Empowerment

Le mie idee si sono sempre più avvicinate a concetti simili all’Empowerment. Senza conoscerlo, più volte ho parlato dei suoi punti, riassunti in questo articolo. Il concetto di Empowerment fa riferimento all’accrescimento spirituale, politico, sociale o della forza economica di un individuo o una comunità. Spesso tale concetto fa riferimento allo sviluppo della fiducia nelle proprie capacità.
L’Empowerment viene usato come tecnica nelle azienda da Coach e gruppi di lavoro.

L’Health Evidence Network (Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) lo definisce come: processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita.

Questa definizione è quella che mi piace di più, che unisce le mie idee ai miei obbiettivi, che aiuta gli altri. Che fa sì che la nostra vita, i nostri doni e le nostre competenze siano utili per qualcosa di più grande e siano noti a noi. La sigla dell’estate ragazzi canta che siamo noi i primi a cambiare il mondo, che il bene va fatto bene e che è inutile aspettare. Anche il vangelo lo dice. E allora godetevi l‘Empowerment, che ne sono certo, se usato quotidianamente vi restituirà molte gratificazioni.

Attribuzione al sé di risultati ed effetti del proprio agire (“internal locus of control”): tendenza ad interpretare i risultati e gli effetti delle proprie azioni come determinati più dai propri comportamenti messi in atto che non da forze esterne indipendenti dal soggetto (per esempio azioni di altri non influenzabili, il sistema, la fortuna o il fato…; in questo caso, all’inverso, la tendenza sarebbe quella allo “external” locus of control ovvero della attribuzione a cause esterne dei risultati e degli effetti de proprio agire)

Percezione di autoefficacia (“perceived self-efficacy”): tendenza a percepire sé come persona capace di scegliere e mettere in atto, a fronte di una certa situazione, i comportamenti più adeguati, tra quelli di cui si è capaci, (per risolvere problemi, per conseguire obiettivi, per realizzare bisogni e desideri, per affrontare situazioni particolari).

Percezione di competenza: tendenza a valutare positivamente le proprie capacità e skills (rilevanti rispetto ad un’area specifica di attività e di compito).

Tendenza motivazionale all’azione ed alla gestione: tendenza a sentire volontà e desiderio di partecipare all’azione e tendenza a desiderare di avere padronanza e controllo sui fattori in gioco.

Tendenza alla speranza (hopefulness): tendenza a ritenere che variabili, fenomeni, eventi sono gestibili e controllabili e quindi indirizzabili verso esisti sperati come migliori (contrario della non-speranza, hopelessness, tendenza a ritenere che fattori e fenomeni non siano controllabili-gestibili né quindi indirizzabili verso ciò che è sperabile).

Ideologia dell’influenza, del potere, della responsabilità, del cambiamento possibile: tendenze a pensare-sentire che le persone in generale (e non solo il soggetto in particolare) possono influenzare gli avvenimenti sociali e che hanno potere intrinseco e capacità in sé stesse; che i sistemi sociali tendono a rispondere agli sforzi di cambiamento; che ciascuno dovrebbe partecipare anche come senso di responsabilità verso sé stesso e gli altri.

Quando siamo noi i padroni delle nostre azioni perché dovremmo essere tristi? Quando gli altri non hanno potere sul nostro umore perché soffrire? Quando consapevoli delle speranza, della fiducia possiamo cambiare noi e l’ambiente in cui stiamo, perché deprimerci?

Un sorriso (quasi) nostalgico

A Emanuela


Vento freddo è diventato il tuo respiro perduto.

Mi è sempre piaciuto giocare con le parole. Oggi il vento entrava dalla finestra del Bar, e soffiava forte sulle braccia scoperte e sul viso, mentre il cappuccino addolciva la situazione e i miei pensieri volavano nei tuoi. Ho visto allo specchio un sorriso quasi nostalgico.

Equilibri e confini

Pensando a Chiara


Star bene con le persone accanto a noi, non è un etichetta come l’amicizia o l’amore. E’ la base per ogni rapporto, che da piccolo trascuravo, non sapendo neanche il perché, mentre vedevo il mondo aprirsi tra nuove relazioni, legami e qualche sorpresa che sapeva di novità. La mia, non era paura di star solo, probabilmente, solo una voglia di scoprire quello che mi era vicino, trascurando un po’ me stesso e quello che mi avrebbe fatto bene. Il tempo è passato e la chiarezza giorno dopo giorno si è fatta strada, creando esperienza e lasciando da parte qualche buia idea.

Lo star bene ci rende liberi. Lo star bene ci fa essere sinceri e ci dà energia. Lo star bene ridisegna l’amicizia e l’amore.

Oggi è iniziato l’Estate Ragazzi. Come ogni anno, vedere i bambini che con poco ti sorridono, con un solo gesto amichevole ti possono raccontare mille cose, mi ha ricordato che: più abbiamo rispetto di noi stessi, più potremo avere rispetto degli altri. Più ameremo la nostra vita, più ameremo la vita degli altri.

Mi viene in mente la figura del bambino che può essere egoista e nello stesso tempo generoso.
Noi adulti come ci comportiamo, quali sono i nostri equilibri e i nostri confini?

(Oggi) Non posso dare agli altri quello che non ho.
(Ieri) Non potevo esplorare il mondo senza sapere cosa volevo, senza essermi guardato dentro.

Lungo la via di casa mia

E ho guardato dentro un’ emozione
E ci ho visto dentro tanto amore
Che ho capito perchè
Non si comanda al cuore

Senza parole di Vasco Rossi

Ogni volta che percorro questa strada, sembra di passare dentro ai miei pensieri, guardo il cielo e vedo le nuvole che assomigliano alle mie emozioni, vanno e vengono sempre diverse. Le macchine in fila sono come una sicurezza che ogni tanto manca, in un tranquillo pomeriggio dove il sole cerca di scaldare, donando allo sfondo più basso, più profondo un blu pastello quasi bambinesco. E’ quello che voglio vedere. Sono sempre alla ricerca dello scorcio infinito, un assoluto che ogni tanto mi sforzo di vedere inutilmente perché  è così bello guardarsi attorno senza affanni. Eppure ci casco. Casco alla bellezza dell’illusione.

Osservare incuriosito le finestre, i tetti e i fiori che nascono sulle ringhiere è come un hobby per rilassarsi, ogni pomeriggio in un modo diverso, con occhi nuovi guardo alberi, macchie sull’asfalto e un cane che abbaia, ogni giorno con un pensiero a cui pensare.

Le finestre tengono al caldo la vita di tre, quattro o forse cinque persone esattamente come la mia, pensarci sù è così bello, che più volte la via per casa mia, ha tenuto una mia lacrima, un mio sorriso e una mia delusione. Solo mia.

Senza chiedersi il perché

Non aveva alcun senso, era solo un piacevole brivido che le attraversava la schiena. Provava un istinto razionale nel non volerlo fare ed un’emozione basilare nel desiderio immotivato che non riusciva a capire. Adele era una qualsiasi ragazza su una qualsiasi barca. Osservava il suo riflesso come non l’aveva mai visto e si buttò in acqua, quasi volendo tenere la parte migliore di sé, quella nuova visione apparsa senza uno scopo preciso. In quel momento Adele si tuffò nel mondo senza chiedersi il perché. Perché lo sapeva già.

Sono appena tornato dal cinema, dopo una serata piacevole, dolce e tranquilla con mia cugina Eleonora, e dalle ripetizioni ad Adele, che forse un giorno leggerà le righe che le ho dedicato sopra senza un motivo preciso.

La dolcezza nella vita è importante. Non toglietemela.

Non toglietimi la bellezza di osservare un intera famiglia che lavora nello stesso Bar, dal bimbo più piccolo che passa per caso al nonno smemorato. Non toglietemi la delicatezza di veder una mamma che accarezza sua figlia. Non toglietemi il bene che due cugini si possono volere.

Oggi Marisa ha fatto una cosa unica per me, mi ha capito.

Vado a dormire, contento. Buona notte Blog

Rispecchiarsi nella musica

La settimana è iniziata molto tranquillamente, sono molto fresco, vivo e sereno, non vedo l’ora che sia sabato per uscire con gli altri, ma non sento il week-end come se fosse una via di fuga alla mia settimana o il mio premio, ormai da tanto tempo che mi piacciono tutti i giorni che compongono questa misteriosa vita…no, non sono fidanzato.

Sto ascoltando “Elena No” di Battisti e penso che quando sbaglio numero di telefono e mi accorgo dopo 12 minuti che ho sbagliato persona faccio abbastanza casini, ho dato 2 appuntamenti che non manterrò mai…!

Oggi pensavo perché mi piace tanto la musica, in tanti dicono che dentro la musica c’è tutta una storia e spesso è facile rispecchiarsi, si è proprio così! E penso anche che per esprimere qualcosa e farla capire agli altri (trasmettere uno stato d’animo) spesso le sole parole non bastano (pochi discorsi sono rimasti celebri) ma le canzoni si, quanti brividi che ho provato, la cosa bella è: che poi ad ogni canzone si associa un periodo, una situazione o una persona, è un continuo rispecchiarsi e associare…

Quello che facciamo noi è meno grave

E’ sempre così: quello che facciamo noi, è un peccato (per chi crede) inferiore a quello degli altri, oppure è un azione migliore o meno dannosa, brutta o infima rispetto a quelle degli altri.

Mio fratello dopo due paginette scritte su un diario, al fondo scrisse:

Forse ho scritto una marea di stronzate, ma forse ci vuole…ecco cerco smepre di giustificarmi

Andare oltre la superficialità, oltre i luoghi comuni, qualche volta controcorrente, esporsi…e conoscersi veramente, nei pregi e difetti porta solo del bene.

Smetterla di lamentarsi per cose assurde, un pullman in ritardo, un amico pirla, una signora rompiballe…

Godersi le cose, perché se si chiude una porta, si apre un portone, ed ogni istante non tornerà, quindi tanto vale apprezzarlo.

Se perdo un Pullman ho più probabilità di incontrare persone in quello dopo (wow), e se un amico è pirla, questa suo modo di fare lo rende unico.

Storie di tutti i giorni

Tutte le mie giornate hanno un colore diverso, sono delle proprie e vere avventure da tenersi dentro o raccontare agli altri…il sorriso e la voglia di lavorare della fornaia, il signore disorientato sul 10, le pecore rubata dal presepe, il burger king…sia quando sono in compagnia che senza, la mia vita non è piatta semplicemente perchè la vita in se’ non è piatta, siamo noi che la viviamo e che la riempiamo con le nostre scelte, i nostri modi di viverla e vederla.

Dicono che noi proiettiamo negli altri noi stessi (vi ricordate quando vi parlavo come vedevo il mio grupo?)

comunque il gruppo del nostro oratorio sembrava (e penso lo fosse) proprio unito (perchè finalemnte lo vedevo anch’io così? E partecipavo per farlo essere?).

scritto in un articolo di questo blog

quindi se non vogliamo vivere la nostra vita non è vita quella che trascorriamo, ma quelle brutte caratteristiche che gli vengono attribuite da molti; e questo commento si ricollega alla ricerca di noi stessi, perché se ci troviamo veramente, se ci piaciamo, lo proietteremo nella vita che a sua volta sarà splendida come noi.