Istanti mancanti

e lascia al vento il tuo tempo passato
…e non ti giustificare
(Lascia Stare di Biagio Antonacci)

In certe occasioni, non è necessario cambiare, è sufficiente riconoscere la persona che siamo e tirare fuori i nostri desideri nascosti dall’ombra della nostra stessa immagine. Spesso dipingiamo la nostra immagine, invece di vivere. Viviamo distanti e anonimi
senza rivelarci mai, mentre confondiamo le sensazioni in mezzo a ragionamenti logici.

Possiamo essere quello che vogliamo, possiamo dire ciò che veramente speriamo, rompendo una maschera che spesso non serve. Ma ci nascondiamo dietro ai nostri pensieri che ci proteggono dall’essere quello che vorremmo, forse delusi, abbattuti o senza aspettative. Ci demoliamo da soli, e facciamo fatica a rialzarci, non capendo che siamo noi i primi a cambiare le cose. Mettendoci sul cammino che vogliamo fare, che,  se ci ha deluso potremmo migliorare o cambiare grazie all’esperienza passata.

I cambiamenti sono graduali ma i risultati sono grandi. Perché qualche nostra idea dovrebbe impedirci di vivere un bel istante che rimarrà fermo nel tempo? Chi siamo per dirlo? Ogni giorno è diverso, ogni giorno può essere una nuova sfida da vincere per la serenità o per qualsiasi altro nostro obbiettivo.

Conseguenze di una scelta

Progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell’amore
(Le conseguenze dell’amore)


Quando scegliamo una strada, siamo noi i primi a dover prendere in considerazione che è stata una nostra decisione, una via che sembrava giusta per la situazione o in certi casi la meno dolorosa per continuare il nostro percorso. Se è faticoso andare avanti, rimane controproducente tornare indietro quando la paura ci copre, quando gli altri sembrano ostacolarci.

Ogni nostra azione è importante, ogni nostra parola fa eco. Diamoci valore ma senza cadere nella superbia o vanità. Siamo noi i padroni delle nostre vite, non le strade che abbiamo intrapreso, le stesse che ci possono ingannare e a cui possiamo rimediare. Ecco la speranza.

Scegliere, come schierarsi lascia sempre un insegnamento, lascia esperienza, ma, solo se siamo pronti a seguire le nostre scelte con passione e con obiettività quando richiesta. C0sì facendo cresciamo e impariamo a confrontarci e migliorarci.

Il comportamento è importante per modificare il pensiero, lo sapevate? Come il pensiero è necessario per avere un nuovo comportamento.

Quando scegliamo, andiamo incontro agli altri, ma anche alle loro personali scelte.

Le nostre scelte influenzano loro e viceversa, bisogna tenerlo a mente. Bisogna essere consapevoli del potenziale che abbiamo. Se rispettiamo la nostra persona e le strade che abbiamo preso come scrito sopra, riuscire a non vedere le scelte altrui come inferiori alle nostre e avere un dialogo adatto, dovrebbe essere una cosa facile.

I silenzi non vanno interpretati scrive Fabio Volo, quando scegliamo, dobbiamo chiederci che silenzio ci portiamo dentro e fuori.

Empowerment

Le mie idee si sono sempre più avvicinate a concetti simili all’Empowerment. Senza conoscerlo, più volte ho parlato dei suoi punti, riassunti in questo articolo. Il concetto di Empowerment fa riferimento all’accrescimento spirituale, politico, sociale o della forza economica di un individuo o una comunità. Spesso tale concetto fa riferimento allo sviluppo della fiducia nelle proprie capacità.
L’Empowerment viene usato come tecnica nelle azienda da Coach e gruppi di lavoro.

L’Health Evidence Network (Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) lo definisce come: processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita.

Questa definizione è quella che mi piace di più, che unisce le mie idee ai miei obbiettivi, che aiuta gli altri. Che fa sì che la nostra vita, i nostri doni e le nostre competenze siano utili per qualcosa di più grande e siano noti a noi. La sigla dell’estate ragazzi canta che siamo noi i primi a cambiare il mondo, che il bene va fatto bene e che è inutile aspettare. Anche il vangelo lo dice. E allora godetevi l‘Empowerment, che ne sono certo, se usato quotidianamente vi restituirà molte gratificazioni.

Attribuzione al sé di risultati ed effetti del proprio agire (“internal locus of control”): tendenza ad interpretare i risultati e gli effetti delle proprie azioni come determinati più dai propri comportamenti messi in atto che non da forze esterne indipendenti dal soggetto (per esempio azioni di altri non influenzabili, il sistema, la fortuna o il fato…; in questo caso, all’inverso, la tendenza sarebbe quella allo “external” locus of control ovvero della attribuzione a cause esterne dei risultati e degli effetti de proprio agire)

Percezione di autoefficacia (“perceived self-efficacy”): tendenza a percepire sé come persona capace di scegliere e mettere in atto, a fronte di una certa situazione, i comportamenti più adeguati, tra quelli di cui si è capaci, (per risolvere problemi, per conseguire obiettivi, per realizzare bisogni e desideri, per affrontare situazioni particolari).

Percezione di competenza: tendenza a valutare positivamente le proprie capacità e skills (rilevanti rispetto ad un’area specifica di attività e di compito).

Tendenza motivazionale all’azione ed alla gestione: tendenza a sentire volontà e desiderio di partecipare all’azione e tendenza a desiderare di avere padronanza e controllo sui fattori in gioco.

Tendenza alla speranza (hopefulness): tendenza a ritenere che variabili, fenomeni, eventi sono gestibili e controllabili e quindi indirizzabili verso esisti sperati come migliori (contrario della non-speranza, hopelessness, tendenza a ritenere che fattori e fenomeni non siano controllabili-gestibili né quindi indirizzabili verso ciò che è sperabile).

Ideologia dell’influenza, del potere, della responsabilità, del cambiamento possibile: tendenze a pensare-sentire che le persone in generale (e non solo il soggetto in particolare) possono influenzare gli avvenimenti sociali e che hanno potere intrinseco e capacità in sé stesse; che i sistemi sociali tendono a rispondere agli sforzi di cambiamento; che ciascuno dovrebbe partecipare anche come senso di responsabilità verso sé stesso e gli altri.

Quando siamo noi i padroni delle nostre azioni perché dovremmo essere tristi? Quando gli altri non hanno potere sul nostro umore perché soffrire? Quando consapevoli delle speranza, della fiducia possiamo cambiare noi e l’ambiente in cui stiamo, perché deprimerci?

Andata e ritorno

A Laura e Claudia

io resto qui, i miei pensieri nei tuoi
che nome hai? voglio parlarti perchè
ti ho già incontrata quando,
un tempo che non so, dicevi guardami
(Il nome che non hai dei Nomadi)

Ieri ero a dorso in piscina, mentre prendendomi cinque minuti di riposo, pensavo. Le orecchie immerse nell’acqua mi facevano sentire solo il suono del respiro. Che voce ha la nostra anima mi chiedevo, che tono hanno i nostri pensieri?

Sto vivendo due situazioni che ho lasciato sfuggire via anni fa. Sono comparse con un sorriso che all’inizio si confondeva nella mia testa e poi si è fatto strada rendendosi chiaro. C’è un andata ed un ritorno? Abbiamo una seconda possibilità nelle cose andate storte?

Non sempre, togliendo il romanticismo, è solo statistica. In fondo anche studiando psicologia si studia questa materia. L’unica cosa da chiedersi è: sappiamo imparare dai nostri errori e valorizzare quello che ci capita? Riusciamo ad andare avanti con gli insegnamenti del passato, guardando il futuro?

Pensieri condizionati

Quando vogliamo qualche cosa, spesso la paura di non poterla avere riesce ad avere uno spazio così grande tra i nostri pensieri, da condizionarli. L’ energie che servono per conquistare o attirare a noi situazioni o persone, si perdono nel contenere stupide immagini di fallimento e di prospettive negative. Vaghiamo nell’incertezza e speriamo che il nostro obbiettivo non sia come noi, non riuscendo a capire che siamo noi a guidare, anzi a vivere, la nostra vita. Siamo distratti, non ci accontentiamo e spesso non riusciamo neanche a godere di quello che incontriamo per caso, mentre non abbiamo avuto ciò che volevamo. Spesso siamo egoisti al cubo.

Punti fermi?

Gli amici ti deludono, la gente normale no.

Non butto via le mie amicizie per il mio star male, per la mia delusione. Ma se dai rapporti pian piano togliamo tutte le aspettative perchè mancate, distrutte e logorate, cosa ci resta? Non mi sento di eliminare la fiducia come punto ferma dall’amicizia, non questa volta che la sento importante, che la sento tradita. Nel corso di questi anni ho rinunciato ad aspettarmi un sacco di cose: l’aiuto nel momento del bisogno, il dialogo, l’altruismo e avere qualcuno dei momenti bui. Mi hanno fatto sempre credere che non bisogna avere aspettative dai rapporti che si vivono, mi hanno fatto credere qualcosa che non riesco a condividere pienamente e penso che anche oggettivamente sia una un pensiero fittizio.

cosa vuoi che sia, passa tutto quanto
solo un po’ di tempo e ci riderai su
cosa vuoi che sia, ci sei solo dentro
pagati il tuo conto e pensaci tu
(Cosa vuoi che sia di Ligabue)

Non sapendo dove stavo andando, non ho saputo scegliere, e adesso i miei pensieri ne chiedono il conto. Ho lasciato guidare gli altri perché credevo giusto un ambiente, delle persone, dei valori che hanno dimostrato di essere l’opposto di quello a cui adesso credo io. Ci contavo, ci speravo in quelle persone, che ancora oggi avrebbero mille parole per difendere la loro giustizia ipocrita. Ho tenuto ferme: la fiducia, la sincerità, la spontaneità e la voglia di star insieme. E forse va bene così, forse la confusione ora è ancora troppa, mentre attorno a me il silenzio fa rumore, ma le scuse non si sentono neanche dopo discorsi chiari e concisi. Ed è questo il nocciolo, a cosa serve perdonare qualcuno che non senti più vicino? A cosa serve non fare lo stronzo, parlare chiaro, perdonare quando dall’altra parte non si sente più il tocco delle proprie parole?

Ecco cosa vuol dire togliere troppe aspettative da un rapporto qualsiasi. Significa allontanarsene, perderlo, non sentire più quel ponte che collega due isole. Significa sostituire quel sentimento, quella emozione con una etichetta. A 20 Anni, voglio vivere, correre, gioire e non dare etichette o fare cose in nome di esse, perdendo i miei punti fermi, scambiandoli con quelli degli altri. Scusate ma ho già visto questo film.

Nel nulla

Ieri sera camminavo, spaesato dentro ai miei pensieri stranamente fluidi. Camminavo da solo.

Pensandoci sù: non ero assolutamente solo, anche se attorno a me c’era il nulla color nebbia, il cellulare era scarico, non avevo Facebook ed ero in un posto mai visto prima, di quei posti che non vuoi vedere finché purtroppo non ci cadi dentro. Ero in un posto senza volerlo, limitatevi a sapere questo.

Ma avevo con me tutti i volti che in questi lunghi quattro mesi, dove ho fatto i conti con me stesso, mi hanno accompagnato; vedevo una carrellata di sorrisi, espressioni e sguardi che non dimentico, non perché più intensi, ma perché sono stati apprezzati veramente e tenuti da parte per queste situazioni, dove sapere che ti chiami Francesco per qualcuno è necessario, fondamentale e irrinunciabile. Serve a tirarti fuori dalla palude della vita, che immancabilmente ogni tanto ti fa scomparire per qualche minuto, facendoti buttare al vento quello che credevi, perdere nelle tue parole e nei tuoi piccoli ragionamenti da coglione.

Serve a ricordarti la bellezza delle tue relazioni.
Serve a ricordarti il tempo che dedichi nelle cose che vivi ogni giorno con loro.
Sia solo una bacio, una confidenza o la semplicità di una colazione.
Cose che ti rendono unico per loro e che rendono unici loro, per te.

Stranamente, quando ero nella palude ciò che credevo non è volato al vento freddo di un 5 Maggio, ma è rimasto attorno a me, distaccato per un po’ ma vicino, non sono più deluso da me. Non ho più quella insicurezza negli occhi, il vento non ha portato via quel poco di rispetto che ho per me.

Una nuova differenza si è nascosta dentro di me.
Si vive di piccoli obbiettivi, ed io li ho rispettati.
E certe volte questi obbiettivi potranno non essere rispettati, ci si potrà perdere anche nel loro senso più profondo, allora immancabilmente ci sarà il dialogo rivolto all’esterno, aperto e sincero. Ma se dall’altra parte nessuno ti ascolta, la vita va avanti lo stesso, sempre a piccoli obbiettivi. Fiduciosi di se stessi, del proprio cambiamento e alla ricerca di qualcosa che valga la pena di essere vissuta. La vita, quella vera, quella di ogni attimo in cui siamo su questa terra.

Ho passato qualche mese ad inventare la realtà. Sei chilometri nel nulla mi hanno ricordato la concretezza che mi manca, che a fatica scorgo o voglio scorgere. Le persone valgono per quello che scambiamo con loro, per la bellezza che sanno darti con uno sguardo, per quanto ti riescono a far sentire bene, anche dopo una litigata.

Giornata col sole

Finalmente è ritornato il sole. Si festeggia e si spera nei prossimi giorni con un buon gelato!

gelato

Perché a me la pioggia piace un sacco, ma quando c’è lei non c’è il sole, e le cose appaiono più scure 🙂

Equilibri e arrangiamenti

equilibrio

Io vivevo i miei equilibri…

Mi incazzavo, facevo cazzate, ripristinavo la situazione a mio modo, e m’illudevo di esser felice...cercavo e vedevo le cose a periodi. Questo è un periodo sì e questo è un periodo no.

Ero felice se i miei amici mi prestavano attenzioni e se non lo facevano ero triste, se una giornata andava bene prendevo la carica per andare avanti il giorno dopo e poi basta…mi aggrappavo alle cose, non vivevo tante belle situazioni per tristezza stupida, illuso da un senso di malinconia.

Mi aggrappavo alle cose ma non per andare avanti, per superare quel momento, caratterizzato sempre da tristezza o pensieri vaghi.

Vedevo gli amici quando facevano comodo e così per le situazioni. Usavo le cose e le persone e non vivevo assieme a loro. Poi ho scoperto e sto scoprendo tante cose…

E forse questa sera, alle 23.45 ho capito che è sempre stato tutto un problema di fiducia. Ma come fai ad averne se non ti senti la fiducia di qualcuno? O comunque se sai che non mantieni quello che dici?

Ora riesco a sperare e anche a volare…certe volte ho dei momenti di sfogo, ma basterebbe una corsa per smaltirli, oppure 5 secondi di riflessione, ma sono un po’ pigro, e comunque adesso è sempre bello meravigliarsi.

Adesso : E’ sempre meglio un “Massì” che un “Vaffanculo”, che vivere tranquilli e senza rabbia, si può! lottando forse, ma si può!

Poi se veramente “pensato col cuore” è una figata che ti fa star davvero bene, come quando si capisce che una cosa è giusta e non si è fatta così solo per farla, solo per apparenza. (sia interiore che esteriore) 😀

Buona domenica di speranza

Oggi per errore a tavola ci siamo messi a guardare Buona Domenica, ma è successa una cosa strana…c’era la madre di Denise (la bambina scomparsa da 3 anni) che raccontava un po’ questo suo dramma, la cosa che mi ha incuriosito è stato l’argomento, anzi i due argomenti trattati:

– la speranza

– l’indifferenza

Non mi soffermo ancora sulla speranza perché ho un po’ le idee confuse, però la signora concludeva dicendo: “che non si vive di false speranze”, ma di speranza e basta.

Per quanto riguarda l’indifferenza, ha parlato giustamente dei massmedia, che a furia di trasmettere le notizie in modo molto normale, fanno pensare agli italiani che ormai siano all’ordine un paio di omicidi, un paio di rapimenti, una catastrofe, delle morti in una fabbrica e tutto quelle piccole notizie che dovrebbero farci incazzare. Ok il giornalismo è una cosa soggettiva, e le notizie vanno trasmesse, ma forse non è il modo corretto.

Qualcosa che non c’è

I pezzi di canzone sono tratti da Qualcosa che non c’è di Elisa

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare il sole sorgere

Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore

Cercavo qualcosa che non c’è, cercavo i miei simili (dei mostri che mi ubbidissero), cercavo me stesso negli altri, volevo avere vicino le persone disegnate a mia immagine e somiglianza, cercavo la felicità nei beni materiali e negli altri, come se me la potevano servire su un piatto d’argento, la cercavo nelle cose che mi aspettavo, nel consumismo che mi doveva aiutare a sorpassare le difficoltà e a alleggerirmi questa vita. Ma poi in una giornata di pioggia è comparso il Sole, ma prima aspettavo, dicevo: “prima o poi troverò la mia felicità” e cosi andavo avanti giorno dopo giorno, senza viverli, aspettando un mondo come lo volevo IO, un mondo che per fortuna non esisterà mai, perchè se fosse cosi, non ci sarebbe speranza, fiducia, stupore verso gli altri, non avrei emozioni, sarebbe anche molto noioso.

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare

E poi di colpo, il bagliore mi ha accecato, e tutto sembrava cosi bello, di solito succede quando uno è fidanzato, ma per fortuna a me no, perchè come ho scritto non è la propria metà ad essere un motivo per farti vivere ogni istante della tua vita e renderti felice. Ho smesso di sognare il mio mondo perfetto, perchè avevo a disposizione un mondo bellissimo da girare stando anche solo a Torino o nel mio quartiere, fidatevi non è un “accontentarsi”, è semplicemente vederne la bellezza. Passo successivo? Fare qualcosa per renderlo migliore dove la situazione è proprio allarmante.

E se c’è un segreto
E’ fare tutto come
Se vedessi solo il sole

Elisa ci lascia un piccolo segreto, perchè le cose non sono mai automatiche.