Tra un viaggio e l’altro

Mi piace guardare gli altri in treno. Seduto in disparte muovo la testa tra il finestrino ed un’ altra vita. Un viso pieno di sogni e forse troppo rossetto, racconta alle amiche le ultime avventure, ed io penso che se solo ascoltassero i miei pensieri, potrei tenere un spettacolo di due ore. Le mie avventure sono all’ordine del minuto, quasi del secondo, ma sono nascoste nel silenzio e in un sorriso che si apre alle luci dopo la galleria, a quello strano effetto sfumato, forse un po’ da film, tanto ricercato nella quotidianità.

La vita è un po’ così, è capire che un senso tante cose non ce l’hanno; che tutto non è prevedibile ma sopratutto, per i più avventurosi, che alcune volte, prima di partire per un nuovo viaggio, alla ricerca di un nuovo senso, bisogna fermarsi, farsi penetrare da quella sensazione di calma, forse apparente ma gratificante. Ribellarsi, alzare la testa serve a poco contro se’ stessi, contro le proprio idee che spesso diventano qualcosa di più della propria volontà e dei propri desideri originari.

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Sorpresa


Domani, partenza per una destinazione sconosciuta, alla guida dell’intera sorpresa Michele, accompagnato da Luca. Sarà sicuramente il regalo più bello di questi miei vent’anni! Dopo un pranzo tra parenti ed una pizza in riva al Po con gli amici, anche il giorno del mio compleanno è trascorso serenamente, tra un avventura e l’altra e avvolto in quelle risate strappalacrime così tanto amate.

Oggi ti guardavo mentre eri assorto dentro ai tuoi pensieri, quando sei ricomparso tra di noi erano già passati cinque minuti. Velocemente hai ordinato le cose da dire e da fare con la solita confusione che ti appartiene. In questo momento descriverti mi pare la cosa più facile del mondo, disordinatamente ordinato riesci a muoverti nel mondo con un senso che ti fa riconoscere, il senso della sregolatezza con un pizzico di genio. Non mi sono mai accorto di temere la perdita una donna, di un amico o l’amore di un familiare, eppure, dopo che le nostre persone si sono incontrate nuovamente lungo i binari di questa imprevedibile vita, ho provato quella sensazione, quella paura che mi fa capire la tua importanza.
Hai passato il pomeriggio del mio compleanno con me. Il tempo che dedichiamo agli altri nessuno lo regala. Ti voglio bene.

Nel nulla

Ieri sera camminavo, spaesato dentro ai miei pensieri stranamente fluidi. Camminavo da solo.

Pensandoci sù: non ero assolutamente solo, anche se attorno a me c’era il nulla color nebbia, il cellulare era scarico, non avevo Facebook ed ero in un posto mai visto prima, di quei posti che non vuoi vedere finché purtroppo non ci cadi dentro. Ero in un posto senza volerlo, limitatevi a sapere questo.

Ma avevo con me tutti i volti che in questi lunghi quattro mesi, dove ho fatto i conti con me stesso, mi hanno accompagnato; vedevo una carrellata di sorrisi, espressioni e sguardi che non dimentico, non perché più intensi, ma perché sono stati apprezzati veramente e tenuti da parte per queste situazioni, dove sapere che ti chiami Francesco per qualcuno è necessario, fondamentale e irrinunciabile. Serve a tirarti fuori dalla palude della vita, che immancabilmente ogni tanto ti fa scomparire per qualche minuto, facendoti buttare al vento quello che credevi, perdere nelle tue parole e nei tuoi piccoli ragionamenti da coglione.

Serve a ricordarti la bellezza delle tue relazioni.
Serve a ricordarti il tempo che dedichi nelle cose che vivi ogni giorno con loro.
Sia solo una bacio, una confidenza o la semplicità di una colazione.
Cose che ti rendono unico per loro e che rendono unici loro, per te.

Stranamente, quando ero nella palude ciò che credevo non è volato al vento freddo di un 5 Maggio, ma è rimasto attorno a me, distaccato per un po’ ma vicino, non sono più deluso da me. Non ho più quella insicurezza negli occhi, il vento non ha portato via quel poco di rispetto che ho per me.

Una nuova differenza si è nascosta dentro di me.
Si vive di piccoli obbiettivi, ed io li ho rispettati.
E certe volte questi obbiettivi potranno non essere rispettati, ci si potrà perdere anche nel loro senso più profondo, allora immancabilmente ci sarà il dialogo rivolto all’esterno, aperto e sincero. Ma se dall’altra parte nessuno ti ascolta, la vita va avanti lo stesso, sempre a piccoli obbiettivi. Fiduciosi di se stessi, del proprio cambiamento e alla ricerca di qualcosa che valga la pena di essere vissuta. La vita, quella vera, quella di ogni attimo in cui siamo su questa terra.

Ho passato qualche mese ad inventare la realtà. Sei chilometri nel nulla mi hanno ricordato la concretezza che mi manca, che a fatica scorgo o voglio scorgere. Le persone valgono per quello che scambiamo con loro, per la bellezza che sanno darti con uno sguardo, per quanto ti riescono a far sentire bene, anche dopo una litigata.

Energie

La gente cade in basso e ovviamente anche i contenuti di Internet seguono il flusso: http://vogliotutto.blogspot.com/

In un articolo di quest blog particolare e ricco di incantesimi, c’è un incipit che mi ha incuriosito:

Ogni essere umano desidera amore, sesso, ricchezza, salute, potere: riassumeremo tutto questo con felicità.

Secondo me più si va avanti più la parola felicità diventa quello che gli altri vogliono che sia, quello che ci viene fatto passare per vero, con un effetto talmente martellante che ormai senza un minimo di barriere, non riusciamo a filtrare, capire e affrontare.

Niccolò Fabi illumina questa sera, la fa cantare e brillare ed il suo bagliore a sua volta fa agire me, trasforma un pensiero in un azione e viceversa.

Il nostro corpo e la nostra anima sono autostrade dove passano milioni di emozioni, pensieri e sensazioni, certe volte è difficile distinguerle, classificarle, qualcuna oserebbe dire catalogarle, ma forse basterebbe viverle vedendole con un occhio positivo, ovviamente servirebbe un po’ di calma ed il proprio spazio nel mondo, due temi già affrontati in questo blog che hanno portato a tanti cambiamenti.

Ma cos’è cambiato in questo periodo? Una cosa fondamentale, l’energie ricevute da un altra persona.

In due giorni ho capito anche che l’energia che viene trasmessa da certe persone è da incanalare, non può rimanere dentro di noi e girare inutilizzata pronta ad esplodere, mantenuta egoisticamente per se stessi, va vissuta, spesa in cose giuste, nella nostra vita, nel sorriso da trasmettere e nella gioia da diffondere in un mondo che spesso è grigio, siamo noi la differenza non gli altri.

Sorriso, che potenza!

Puoi scattarci una foto?

Mi volto e vedo una bella signora di colore seduta sulla fontana di fronte al castello Sforzesco vicina ai suoi due figli e rispondo che volentieri l’avrei scattata, dopo un paio di prove, qualche flash e due scatti riporto la digitale e ricevo un grazie, o meglio una parola e tre sorrisi, simultanei e sincronizzati, ancora adesso che scrivo non so perché mi sto emozionando, tre visi che sorridono uno affianco all’altro, non ho ricevuto un solo grazie ma è come se avessi ricevuti 3, mi sento io di ringraziarli perché quei sorrisi mi hanno rigenerato in un istante, erano veri, gli ho sentiti amalgamarsi con la mia pelle, wow!

Fuori città

gruppo amici

non proprio tutti, ma quasi

Dovevamo incontrarci solo per un gelato e poi la frase mitica:

“Sta sera cosa facciamo?”

Tutti assieme, tutti tornati da posti diversi, chi più abbronzato chi meno, basta un salotto e via…

Domenica eravamo a casa di Paolo, fuori città, silenziosa ma animata da noi, ci siamo fermati in compagnia di una pizza e di tanti racconti immortalati dall’ingrediente fondamentale: la gioia.

Ridendo tutto passa in fretta, parlando con tante persone ancora meglio, è stata proprio una bella serata. Grazie 🙂

Mi dispiace che d’inverno, non siamo sempre così numerosi e quest’anno come andrà? Iniziamo già con una partenza, che palle!

Vado di fretta

Fuori piove e come al solito mi devo preparare sempre all’ultimo per ogni occasione.

fretta

Gel, Machina fotografica, ombrello, soldi e un sorriso che non guasta mai… sono pronto e adesso devo aspettare gli altri.

Ma non ho scritto che mi sbrigo sempre al pelo?

Stop e Rewind. Ecco cosa causa la mia non premura.

Gel, messo male ma va bene lo stesso. Macchina fotografica, quasi scarica, ma pronta per qualche scatto. Ombrello, scrauso perchè gli altri non so dove siano e parlare di soldi è quasi un azzardo, monete recuperata tra una scrivania e l’altra. Però tutto sommato ce la farò a passare un ottima serata perchè il sorriso è vero.

Sorvolo

ma se vuoi sorvolo
e insieme a te io prendo il voto

E’ stato tanto tempo fa di Simone

Stavo osservando il monitor, leggevo qualche frase con poco senso, di colpo un po’ di gelosia, di scatto mi volto verso la bacheca che ho comprato dalla mia cara amica Ikea e leggo: “prima di pensare, rifletti“…faccio partire una canzone, tutto apposto, tutto ritorna alla normalità. Da quella piccola gelosia che però fa sempre venir un po’ di mal di stomaco (che indica che qualcosa non va) è spuntato un sorriso.

E’ cosi’ bello non essere gelosi, non essere tristi, non essere malinconici, e sopratutto non esserlo a tratti.