Pezzi di mondo

ho sfidato il destino per la prima canzone,
ho lasciato gli amici, ho perduto l’amore.
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.

A Melinda

Quasi ti vergognavi pronunciando il tuo nome, che porti assieme a mille storie, come solo una ragazza scappata di casa sa tenere dentro sé, nella sua saggezza dolorosa, negli occhi forti e ricchi di mondo. Incontrandoti mi è venuta voglia di mare. Arrivavi da Pescara e con i nostri sorrisi abbiamo discusso sulla vita. Non ho capito quanto avresti voluto parlare, infatti, mentre scomparivi nel nostro silenzio, sono diventato un altro pezzo di mondo nei tuoi occhi forti.

Il valore degli attimi

A Michele

E allora è chiaro che due sono amici veri fino a quando non se ne rendono conto
quando cominciano a pretendere il “rispetto reciproco” stanno toccando il fondo
e allora parlami di cose che non mi hai detto mai e dimmi veramente chi sei
ti riconoscerò se ti conoscerò e tu mi riconoscerai se mi conoscerai


E’ stata una settimana ricca di momenti preziosi, sguardi coinvolgenti e attimi fuggiti.

Un aperitivo inaspettato, le battute con gli amici, una chiacchierata aperta e profonda con una persona speciale, sono cose classiche per me, eppure, in questa settimana sono state manna caduta dal cielo. Questa settimana sono stato da solo a casa, andavo a letto da solo e mi alzavo da solo, ho dato quindi valore agli altri e al tempo che avevo da condividere con loro.

Venerdì il cielo era così chiaro che l’azzurro intenso colorava di mare la parte migliore di me. Venerdì sera è da ricordare, ecco una cena in cui il tempo scorre ma le parole non passano, mi ricordo ancora un amico raccontare se stesso, vedo davanti a me le sue labbra muoversi a ritmo di pensieri nascosti ma fluidi ed io che nella pacatezza assoluta lo ascoltavo, senza interromperlo, senza arrogarmi il diritto di dare un consiglio. Una cosa spesso difficile per me che parlo molto.
Dopo la cena: il giardino, un libro di Fabio Volo e un bicchiere di Barolo sono stati ottimi compagni per godermi la calma delle ultime ore di un giorno sorridente che stava morendo, per dar spazio ad un nuovo sole e ad una nuova speranza. La speranza di essere migliori.
Il giorno dopo ho litigato con lo stesso amico e oggi sono andato a mangiare a casa sua, come sempre.

Attimi, veloci, uno dietro all’altro.

Ho pensato allora che la notte non solo portasse consiglio, ma desse tempo di essere nuovi, di coltivare quella speranza.
Quando litighiamo con un caro amico, il nostro obbiettivo è sempre quello di coltivare la nostra relazione con lui, o di imporre le nostre idee? E allora perché spesso facciamo di tutto per allontanarci, per metterci alla prova? Le parole se le porta via il vento e forse anche le persone, teniamocele strette nella libertà quando ne vale la pena, quando, se siamo amici, basta poco.

Non viviamo in funzione degli altri ma non abbiamo sempre ragione noi. Con poco si riesce ad incontrarsi e a parlarsi. Anche solo con un pranzo, se il nostro obbiettivo è l’amicizia.

Il cielo di Maggio


Guardare il cielo di Maggio, sporcato da macchie bianche più o meno senza forma, è come accorgersi di essere completi, immersi nella propria realtà, in totalità senza nessuna eccezione. I problemi diventano come quelle macchie, trascurabili in confronto alla bellezza della luce e alla delicatezza di quell’azzurro così vivo e così significativo, come solo la vita può essere. Il cielo siamo noi, il suo significato è il nostro amore per le piccole cose. Ogni giorno dovremmo dare senso al tempo che abbiamo, guardando quel grande cielo così scontato eppure sempre così nuovo perché infinito.

Forse riusciremmo a vivere meglio, pensando che anche i nostri gesti così abituali e ripetitivi possono essere qualcosa di importante per qualcuno.
CI accorgiamo delle bellezza del cielo quando la sera inizia a scendere, quando l’azzurro scompare nel profondo. E degli altri quando ce ne accorgeremo?

Questo articolo lo dedico a Francesca, perché mi hai insegnato che prima o poi qualcuno di simile a noi stessi lo si trova.

Senza chiedersi il perché

Non aveva alcun senso, era solo un piacevole brivido che le attraversava la schiena. Provava un istinto razionale nel non volerlo fare ed un’emozione basilare nel desiderio immotivato che non riusciva a capire. Adele era una qualsiasi ragazza su una qualsiasi barca. Osservava il suo riflesso come non l’aveva mai visto e si buttò in acqua, quasi volendo tenere la parte migliore di sé, quella nuova visione apparsa senza uno scopo preciso. In quel momento Adele si tuffò nel mondo senza chiedersi il perché. Perché lo sapeva già.

Sono appena tornato dal cinema, dopo una serata piacevole, dolce e tranquilla con mia cugina Eleonora, e dalle ripetizioni ad Adele, che forse un giorno leggerà le righe che le ho dedicato sopra senza un motivo preciso.

La dolcezza nella vita è importante. Non toglietemela.

Non toglietimi la bellezza di osservare un intera famiglia che lavora nello stesso Bar, dal bimbo più piccolo che passa per caso al nonno smemorato. Non toglietemi la delicatezza di veder una mamma che accarezza sua figlia. Non toglietemi il bene che due cugini si possono volere.

Oggi Marisa ha fatto una cosa unica per me, mi ha capito.

Vado a dormire, contento. Buona notte Blog

Essere ascoltato

Quasi tutte le  mattine arrivando al bar, incontro una mia professoressa che con un bel sorriso legge il solito quotidiana e ogni tanto commenta ad alta voce alcuni articoli, oggi il giornale non c’era e la vedevo appoggiata sul tavolino in attesa di trovare un modo furbo per passare il tempo. Mi sono messo a chiacchierare un po’ come al solito ma avevo un desiderio profondo, quello di essere ascoltato e anche un po’ invogliato a riflettere, insomma incentivato. Non è facile per uno che solitamente ascolta, essere ascoltato.

La mattina è decollata, tenuta in volo come sempre da Bianca, con cui è sempre piacevole passare del tempo e camminare comprando cd, libri e mangiando qualcosa. Amo questo genere di cose.

L’amicizia come ogni relazione ha uno scambio, qualcosa che si riceve e qualcosa che si da, in questo momento in tutte le relazioni che sto instaurando o mantenendo mi sento in un perfetto equilibrio, non sento il peso di dover far qualcosa o la necessità di ricevere qualche attenzione particolare, come in certi momenti poteva accadere. Sto bene, faccio quello che mi sento di fare e questo non mi da alcuna aspettativa, una cosa piacevola non ha bisogno di una gratificazione aggiuntiva. Giusto?

E’ la prova che cercare di eliminare il più possibile l’ambiguità e la paura è servito. Sto vivendo al pieno quello che capita, con un occhio attento a quello che cerco e sono veramente. Poi di problemi ce ne saranno sempre, un po’ come i periodi meno positivi.

Per adesso mi godo questo pomeriggio.

Pioggia di patenti

Iniziano a piovere le tonnellate di domande sulla patente che non prenderò a causa della mia vista non proprio d’aquila e da un lato sono contento, sarei troppo imbranato, scherzo, comunque secondo me c’è qualcuno che mentre legge queste parole si starà domandando se sono un cretino a scriverlo sul mio blog, ormai conosco tanti pensieri dei miei lettori e vi comunico che tanto non cambia niente, anzi magari trovo qualche lettore sperso su google che si trova nella mia stessa situazione e che si diverte a rispondere a tutte le domande dei suoi amici, conoscenti e persone con cui scambia due parole. Ormai per rispondere divido le persone in due gruppi: quelli che mi ascolterebbero e chi no, a secondo del gruppo assegnato dico la verità o rimando la notizia che fa venire un lampo di finta tristezza e compassione negli altri. Di certo io non la voglio e non l’ho chiesta 🙂

Questa è la verità: a me onestamente importa poco, i treni, i tram esistono, più o meno costosi, comodi o utili, questo è un problema mio, n fondo ci sono abituato fin da piccolo, chi ci vede di meno, e come se avesse un arma in più, è più umile, chiede di più e si adatta!

Pian piano me ne sono accorto nei vantaggi nascosti, certo non è sempre facile.

Steve Jobs direbbe: Think different.

Cosa ci vorrebbe

Disse loro anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca? Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

buca
di monte Inviato su Senza categoria Contrassegnato da tag

Il povero nazista

metalslug

Bart: Certo che è assurdo ‘sto gioco…
Andra: Perché?
Bart: Questo qui avrà ucciso centocinquantamila nazisti e non si è fatto nulla…hai capito chi è il vero eroe di questi giochi? Perché da una parte ci sei tu, che appena vieni ferito puoi subito recuperare le vite, e dall’altra parte ‘sti poveri cristi che saranno pure nazisti, ma che non hanno alcuna alternativa. Quindi va a finire che tu sei lo stronzo, e loro dei poveri cristi proletari senza alternativa.
Andrea: Certo che è brutto fare il nazista in un videogioco…

Dialogo tratto dal film Santa Maradona

Quando credo di essere nel giusto, dovrei essere più umile e più cristiano, e tante parole dette solo per far rumore o per mostrare qualcosa (credo il mio lato stronzo) non uscirebbero. Invece di usare un lanciafiamme, si poteva usare una pistola…anche se il danno è sempre lo stesso…

“Te lo dicevo io”

Riflettevo, che attorno a me ci sono persone che mi hanno dato i loro consigli senza insistere, facendomi fare comunque i miei sbagli e senza lamentarsene, e quando gli ho capiti veramente, non mi hanno rinfacciato il “Te lo dicevo io”.

Preghiera del Servizio

Preghiera del Servizio di Madre Teresa di Calcutta

Signore,
mettici al servizio dei nostri fratelli
che vivono e muoiono nella povertà
e nella fame in tutto il mondo.

Affidali a noi oggi;
dà loro il pane quotidiano
insieme al nostro amore
pieno di comprensione, di pace, di gioia.

Signore,
fai di me uno strumento della tua pace,
affinché io possa portare
l’amore dove c’è l’odio,
lo spirito del perdono dove c’è l’ingiustizia,
l’armonia dove c’è la discordia,
la verità dove c’è l’errore,
la fede dove c’è il dubbio,
la speranza dove c’è la disperazione,
la luce dove ci sono ombre,
e la gioia dove c’è la tristezza.

Signore,
fa’ che io cerchi di confortare
e non di essere confortata,
di capire, e non di essere capita,
e di amare e non di essere amata,
perché dimenticando se stessi ci si ritrova,
perdonando si viene perdonati
e morendo ci si risveglia alla vita eterna.
Amen