Soffoco

E quando ha speso tutto
ed ogni via
lo induce fatalmente alla memoria
ed anche il cielo aperto chiama storia
e in lui altro non cresce che apatia.

La voglia di posare dei Nomadi

via poMi sento come se fossi ai bordi di una strada, la mia solita via che percorro sempre in equilibrio senza potermelo permettere. Da solo e col sole che abbaglia, sono affascinato.

Scivolo, cado. Cos’è successo? Lo stomaco distrutto, contrito: l’ennesimo pugno. Dolore, ancora.

Sto soffocando, non è colpa del pugno, non è colpa degli altri. E’ colpa mia. Percorro una strada che conosco bene e su cui non dovrei passare, ma forse per ottenere qualcosa bisogna soffrire. Fino a che punto?

Come si fa determinare se il gioco vale la candela?

Non cambiare mai, non cambiare mai
Non barattare le tue lacrime
Tu sei forte se lo vuoi
Hai ragione sai
Ad essere come sei
Non è vero che sei debole
Perché cerchi l’impossibile
Adesso dimmi cosa ne fai
Dei sentimenti finti cosa ne fai
E le religioni dell’apparire
E dei tuoi sensi di colpa dimmi
Stringi i pugni, stringi i pugni

Stringi i pugni dei Nomadi

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