Tra un viaggio e l’altro

Mi piace guardare gli altri in treno. Seduto in disparte muovo la testa tra il finestrino ed un’ altra vita. Un viso pieno di sogni e forse troppo rossetto, racconta alle amiche le ultime avventure, ed io penso che se solo ascoltassero i miei pensieri, potrei tenere un spettacolo di due ore. Le mie avventure sono all’ordine del minuto, quasi del secondo, ma sono nascoste nel silenzio e in un sorriso che si apre alle luci dopo la galleria, a quello strano effetto sfumato, forse un po’ da film, tanto ricercato nella quotidianità.

La vita è un po’ così, è capire che un senso tante cose non ce l’hanno; che tutto non è prevedibile ma sopratutto, per i più avventurosi, che alcune volte, prima di partire per un nuovo viaggio, alla ricerca di un nuovo senso, bisogna fermarsi, farsi penetrare da quella sensazione di calma, forse apparente ma gratificante. Ribellarsi, alzare la testa serve a poco contro se’ stessi, contro le proprio idee che spesso diventano qualcosa di più della propria volontà e dei propri desideri originari.

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Le scelte

mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
(Un tempo piccolo dei Tiromancino)

Questa sera, almeno quattro persone stanno pensando alle scelte che faranno o che stanno facendo. Questa sera le idee si mischiano alle emozioni. Le sensazioni danno alla ragione il tempo di parlare. Ma sopratutto il passato si fonde con il presente, per creare il futuro.

Le scelte, come bivi, lasciano alle spalle qualcosa per portare novità. Qualche volta belle, qualche volta brutte, il caso né è complice. Le scelte come i bivi escludono una strada, ma non è detto, che l’altra non si possa rincontrare successivamente. Veniamo giudicati per le nostre scelte, ma le motivazioni sono sicuramente complesse da spiegare.

Una scelta va fatto in armonia con le nostre emozioni, con il nostro pensiero e con il nostro comportamento. Siamo noi a dare senso alle cose, quindi anche alle nostre scelte. Chi più velocemente chi meno, ma è necessario farlo per star bene, per proseguire con costanza nel nostro percorso.

Ognuno di noi insieme alla sua scelta, accompagna: valori, opinioni ed esperienze, che crescono di volta in volta. Spero di non essere ambiguo nelle mie scelte, spero di essere chiaro e trasparente se mi trovo a scegliere persone o sentimenti.

Ci sono scelte che ci fanno star bene, crescere e ampliare i nostri orizzonti, altre che servono a poco. Sappiamo riconoscerle?

La sincerità

A Serena

Siamo quello che diciamo.

La sincerità come la coerenza, è una strada piene di scelte, punti di vista e occasioni da vivere. La sincerità rende limpida una serata, ma da solo non fa molto.

La sincerità, presa singolarmente, non facilita le relazioni interpersonali, però accompagna un buon carattere, un buon discorso e anche una discussione decisa.

Quando diciamo una bugia, inizia quel bellissimo processo di accomodamento delle nostre parole, iniziamo a crederci o a trovare mille scuse per quella bugia, ci giustifichiamo, ci scusiamo e creiamo altri cento problemi o ragionamenti, che servono solo a star bene con noi stessi e la nostra azione, che va contro a quello che ci hanno sempre insegnato.

A volte per essere sinceri con qualcuno, dobbiamo non esserlo con altri. Per questo la sincerità da sola fa poco, va accompagnata da altri valori come il rispetto e dalla discrezione. Certe volte una bugia serve, ma questa è la vita, è sicuramente la conoscete meglio voi, ma di sicuro la verità ha una serie di vantaggi che variano da persona a persona. Amo la sincerità perché mi piace muovermi nel mondo senza sensi di colpa, senza cose non dette e perché mi piace mostrarmi per quello che sono, sapendo di trovare qualcuno simile a me.

Quando una bugia diventa controproducente per noi stessi e per il nostro star bene, dovremmo chiederci se veramente ne vale la pena pronunciare quelle parole. Se con pochi sforzi il problema si può risolvere senza nascondere qualcosa agli altri, allora è in quel caso, che la sincerità va coltivata e va scelta.

Chiediamoci se essendo sinceri, riusciremmo a vedere un mondo più sincero. Quindi degno di fiducia

Realtà e Fantasia

A Aleesandro e Claudia
A Michele e Andrealisa
A Elisa

Non sono un cantautore, sono l’inganno, il candore
sono un attore, un santo, una balia senza prole
sono fiato e parole, un insieme di fiori e pistole
sono contorto, distorto, sono un cuore in corto
(Non sono un cantautore di Fiorella Mannoia)

Ieri sera dopo una giornata in piscina con i ragazzi, abbiamo organizzato una cena al volo, in cui una pasta in bianca unisce tre persone che spesso si trovano in situazioni simili. Mi piace essere partecipe a queste cose, mi piace l’imprevisto e trovarmi sul divano di qualcuno a sorseggiare cocacola. Dopo un oretta, con altri amici mi sono goduto qualche risata e la vista della città dall’alto, dove così tante luci e così tante case silenziose, in mezzo ai versi dei grilli, sembravano creare una pace tra la realtà e la fantasia.

Ero con i miei amici. Quanti viaggi e quante parole ho condiviso con loro.

Ho deciso di continuare attivamente il mio cammino che unisce i miei desideri alla parte più concreta della vita, al rapporto con gli altri e alle mie decisioni, da intraprendere sempre più, senza obblighi, paure o vincoli.

Sempre ieri sera la sua chiamata mi è rimasta in testa, come il messaggio di qualche giorno fa.

Sensazioni


Giornata di sole. Sento il cuore che palpita, scriverlo è quasi piacevole, eppure sensazioni che non riesco a capire si muovono distratte, tutto il dentro che non conosco vive un momento difficile più che mai. La scelta.

Non banalizzate.

La scelta di vivere la gioia appieno ed il dolore completamente non è mai abbastanza facile quando hai 20 Anni.
Non è semplice quando ti accorgi che è inutile fregare il dolore con piccoli tranelli, inganni che fai a te stesso, alla vita e agli altri.

Ho sete ancora. E allora in questo momento non voglio cambiare quello che sento, cambierà da solo con calma mentre le onde porteranno a riva solo quello che veramente servirà, come hanno sempre fatto. Davanti a me una spiaggia, ed ecco riapparire Ginosa Marina e le sue strade minuscole che portano tutte al mare, alla vita di quel piccolo paesino che profuma di pino. Essenza.

Sì, mi lascerò trasportare da me stesso, come direbbe Luca, darò tempo al tempo mentre la mia creatività e la voglia di svagarmi cresce.

La spiaggia è simbolo di tranquillità, ma nella realtà dei fatti, è un luogo affollato quasi rissoso. Le urla si quietano nel pomeriggio color arancio; nel pomeriggio fatto di Coca-Cola frizzante, qualche giornale ed una voglia di chiacchiere dolci come se fossero bugie ripiene di zucchero.

Passato, presente e futuro?

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro
ancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi

Rimmel di Francesco de Gregori

Oggi mi sono scontrato con la realtà dei fatti, che assolutamente non riesco ancora a capire pienamente, il senso che manca in una vita che vuole sicurezza, che chiede amore, presenza e affetto.

In questi giorni, Paola mi domandava se qualora lei non ci fosse più stata a fare colazione con me, io sarei riuscito a trovare una nuova persona così speciale con cui farla, ed io non avevo una buona risposta. Perché la vita è così. E’ così stronza.

Ci fa incontrare le migliori persone che poi o per un motivo o per l’altro in molte situazioni, perdiamo, lasciamo o ci abbandonano. La nostra buona mente soffre per un po’, anche per molto ma poi lo accetta e cerca qualcos’altro, vuole farci stare bene. E nel frattempo le persone diventano ricordi.

Questo poter tenere, scambiare e buttare cose, situazioni e persone ogni tanto mi fa pensare. Mi toglie la dolcezza nella vita.

Ora che l’ho scritto sembra normale. Ovvio, Succede! Alcune persone vanno e vengono o rimangono dentro di noi. Forse un passo in più scrivendo i miei pensieri l’ho fatto. Ecco! Rimangono dentro di noi

E’ la realtà dei fatti, pensare di svegliarmi ogni mattina e fare colazione con lei, che mi mette di buon umore è una cosa speciale, solo nostra, eppure so, che se lei non ci fosse più, mi dispiacerebbe ma molto presto troverei qualcos’altro da fare, qualcosa di diverso, forse di meglio ancora, forse perchè ho già fatto un esperienza molto gradevole e le esperienza sono una dietro l’altra. No? Quindi non c’è un futuro, senza un presente ed un passato.

Una nuova barriera si ammorbidisce dentro di me, ecco di nuovo l’equilibrio e l’allontanarsi delle nuvole.

Ricordi, gratutidine e piccoli pezzi di me che mi porto dietro grazie alle mie relazioni mantenute e perse. Niente pensieri sul fatto che qualcuno poterebbe rimuovermi con facilità dalla sua vita come scritto prima. Non lo posso pensare troppo, mi fa un po’ male. Trovato il nocciolo.

Dedicato a te

Ieri stavamo litigando, ho sentito un brivido che non ricordavo più. Probabilmente l’hai presa male, ma non sai quanto ti ho pensato ieri.

Sei riuscita ad attirare la mia attenzione molto meglio di chi crede di muoversi nel mondo con sicurezza apparente. Mi tiravi la giacca e volevi un abbraccio, sfuggito per un attimo.

Cosa c’è che mi blocca dal voler star bene con te?

Caduto in volo

…Ieri è iniziaa la primavera e un’anno fa le cose andavano decisamente peggio…
…anche se qualcosa di comune è successo…

Questa notte ho sognato la solita ragazza che mi diceva che le dispiace di non essersi bagnata sotto la pioggia, e io stranamente la guardavo male, come se a me non piacesse bagnarmi sotto la pioggia, come se a me non piacesse rilassarmi sotto la pioggerellina che avvolge tutti i sensi e fa volare in alto, al di fuori della città. E poi con lei sarebbe stato uno spasso, forse no, ma io me la immagino così. Chiara dice che il mondo non è nulla senza magia, la stessa magia che un bambino vede nel mondo in ogni cosa.

E se a me non piacesse? Cazzo, che cazzo centra? Piccole emozioni che volano.

Ho bisogno di qualcosa di vero che illumini il cielo canta Zucchero e io adesso il cielo non lo vedo come lo immaginavo, come lo credevo, non sono gli altri che devono cambiare, sono io che devo cambiare, ma fino a che punto devo mutare i miei pensieri per vedere il cielo insieme a loro, e poi perché? Da solo il cielo lo riesco a vedere ma insieme a tanti, forse troppi No. Perchè? Alla fine mi sto abituando a molte cose come ho scritto in precedenza (chissenfrega), da piccolo sognavo di provare sentimenti da adulto e adesso non ho più voglia di sentirli, il mio classico ragionamento, le mie solite considerazioni su cosa è reversibile e cosa no.

Una cosa ho imparato dagli altri:
– avere sempre il telefonino con un taglio di ricarica alto
– avere una macchina o un mezzo di trasporto
– tanti soldi
Perchè ogni persona a suo modo è egoista e non aspetta il prossimo, aspetta solo le cose dal prossimo, e per chi non diventa del giusto egoismo non c’è posto, almeno dentro la vita di queste persone, che forse piacciono tanto perché irraggiungibili o meglio stronze. Vaffanculo, che discorso del cavolo, però sta andando tutto male, ogni minima cosa sta prendendo una piega che non c’era, la gente è buona a dirti solo “Massì fai la pace, fai il primo passo, sii superiore, fai un pompino” e poi loro sono a primi a fuggire. Ma cazzo, perchè non si riesce mai a vedere se stessi? Perchè non si riescono mai a dire due parole gentili invece di fare rumore con la bocca? Ho capito un altra cosa, quando una persona ti parla e come se stesse parlando a lei stessa, solo chi ha la capacità prima di ascoltare veramente e poi parlare non ha niente da rinfacciarsi mascherando le sue azioni con il dialogo “amico”, perchè quelli ti danno suggerimenti si definiscono sempre così. Io ne ho centinaia, wow!

Si lo so, non è egoismo, tanti lo chiamano AMORE PER SE STESSI, ma io non ci credo proprio, ognuno fa i cazzi propri, (giustamente) che sia un tuo amico, una tua amica, la tua migliore amica, il tuo migliore amico, il tuo gruppo di amici o qualsiasi persona. Il gioco va giocato da soli, alleanze o non alleanze con gli altri, il gioco è pronto per te, pronta ad aspettare il tuo vero ingresso, il tuo ingresso da protagonista con la tua vita, la tua vera vita, e quando avrai la tua vita penso che non si senta più il peso dell’egoismo degli altri. Quindi tanto vale abituarsi in fretta, fare le cose con amore, le cose che ci piacciono, anche perchè se no si rischia di rimanere fottuti, delusi dagli altri ciechi, che non vedono che esistiamo. Gli altri che ti chiedono “come stai” quando fai comodo, quando serve un favore, e invece io cosa dovrei fare? Dovrei dire: be’ almeno me l’ha chiesto? 😀

Non è vero quello che scrivo, il mondo non è fatto solo di egoisti, o solo di finti buoni/bravi/belli. Ma perché gli aggettivi che esprimono qualità sono con la B? Più vado avanti, e più vedo solo una o due persone oltre alla mia famiglia che mi vogliono bene veramente, che mi cercano con interesse vero, per fortuna non leggono il blog. E io invece cosa cerco? Cerco sempre quello che non ho, ma cazzo. Come si fa ad essere così pirla. Come si fa a non godersi e VALORIZZARE quello che si ha e quindi cercare negli altri quello che non c’è e che uno vorrebbe (ecco la mia parte assai egoistica).

Zucchero continua: Siamo caduti in volo, si sono caduto in volo, senza danni per fortuna e chi mi è vicino lo sa. essendo i mie atteggiamenti sempre gli stessi e coerenti, anzi forse il doppio del sorriso, ma sono caduto, deluso.. Non so se sia adattamento alla vita, piacere della vita o menefreghismo, forse penso sia proprio questo, e non è un male a tutti gli effetti.

Perché è vero, tutti questi mesi passati a vedere negli altri il bello, a vederli attraverso nuove lenti, sono stati esattamente l’opposto di mesi ormai distanti, dove era in evidenza solo il mio egoismo. Ma come ogni estremo di una cosa le conclusioni sono sempre le stesse: pensieri, pensieri, pensieri…che portano ad altri ragionamenti e a vedere le cose diverse e di colpo tutto crolla, il muro si sgretola e ho bisogno di altro. Di non focalizzarmi sulle cose, che come dice Elisa, alla fine lc cose annoiano. E’ vero. Esattamente come 6 mesi fa. Noi uomini siamo sempre alla ricerca di qualcosa chiamata felicità. Sono felice quello si, ma deluso, stanco da quello che mi gira attorno, perchè ho vissuto di quello. E ora tocca a me, le carte della mia vita le gioco io, basta col troppo pensare, così va il mondo. Start!

Cosa voglio veramente adesso? E poi, cosa stavo cercando prima? Si, si mi è servito tantissimo il cambiamento raccontato su questo blog, ho capito nuove cose e ho fatto amicizie nuove e riappacificato le vecchie, ho dato peso alle mie scelte, mi sono dato l’autostima che mancava, ho cancellato l’egoismo e la noia nelle cose che facevo, ho eliminato il senso di solitudine. Ma adesso? Adesso ho bisogno di equilibrio nei mie pensieri, non sbilanciarmi troppo, ancora un po’ di tranquillità e iniziare veramente a vivere la mia vita, la pausa è durata abbastanza.

Allora serve solo un giusto equilibrio, un sorriso, qualcosa che mi piace fare, un po’ di disponibilità verso gli altri e veri amici. Le sapevo già queste cose ma allora cosa cambia, perchè sono così nervoso, agitato? Ho capito che non bisogna buttarsi, sprecarsi, bisogna avere rispetto di se, ed in questo mondo quindi bisogna avere un tocco di furbizia.

Perchè alla fine gli atteggiamenti e le parole degli altri possono essere viste da me in un qualsiasi modo a secondo dei mie periodi. Basta non darci troppo peso, come ho capito nel corso dei mesi. Come detto sopra non sono gli altri che devono cambiare, ma sono io, con l’accettazione e il vivere la mia vita.

Vedo nei tuoi occhi che hai dato tutto ormai,
tutto il tuo amore e non bastava mai
guardati allo specchio sei stanca, ormai lo sai
ma forse nel tuo cuore tu no, non cambierai
Cercavi più valori o forse nuovi eroi
cercavi in ogni dove quel che non trovavi mai
guardando nel tuo cuore poi non ti sei trovata più
hai dato tutto il tuo amore per non amarti più
E ti sei persa così senza capire perchè eri fragile si e non credevi più in te… non
credevi più in te…
Delusa dei tuoi sogni di ieri e quel che hai
nei giorni e nei pensieri che son volati ormai
hai tagliato i fili con tutta la realtà ma non lasciarti andare vedrai che cambierà
mai nella vita è tutto perso tutto ha un senso lo sai
prendi la giacca, la tua bicicletta e ritorna chi sei
da una sconfitta a volte si esce più forti che mai

Ricomincia così dei Nomadi

Viaggio per Berlino

treno

Dei ragazzi partivano per la Germania in treno, io con altri 4 amici volevo viaggiare.
Volevo lasciare qualche problema alle spalle, lo si vedeva perché non mi importava di niente, solo di chiamare i miei genitori per avvisarli quello si, così valeva per gli altri miei compagni avventurosi, qualche genitore diede il permesso, altri no, ma già lo sapevo (per chi conosce Luchino: lui non ebbe il permesso).

Eravamo sul treno, doveva accompagnarli solo fino ad una fermata intermedia e poi tornare a Tornio, arrivammo a destinazione e quando fummo scesi e ottenuti i permessi telefonicamente per proseguire la rotta, il treno era già partito e con lui anche i compagni originali del viaggio. Non ci importava.

Il treno successivo, partiva dopo qualche ora, direzione: Berlino! Io non avevo soldi, ma un amico che non vedo da fin troppo tempo si offrì di regalarmi il biglietto. Mai successo nella vita reale 😀 mai un gesto che vedevo buono!

La stazione di questa fermata intermedia, è un labirinto: tra scale, indicazioni indecifrabili, piani stile centro commerciale ristretto e troppa frenesia dopo circa 15 minuti (di paura per la situazione angosciosa creata dal luogo) riusciamo a trovare una fila di distributori automatici di biglietti. Ne andasse uno, tutti non accettano contanti, sono rotti o hanno qualche problema.

Mi ricordo un dettaglio: in molte macchinette non riuscivo a selezionare la destinazione perché mi voleva far acquistare un biglietto mensile…I miei amici in silenzio dietro ad osservare, spirito di collaborazione 0.

Sarò riuscito a stampare il biglietto e a prendere il treno? Non lo so, ma ad un tratto decidemmo anche di dormire a Berlino.

Perchè nei miei sogni sempre i treni?

Il palazzo che oscillava

palazzo

Mi trovavo al secondo piano di un palazzo, e questo ad un tratto inizia ad osccilare.

Avanti e indietro in continuazione come sulle montagne russe che tanto amo, fuori c’era il sole, lo vedevo dietro ad una vetrata, una veranda che riconoscevo: era casa di mia nonna. Dopo un periodo non definito ma tanto da aver la paura addosso, esco e guardo il palazzo fare dei movimenti terrificanti, improvvisi e impossibili, fuori tutto era fermo. solo il palazzo si agitava, come se stesse impazzendo. Come se stesse urlando.

di monte Inviato su Sogni Contrassegnato da tag

Pronto per andare avanti

strada argentina
Se uno ama o vuole bene davvero, esiste davvero la delusione?

Non importa, era una frase uscita da un discorso di oggi per attirare la vostra attenzione cari lettori,
come sapete io vi ho scritto una lettera per Natale ed una lettera per l’anno nuovo, ma sento che questo periodo debba essere evidenziato nel mio blog ancora un po’, perché quello che sto vivendo e quello che sto provando è una sensazione di liberazione, di spensieratezza e di bellezza che non ho mai provato, a dir la verità da piccolo quando non mi accorgevo delle cose la sentivo, ma crescendo il mio questa sensazione è diminuita e quando in qualche rara occasione riappariva era festa che però mi nascondeva tutto il resto. La vita non si vive solo sulla cresta dell’onda, nascondendo il resto.

Comunque non mi terrò molto su proverbi o discorsi già sentiti, vi racconterò questa nuova esperienza, come detto qualche articolo fa, io sostengo che per star bene, bisogna essere se stessi e capire chi siamo veramente, prendendoci dei momenti per noi, guardandoci dentro veramente e così dicendo. Purtroppo non è facile a causa del tempo che spesso vola, anche per me non è stato immediato mesi fa, ma qualcosa in questo periodo mi è venuto incontro, infatti questi giorni non sono uscito molto e non ho visto tanta gente, ciò nonostante ho guadagnato un pizzico di conoscenza di me.

All’inizio non è stato facile, come già scritto, più scavavo dentro di me, più capivo situazioni e i miei atteggiamenti meschini e spesso puri di egoismo, io stavo male perché volevo stare male. Ho capito che vedevo un sacco di cose brutte perché le volevo vedere così. Più scavavo e più mi ferivo, credevo di non farcela a risalire, e non ce l’ho fatta per 2 giorni, perché da un estremo (tutto bello) vedevo solo l’altro (tutto brutto), c’è voluto un po’ per trovare anche tante belle azioni, gesti, momenti che mi hanno e mi caratterizzano e che a questo punto oserei dire mi hanno fatto crescere. Non so a che punto sono della crescita, però so di essere cresciuto, magari in ritardo rispetto agli altri, però un salto l’ho fatto anch’io. Forse quello che mi fa paura è appunto il fatto di sentirmi in ritado verso gli altri, ma onestamente sto talmente bene che non m’importa.

Al contrario dell’anno scorso (dove non riuscivo a stare mai da solo, ci doveva essere almeno MSN) non sono state giornate lunghe, sono state giornate che passavano come un fulmine, più guardavo me stesso e cose che troppo spesso ho dimenticato e tralasciato più uscivano: persone, fatti, gesti dimenticati e abbandonati a loro stessi, telefonate non fatte, persone mai più sentite, cattiverie non rimediate, tutto uscivo e io lì ad ascoltare i miei pensieri, non è stato facile, sopratutto non è stato facile quando mi sono accorto che tante cose che io ho fatto male mi sono tornate in bene dopo tempo, questo è quello che mi ha fatto più male: vedere come uno stronzo come me abbia potuto ricevere nonostante i suoi atteggiamenti odiosi un trattamento meraviglioso da parte di molti. (be’ spero che comunque qualcosa di bello lo facevo)

Vedendo me com’ero e comunque iniziando a conoscermi veramente, non vedo più con cattiveria, gelosia, e tanti altri brutti aggettivi le azioni degli altri. Non è più un fioretto, è proprio una cosa automatica, e questo sapete dove porta? Ad avere il sorriso.

A parte tutti i ragionamenti dove si dice che una persona si rispecchia sempre nell’altra, io sono speranzoso nel prossimo, fiducioso e credo molto più buono di com’ero una volta. Sono vero, non lo faccio per aver qualcosa in cambio, si forse lo dveo ammettere: per questa sensazione di libertà che ho nel cuore.

Forse sto capendo il motivo, se una persona ci dà fiducia noi ovviamente ricambieremo sia verso essa sia verso gli altri. E’ una cosa spontanea, come la violenza. Ringrazio i miei amici e le persone che mi considerano, perchè vedendo il bene che hanno fatto a me, non si può che ri-distribuirlo. Il mio problema è stato aprire gli occhi al bene che ricevevo, perchè se i momenti belli non si rubano, si vorranno sempre avere, con tutti e non solo con certuni.

Io vivevo senza occhi aperti, mi attaccavo per le minime scemenze e mi perdevo o comunque non vivevo tranquillo tutto il resto, quando gli altri ridevano, io sorridevo e intanto pensavo e riordinavo pensieri, non volevo bene veramente, era un bene egoistico, come la mia idea di amico. Non pensate che io sia pazzo, semplicemente mi facevo troppi problemi su tutto, perchè non vedevo il bene verso di me.

Tutto questo cambiamento lo devo all’amicizia, ad una vera amicizia. Ad un amicizia che è riuscita ad aprirmi gli occhi. Ad un amicizia che col tempo mi ha donato speranza negli altri. Che è riuscita a farmi vedere tante cose lontane da me e tra l’altro ha risolto un sacco di situazioni pratiche con altri amici…grazie a quell’amicizia, io ho un cuscino in camera con 3 foto raffiguranti 3 amici che per me sono molto sia distinti, ma assieme ancora di più.

Sentendomi voluto bene da qualcuno, mi sono ripreso un po’ di autostima, mi sono ripreso me stesso, e pian piano non vedevo i lati negativi delle persone, e questo mi faceva star bene, perchè vedevo tanto bene e mi godevo le persone vicine che veramente me lo dimostravano e magari prima non me lo gustavo perchè non mi accontetavo.

Questi giorni sono stati pieni di riflessioni e anche svago, il tempo è volato, e sono stato bene con me stesso e adesso ho tanta voglia di stare con gli altri, di instaurare nuove relazioni, di riprendermene altre e continuare con armonia questa vita.

Perché non è vero che non sono mai stato felice o veramente buono, ma semplicemente lo sono stato a tratti, senza motivi precisi cambiavo spesso umore, per banalità m’incazzavo e soffrivo per egosimo. La vita è vita, ed è piena di sorprese.

Ogni tanto è bene invece di riflettere sugli altri, pensare a noi. Al perché facciamo le cose e alle loro conseguenze. Le risposte sono dentro di noi, non aspettate troppo tempo come ho fatto io. E di colpo i proverbi non saranno banali ma pura vita.

Buon 2008 Monte, sarà una vera avventura!

Il Dolore

Ok, sto parlando di una cosa seria, scoperta e vissuta, ma forse capita poco…inizio col scrivervi due frasi che ho preso da un sito web:

Il dolore è un vuoto nel quale rimbomba la voce della sopravvivenza
è quel filo che si tende tra noi e la vita fino quasi a spezzarsi

preso da questo blog

In un articolo precedente dico che il dolore ci sarà sempre, e sorrido nel sentire la canzone di Carboni che dice “volevamo imparare a fregare il dolore”, il dolore non si frega, si supera…perchè? Perchè io e voi possiamo fregare gli altri, possiamo fregare sconosciuti e amici, ;”>ma non noi stessi, non la persona con cui stiamo 24h su 24h, ed è per questo che bisogna lottare e superalo

Il dolore è indispensabile per crescere, ad ogni nostra scelte corrisponde una reazione che può essere dolorosa e così ho capito che il dolore serve ad abbattere i vecchi palazzi e a crearne degli altri, un po’ come l’amore che non è una conquista ma una continua costruzione (ah si? mi è venuto in mente adesso), se fosse una conquista non sarebbe egoista?

Perché, perché? Quando vi dicono di lottare per sorpassare il dolore cosa vi vogliono dire?
Rileggendo le frasi scritte sopra: è proprio durante il dolore che ci attacchiamo alla vita, che impariamo a conoscerci e a riflettere e a dare importanza alla vita, non sempre è facile.

Il vero problema non è il dolore ma come si affronta. Se uno cerca sempre di non provare dolore e sfugge da esso alterando anche il proprio comportamento verso gli altri, alla prima occasione ne uscirà distrutto, perché come detto sopra non possiamo prendere in giro la noi stessi, se invece pian piano si ci abitua (non dico con indifferenza, dico come una cosa che si supera vivendo) allora sarà una cosa passeggera che forse (almeno a me) insegnerà cosa vuol dire vivere, volersi bene e anche come crescere, perchè spesso il dolore è provocato da noi stessi.

In questo blog ogni tanto si legge “per star bene”, io intendendo non annullare il dolore, ma semplicemente godersi le cose belle che si hanno e spesso sfuggono alla nostra vista che vuole sempre vedere in là. Perchè a me spesso il dolore, ha insgenato che non soffrivo per una persona o per una cosa, ma per il mio egoismo che non mi faceva vedere chiare le cose…esistono un sacco di motivi per provare dolore, quindi ovviamente non generalizzo. Ma il dolore ci mette . E’ li che bisogna reagire e credere in noi, avere speranza e fiducia in Dio (se la cosa riguarda cose non dipendenti da noi…)

mai nella vita è tutto perso tutto ha un senso lo sai.

E ricomincia così senza capire perchè
la tua vita da qui, la tua vita così
E ricomincia così…
E ricomincia cosi senza capire perchè la tua vita da qui la tua vita così
E ricomincia così… E ricomincia così…e ricomincia così.

E ricomincia così dei Nomadi

Giostre

Torino, alla Pellerina per 2,50€ a giostra, ne vedete di cotte e di crude…belle e divertenti senza che vi venga troppo il malditesta (solo in una)
Molto meglio del Parco Ruffini…chissà fino a quanto restano…

E per un attimo non voglio affrontare le cose…voglio pagare, salire sulla giostre e farmi guidare.