Istanti mancanti

e lascia al vento il tuo tempo passato
…e non ti giustificare
(Lascia Stare di Biagio Antonacci)

In certe occasioni, non è necessario cambiare, è sufficiente riconoscere la persona che siamo e tirare fuori i nostri desideri nascosti dall’ombra della nostra stessa immagine. Spesso dipingiamo la nostra immagine, invece di vivere. Viviamo distanti e anonimi
senza rivelarci mai, mentre confondiamo le sensazioni in mezzo a ragionamenti logici.

Possiamo essere quello che vogliamo, possiamo dire ciò che veramente speriamo, rompendo una maschera che spesso non serve. Ma ci nascondiamo dietro ai nostri pensieri che ci proteggono dall’essere quello che vorremmo, forse delusi, abbattuti o senza aspettative. Ci demoliamo da soli, e facciamo fatica a rialzarci, non capendo che siamo noi i primi a cambiare le cose. Mettendoci sul cammino che vogliamo fare, che,  se ci ha deluso potremmo migliorare o cambiare grazie all’esperienza passata.

I cambiamenti sono graduali ma i risultati sono grandi. Perché qualche nostra idea dovrebbe impedirci di vivere un bel istante che rimarrà fermo nel tempo? Chi siamo per dirlo? Ogni giorno è diverso, ogni giorno può essere una nuova sfida da vincere per la serenità o per qualsiasi altro nostro obbiettivo.

Vado al massimo

ferrari

Voglio veder come va a finire
Andando al massimo senza frenare
Voglio vedere se davvero poi
Si va a finir male
Meglio rischiare, che diventare
Come quel tale, quel tale
Che scrive sul giornale

Vado al massimo di Vasco Rossi

Mi sento libero.
Mi sento come un cane quando vede il padrone.
Mi sento come quando arrivavo tardi il Sabato Sera e ridevo a casa pensando alla giornata trascorsa.

Mi sento il protagonista di una frase, quella classica frase che dicono ai ragazzi:

goditi la tua età

Finalmente mi sono liberato la testa dalle ombre di troppe ragazze e stabilito un po di chiarezza nelle amicizie, sono sereno e contento di quello che capita e sto notando che ormai non penso più a quello che vorrei, come se accadesse tutto già.

Nella giornata mi accadono tante cose, non ho bisogno di volerne altre. Basta vederle no?

Certo i miei sogni ci sono sempre 🙂 Spesso gli ho barattati per un quieto vivere, per un accontentarmi e forse per paura di restare solo ma quando ho deciso di seguirgli in maniera seria e quindi di dover mettermi veramente in gioco mi si sono aperte tante nuove porte, le stesse che prima erano chiuse perchè non giocavo la mia partita, non mettevo neanche un po’ di bene per me stesso.

Sarà per paura di andare oltre l’abitudine, le cose conquistate, per sforzarmi?

Attraversando in diagonale

Che sogno strano, avvincente per lo meno.

attraversare

Mi trovavo ad accompagnare un bambino dell’estate ragazzi a casa con un altro animatore, zona Valentino, ad un punto mentre attraversiamo una strada traffica notiamo 4 individui presumibilmente ubriachi, decidiamo di evitarli e attraversare in diagonale, a metà due ci seguono a passo lento, non sono ubriachi, stanno ridendo.

Ci obbligano a fermarci con dietro di noi la visione di un lago, sembra quello di Como, comunque il primo ragazzo mi chiede:
“Allora chi è un moncolo?”
Io disperato cerco di assicurare che non c’entro niente con questa storia, ma il tizio si presenta nelle sue vesti: il fidanzato di una mia amica e mi racconta con qualche ghigno che io ho sparlato di lui per poterci provare con la ragazza e che il vocabolo moncolo sta per mongolo. 😀
Pian piano che il fidanzato geloso che ha tendenze omicide su di me spiega le sue ragioni, arriva uno scuola bus da dove continuano a scendere persone curiose, qualcuno inizia a cantare qualche coro per invogliare la rissa. Una ragazza mi guarda da dietro i suoi occhiali per capire meglio gli avvenimenti.
Al contrario degli altri sogni, non avevo paura, avevo fretta di portare il bambino dell’estate ragazzi a casa però.

Nella realtà il fidanzato geloso non ha la stessa voce spigliata … cavoli mi ricordo proprio il dettaglio della voce veloce, chiara e violenta (!?!)

di monte Inviato su Sogni Contrassegnato da tag

Viaggio per Berlino

treno

Dei ragazzi partivano per la Germania in treno, io con altri 4 amici volevo viaggiare.
Volevo lasciare qualche problema alle spalle, lo si vedeva perché non mi importava di niente, solo di chiamare i miei genitori per avvisarli quello si, così valeva per gli altri miei compagni avventurosi, qualche genitore diede il permesso, altri no, ma già lo sapevo (per chi conosce Luchino: lui non ebbe il permesso).

Eravamo sul treno, doveva accompagnarli solo fino ad una fermata intermedia e poi tornare a Tornio, arrivammo a destinazione e quando fummo scesi e ottenuti i permessi telefonicamente per proseguire la rotta, il treno era già partito e con lui anche i compagni originali del viaggio. Non ci importava.

Il treno successivo, partiva dopo qualche ora, direzione: Berlino! Io non avevo soldi, ma un amico che non vedo da fin troppo tempo si offrì di regalarmi il biglietto. Mai successo nella vita reale 😀 mai un gesto che vedevo buono!

La stazione di questa fermata intermedia, è un labirinto: tra scale, indicazioni indecifrabili, piani stile centro commerciale ristretto e troppa frenesia dopo circa 15 minuti (di paura per la situazione angosciosa creata dal luogo) riusciamo a trovare una fila di distributori automatici di biglietti. Ne andasse uno, tutti non accettano contanti, sono rotti o hanno qualche problema.

Mi ricordo un dettaglio: in molte macchinette non riuscivo a selezionare la destinazione perché mi voleva far acquistare un biglietto mensile…I miei amici in silenzio dietro ad osservare, spirito di collaborazione 0.

Sarò riuscito a stampare il biglietto e a prendere il treno? Non lo so, ma ad un tratto decidemmo anche di dormire a Berlino.

Perchè nei miei sogni sempre i treni?

Scusa ma ti chiamo amore

scusa ma ti chiamo amore

Trama

Un film, non posso dargli un giudizio, perchè io sono andato a vederlo per riposarmi, per divertirmi e stare coi miei amici, comunque il tempo è volato e tante scene hanno fatto ridere abbastanza, di quelle battute che ricordi i primi 20 minuti e poi scordi…

Un morale c’è: Se non l’hai fatto e hai 18 anni, non perdere tempo! Bah questo è quello che ripetono…

Delle tante frasi dette, una mi è piaciuta:

I sogni si costruiscono

Penso che i propri sogni si costruiscono vivendo la vita, con i propri errori e le proprie vittorie, non cercandoli senza mettersi in gioco, come se si aspettasse qualcosa dagli altri, perché anche gli altri hanno bisogno di noi, il cammino è lungo e ogni strada è legata alle strade degli altri nella nostra salita per la vetta.

Il mio sogno è aver un gruppo di amici vero, non conoscenti ma amici, per un po’ ho solo voluto guardare il sogno, poi ho deciso di mettermi in gioco anch’io e forse anche solo una parola che avrò detto per mantenere saldo il rapporto con tutti, forse anche solo un “massì” non sarà stato vano, o forse sì…io ci ho provato, e il mio sogno diventa sempre più concreto. Ci vuole tempo per tutto, basta godersi ogni momento. Ognuno di noi è indispensabile e quello che non farai o non farò non potrà farlo nessuno.

Una volta vidi un film Michael Collins, il protagonista appunto Collins: combatteva per aver l’indipendenza dell’Irlanda dall’Inghilterra, di tutto il film tra l’altro molto bello e girato degnamente (tutto il rispetto a: Scusa ma ti chiamo amore), mi ricordo solo una scena: l’inghilterra ad un tratto della guerra civile decide di dare qualche potere in più allo stato ribelle, Collins accetta mentre il suo amico combattente si rifiuta dicendo “o tutto o niente”, Collins risponde con una frase del genere:

Si inizia con poco, da queste basi fonderemo il resto, inizieremo da qui

Certe volte non è questione di accontentarsi ma di vedere le cose in modo positivo, belle e in una visione ottimista. Morale della favola: Irlanda libera, Collins ucciso da quel suo “amico” e ricordato tutt’ora per i servigi dati.

Cosa da dire: tante scene del film (Scusa ma ti chiamo amore) sono veri sogni in aria, tanta gente si illude, e non costruisce i propri sogni (e questo film aiuta a non costruirseli, ad illudersi forse, predica bene e razzola male). Comunque fa passare una serata allegra.

Vi ricordate la canzone di Elisa? E l’articolo che avevo scritto?

Ridere

Uno volta, quest’estate, feci un sogno in bianco e nero.

Ero io e una persona a me cara seduti su due sedie difronte ad altrettanti banchi, e mentre ci dondolavamo, ridevamo e ridevamo di gusto, non era un sorriso ma era una risata, le labbra si estendevano e non avevano paura di fare brutta figura, erano libere, il cervello era sincronizzato col cuore. Non c’erano altri pensieri, c’era la voglia di restare leggeri, di star bene e di trasmettere la felicità.

Sembrava una condivisione di felicità.

Quando sono triste, come oggi, penso a quel sogno. Mai realizzato ma bellissimo.