Alberto e Maria

C’erano Alberto e Maria.
C’erano le serate di Alberto e Maria.
C’erano i baci di Alberto e Maria.
C’erano le telefonate di Alberto e Maria.

C’erano addirittura le uscite di gruppo di Alberto e Maria.

Quando Alberto uscì dalla vita di Maria, Maria non aveva più vita.

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Spaesando

Pier guardava fuori dal finestrino. Perso nei suoi pensieri.
Il suo iPod suonava note allegre e il sole stava tramontando, donando al cielo quel giusto tono malinconico di una giornata che se ne va, non si sa dove, ma corre lontano esattamente come aveva fatto lui.

Era su quell’Eurostar da 20 minuti e voleva che il tempo passasse più lentamente, non voleva arrivare a destinazione e neanche ritornare indietro. Contraddittorio come sempre.

Quante cose erano cambiate, quante situazioni mutate in avventure vinte o perse, quante persone e certezze spazzate vie come foglie al vento, foglie vecchie mandate via da quel vento così forte e fresco. Aria nuova, Pier pensava che gli servisse solo questo, forse perché lo sentiva sempre nei film, anzi in quei telefilm che tanto guardava con passione per i finti personaggi che animavano i suoi sentimenti.

Ilaria era lontana, così come Marco, il suo migliore amico. Quante parole e poi?

Arrivò il controllore e pose come di rito, la sua domanda, quella domanda retorica così odiosa e così sicura “Biglietti?!?”.
Pier chiese consegnò il biglietto e chiese “Mi farebbe dare un’occhiata alla locomotiva?”

Come mi viene

comemiviene“La felicità fa paura. La cerchi ma in realtà speri sempre di non trovarla mai per davvero, e anche quando sotto sotto senti di averla a portata di mano, fai finta di niente, la ignori. Per paura che qualcuno se ne accorga e possa strappartela dalle braccia.”

Come mi viene di Francesco Renga

Ho letto la trama e mi è subito piaciuto, credevo che trattasse solo un argomento importante: la felicità, invece è un interessante libricino con tante piccole storie, tante piccole persone, tanti piccoli oggetti. Sembra di guardare un film mentre si leggono le storie, e tra una e l’altra: qualche riga scritta decisamente in forma geniale con il racconto di un uomo che come lavoro ha scelto: il traslocatore. Si legge in una sera, deliziosamente accattivante.

Interessante la frase citata sopra sulla Felicità, ma è vera? in questa mia vita da 17enne forse troppo sensibile o troppo egoista, noto che parecchie cose che girano sempre attorno al mio mondo adolescenziale, sono fatte per gelosia, per attirare attenzioni o per cercare di attirare qualcuno e poi una volta ottenuto il risultato positivo si mira da un altra parte nonostante i grandi sforzi. Forse perchè questa cosa alla fine non è la vera felicità? Si dice che una cosa per cui combattere fa mettere in gioco l’intera persona, una cosa che si ha no e quindi perde valore o meglio assume un valore inferiore (bleah!)

Eppure oggi in O.C un attrice mi ha stupito: “Quando hai una cosa, hai paura di perderla”.

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