo fare amicizia coi suoi amici, avevo circa 4 anni e lei 17-18, solo gelosia, ma nel caso di settembre ci furono delle ripercussioni nei giorni successivi da non credere.

E ripensandoci a Settembre frequentavo un altro cugino che vedevo pochissimo e con cui si era instaurato un rapporto bellissimo, ma anche lui dovette partire, stessa sensazione, stessa voragine nello stomaco. Quando lo sentii allo telefono, piansi.

treno

Da li in poi odiai le partenze, tutte le partenze, vorrei allungare quel momento fino all’infinito. Odio vedere una casa che prima era piena, viva, profumava di parenti o amici poi vuota. Mi commuovo sempre. Perchè sono così emotivo? Così malinconico e di conseguenza nostalgico di quei momenti veloci passati bene.

E adesso mi chiedo, perché cosi tanta nostalgia dei giorni scorsi? Cosa ho vissuto che mi mancava? Così tanta malinconia nel cuore che non riesco a cancellare seppur le cose sembrano ritornate Ok, o meglio sembro cambiato io? A parte che psicologicamente l’ultimo giorno di vacanza, un po’ come la domenica prima del lunedì non è mai un gran giorno, ma c’è qualcosa di profondo. E’ una confessione che non posso scrivere qui, dire a qualcuno che sarebbe geloso, l’ho detto solo ad una persona.

Serata alla Goldrake

cittasera

Questa sera di un venerdì senza né sole né pioggia,
può essere racchiusa e descritta in un sola canzone,
oppure in qualche romantico verso scritto da un grande autore.

Mi sento fragile, ho bisogno di qualcosa che non ho e che vorrei tanto

Mi limiterò a scrivere quello che penso e a dedicarvi una canzoncina.

Mi affaccio fuori dalla finestra,
penso che altri come me,
altri malinconici, altri troppo sensibili
stanno facendo la stessa cosa:
Osservano, pensano e fanno battere il cuore.
in questa sera che vuol dire tutto e niente,
in questa sera felice e triste,
in questa sera scura, un po’ come me
la città allegra si muove, la città solitaria si ferma
e il mio cuore batte.

scritta da me questo giorno

vai che il tuo cuore nessuno lo piega

eehhh io sto tranquillo se ci sei tu
mille armi tu hai
non arrenderti mai
perchè il bene tu sei, sei con noi

va, distruggi il male e va
va, distruggi il male e va

Goldrake di Alessio Caraturo

Non più solo

A inizio Blog ho citato questa mia “solitudine” immaginaria, nel senso che pur avendo parecchi amici stretti, vivendo una bella situazione familiare e sociale, avevo qualcosa che mi diceva che cosi ero comunque solo.

All’inizio cercavo di riempire questa solitudine con i miei amici, poi con le amiche, questò portò anche ad una stupida ricerca della migliore amica, colei che veramente poteva riempire questo vuoto (ovviamente non trovavo nessuna figura reale, e poi 2 settimane fa, sento al telefono “si sono con il mio migliore amico” e ho capito una nuova cosa, è inutile cercare, è inutile fare altre persone, bisogna solo dare il meglio di se stessi e le cose arrivano) comunque il mio vuoto restava, ho cecato di trovarlo nel mio migliore amico, ma poi sono arrivato alla conclusione che quel vuoto era da riempire con me stesso, io non mi volevo bene, o meglio non mi accetavo e non mi davo al 100%, dovevo avere sempre consensi, dovevo sentirmi dire determinate cose, ma niente riempiva la voragine.

E’ passato un po’ di tempo, ho visto il mondo con diverse lenti, sono cambiato in tanto e piano piano questo vuoto si è tolto, ho inziato a fare tante cose anche solo per riscoprire il piacere di farle, ho fatto e faccio cose che mi rendono fiero di me, non me ne frega degli applausi.

Ho accantonato MSN e il telefonino, non sento più quella ossessione di restare in contatto con tutti sempre.

p.s: credo che comunque sia importante essere stimati da qualcuno e voluti bene in modo particolare…ringrazio smepre tutte le persone che si preoccupano un bricciolo e anche a quelle che mi vogliono bene senza darlo a vedere troppo (che spesso è finzione).

Tutto può cambiare

e sentire che tutto si può perdonare, che tutto è sempre uguale
cioè che tutto può cambiare

Malinconia, Luca Carboni

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Bisogna avere solo tanta voglia e speranza che le cose si rimettano a posto….e bisogna crederci e quando tutto va male comunque crederci e crederci…io ho paura, ho paura di perdere quello per cui ho lottato e che magari nessuno nota, a cui nessuno fa attenzione o che crede siano cose ovvie…ho paura di me stesso, che i miei cambiamenti mi facciano perdere le mie amicizie e mio modo di fare.

Malinconia

“La malinconia è un sentimento simile alla tristezza, che spesso si ripresenta dopo una visione “nostalgica” di qualcosa. La malinconia è una sorta di tristezza di fondo, quasi non consapevole.

Una persona malinconica è spesso romantica, o d’ideali romantici.” (wikipedia.org)La definizione che preferisco è: « La malinconia è la gioia di sentirsi tristi » (Victor Hugo)

Cioè la malinconia mi fa pensare a cose lontane, momenti trascorsi in certi modi che mi fanno riflettere e dire a me stesso “che bello…” oppure “che situazione…”Mi sento uno strano mal di stomaco…e una sensazione satura di sentimenti…

la malinconia si balla come un lento la puoi stringere in silenzioe sentire tutto dentro

Malinconia, Luca Carboni