Mostrarci agli altri

Le ragazze sono come fiori
profumati di fragilità
ma in amore sono come querce…
E qui dall’altra parte
incerti ed affannati siamo noi
violenti ed impacciati siamo noi
(Le ragazze fanno grandi sogni di Edoardo Bennato)

Sta sera avresti condiviso questa canzone. Sta sera mentre ci guardavamo e mi parlavi, capivo che potevi in qualche modo aver ragione, che volevi semplicemente poco di più, qualcosa che spesso è difficile tirar fuori dalla mia persona in poco tempo. Sei comparsa dopo un mese e in un attimo non ci sei di nuovo, ma hai lasciato una morale come se bastasse a occupare il tempo.

Sappiamo dimostrare agli altri chi siamo e cosa vogliamo con la coerenza? Sappiamo prendercene la responsabilità a parole e con i fatti?

Idee illogiche

Gli uomini non sono disturbati dalle cose, ma da cio’ che pensano sulle cose.
Epitteto

PRINCIPALI IDEE ILLOGICHE,
IRRAZIONALI E AUTODISTRUTTIVE PRESENTI NELLE NOSTRE MENTI
(Albert Ellis, 1994)

1. È necessario essere amati e approvati da ogni persona significativa
2. È necessario essere competenti e adeguati, altrimenti si è persone senza valore
3. Le persone devono comportarsi in modo gentile e onesto
4. È terribile se le cose non vanno come vorremmo
5. Le emozioni sono causate da eventi esterni e noi non possiamo fare niente su queste reazioni
6. Se qualcosa potrebbe essere pericoloso, non devo pensarci e devo evitarlo assolutamente
7. La nostra storia passata ci condiziona fortemente e non possiamo fare granché per cambiarla
8. C’è sempre una soluzione giusta e perfetta ai problemi

Albert Ellis (1913-2007) è stato uno psicologo statunitense.
Fondatore della Rational Emotive Behavior Therapy, è considerato il precursore delle terapia razionale emotiva e terapia cognitivo-comportamentale. È stato valutato, dalle Associazioni di Psicologi statunitense e canadese in una stima del 1982, come uno dei tre più influenti psicoterapeuti del XX secolo (primo Carl Rogers; terzo Sigmund Freud).

Realtà e Fantasia

A Aleesandro e Claudia
A Michele e Andrealisa
A Elisa

Non sono un cantautore, sono l’inganno, il candore
sono un attore, un santo, una balia senza prole
sono fiato e parole, un insieme di fiori e pistole
sono contorto, distorto, sono un cuore in corto
(Non sono un cantautore di Fiorella Mannoia)

Ieri sera dopo una giornata in piscina con i ragazzi, abbiamo organizzato una cena al volo, in cui una pasta in bianca unisce tre persone che spesso si trovano in situazioni simili. Mi piace essere partecipe a queste cose, mi piace l’imprevisto e trovarmi sul divano di qualcuno a sorseggiare cocacola. Dopo un oretta, con altri amici mi sono goduto qualche risata e la vista della città dall’alto, dove così tante luci e così tante case silenziose, in mezzo ai versi dei grilli, sembravano creare una pace tra la realtà e la fantasia.

Ero con i miei amici. Quanti viaggi e quante parole ho condiviso con loro.

Ho deciso di continuare attivamente il mio cammino che unisce i miei desideri alla parte più concreta della vita, al rapporto con gli altri e alle mie decisioni, da intraprendere sempre più, senza obblighi, paure o vincoli.

Sempre ieri sera la sua chiamata mi è rimasta in testa, come il messaggio di qualche giorno fa.

Animazione

Nel fine settimana sono partito per Limone Piemonte con un libro e sono tornato che ne avevo 3. Questa settimana per il sesto anno, l’estate ragazza è una prerogativa per il mio benessere estivo e per la mia crescita. Un buon modo per star a contatto con tante altri caratteri e persone di età diversa. Variegate sono le mie giornate, ricchi di qualcosa difficile da spiegare, facile da sentire. Un emozione. Una soddisfazione e una sfida quotidiana in tanti piccoli ambiti.

Stare con i ragazzi, aver come obbiettivo il loro divertimento e fargli portare a casa qualcosa di più profondo, rimane entusiasmante. Riesce a liberare la leggerezza del cuore e la sensibilità da avere nei momenti più delicati, quando i ragazzi si aprono alla condivisione.

L’educazione è cosa di cuore, infatti diceva Don Bosco.
Il lavoro di gruppo con altri animatori diventa il giusto scambio di energia e di valori, necessario non solamente per un mese all’anno, ma unendosi al proprio bagaglio personale, per sempre. Così come il riuscire a gestire situazioni e discussioni non sempre facili, dove l’autocontrollo, le giuste parole ed uno spirito positivo si costruiscono assieme.
Giostrarsi in mille occasioni aumenta la fantasia, amplia le proprie attitudini e l’indipendenza.
E’ allenamento alla vita con un sorriso, con lo spirito positivo che spesso manca.

L’animazione, come descritta in questo manifesto, è un punto base della mia vita.

Il Bacio a metà

A Chiara


Oggi pensavo al tuo bacio, al tuo lasciarmi andare e al tuo mettermi alla prova. Credevo che un bacio non avesse molto valore, ma adesso lo spacco tra noi chiede di poter parlare. L’emozione che provavo mentre ti sfioravo i capelli compara soffocata, si mostra senza te. A metà. Non l’avrei mai detto, non era previsto ma sopratutto non mi è mai capitato di dare un bacio al volo, e poi quasi scomparire, allontanandomi da una vita così velocemente.

Qualche minuto per assaporare il cocktail di emozioni e sentimenti. Si accoglie tutto, si dà un senso che si consolida piano piano e si continua per il cammino più bello che c’è.

Quali aspettative abbiamo dalle nostre azioni e sulle conseguenze? Quanto valore diamo alle situazioni? Ho imparato che nella vita quotidiana, la spontaneità, è la caratteristica che preferisco, insieme alla sincerità, alla gioia e al mettersi in gioco con rispetto. Ho imparato che le aspettative è meglio averle sul proprio cavallo, su sé stessi e non sugli altri.

Mi fa soffrire di meno, mi fa vedere il mondo a colori e mi fa crescere meno egoista. Siamo noi che possiamo cambiare il mondo, cambiando modo di percepirlo. Senza confondere bene e male, ciò che unisce da ciò che separa.

Ero al centro di una strada, con alla mia destra un campo fiorito e alla sinistra una fabbrica dismessa, pensando che certe volte Felicità e Infelicità sono legate semplicemente dalla prospettiva con cui guardiamo le cose, dai mezzi che usiamo per raggiungerle. Era il tuo bacio a parlarmi. Ieri i fuochi di San Giovanni, domani una nuova donna.

Un sorriso (quasi) nostalgico

A Emanuela


Vento freddo è diventato il tuo respiro perduto.

Mi è sempre piaciuto giocare con le parole. Oggi il vento entrava dalla finestra del Bar, e soffiava forte sulle braccia scoperte e sul viso, mentre il cappuccino addolciva la situazione e i miei pensieri volavano nei tuoi. Ho visto allo specchio un sorriso quasi nostalgico.

Equilibri e confini

Pensando a Chiara


Star bene con le persone accanto a noi, non è un etichetta come l’amicizia o l’amore. E’ la base per ogni rapporto, che da piccolo trascuravo, non sapendo neanche il perché, mentre vedevo il mondo aprirsi tra nuove relazioni, legami e qualche sorpresa che sapeva di novità. La mia, non era paura di star solo, probabilmente, solo una voglia di scoprire quello che mi era vicino, trascurando un po’ me stesso e quello che mi avrebbe fatto bene. Il tempo è passato e la chiarezza giorno dopo giorno si è fatta strada, creando esperienza e lasciando da parte qualche buia idea.

Lo star bene ci rende liberi. Lo star bene ci fa essere sinceri e ci dà energia. Lo star bene ridisegna l’amicizia e l’amore.

Oggi è iniziato l’Estate Ragazzi. Come ogni anno, vedere i bambini che con poco ti sorridono, con un solo gesto amichevole ti possono raccontare mille cose, mi ha ricordato che: più abbiamo rispetto di noi stessi, più potremo avere rispetto degli altri. Più ameremo la nostra vita, più ameremo la vita degli altri.

Mi viene in mente la figura del bambino che può essere egoista e nello stesso tempo generoso.
Noi adulti come ci comportiamo, quali sono i nostri equilibri e i nostri confini?

(Oggi) Non posso dare agli altri quello che non ho.
(Ieri) Non potevo esplorare il mondo senza sapere cosa volevo, senza essermi guardato dentro.

Il valore degli attimi

A Michele

E allora è chiaro che due sono amici veri fino a quando non se ne rendono conto
quando cominciano a pretendere il “rispetto reciproco” stanno toccando il fondo
e allora parlami di cose che non mi hai detto mai e dimmi veramente chi sei
ti riconoscerò se ti conoscerò e tu mi riconoscerai se mi conoscerai


E’ stata una settimana ricca di momenti preziosi, sguardi coinvolgenti e attimi fuggiti.

Un aperitivo inaspettato, le battute con gli amici, una chiacchierata aperta e profonda con una persona speciale, sono cose classiche per me, eppure, in questa settimana sono state manna caduta dal cielo. Questa settimana sono stato da solo a casa, andavo a letto da solo e mi alzavo da solo, ho dato quindi valore agli altri e al tempo che avevo da condividere con loro.

Venerdì il cielo era così chiaro che l’azzurro intenso colorava di mare la parte migliore di me. Venerdì sera è da ricordare, ecco una cena in cui il tempo scorre ma le parole non passano, mi ricordo ancora un amico raccontare se stesso, vedo davanti a me le sue labbra muoversi a ritmo di pensieri nascosti ma fluidi ed io che nella pacatezza assoluta lo ascoltavo, senza interromperlo, senza arrogarmi il diritto di dare un consiglio. Una cosa spesso difficile per me che parlo molto.
Dopo la cena: il giardino, un libro di Fabio Volo e un bicchiere di Barolo sono stati ottimi compagni per godermi la calma delle ultime ore di un giorno sorridente che stava morendo, per dar spazio ad un nuovo sole e ad una nuova speranza. La speranza di essere migliori.
Il giorno dopo ho litigato con lo stesso amico e oggi sono andato a mangiare a casa sua, come sempre.

Attimi, veloci, uno dietro all’altro.

Ho pensato allora che la notte non solo portasse consiglio, ma desse tempo di essere nuovi, di coltivare quella speranza.
Quando litighiamo con un caro amico, il nostro obbiettivo è sempre quello di coltivare la nostra relazione con lui, o di imporre le nostre idee? E allora perché spesso facciamo di tutto per allontanarci, per metterci alla prova? Le parole se le porta via il vento e forse anche le persone, teniamocele strette nella libertà quando ne vale la pena, quando, se siamo amici, basta poco.

Non viviamo in funzione degli altri ma non abbiamo sempre ragione noi. Con poco si riesce ad incontrarsi e a parlarsi. Anche solo con un pranzo, se il nostro obbiettivo è l’amicizia.

Bacio


nel tenue ricordo di una pioggia d’argento
il senso spietato di un non ritorno

Mi ricordo armonia, guardo un desiderio prima cercato e poi vissuto. Non ho potuto frenare il mio sorriso, non ho potuto lasciarti andare via. Sembrava che mi conoscessi da sempre, con un solo gesto senza rimpianti mi hai svegliato da una giornata piena di abitudine e senza passione. Profondo e aperto com’ero con te, è stato il nostro bacio.

Dopo quel gesto la mia giornata è continuata senza di te, ma la forza che avevamo creato mi è stata vicina durante le ore successive. Cosa siamo senza passione? Quanto è importante nella nostra vita la passione nelle piccole cose per non cadere nella noiosa abitudine?

Donne

A Elisa

Ho visto tanti sguardi che volevano del semplice coinvolgimento, sognavano un mondo a colori da esplorare. Un mondo dove le donne più razionali e calme potessero illuminarsi al brillare di una stella, le più emotive e impulsive restare spaesate a guardarla, assorte nel silenzio. Accompagnate da qualcuno per cui ne valesse la pena essere sé stesse.

Show me a smile then. Don’t be unhappy. (True Colors di Cindy Lauper)

Il mistero che c’è dietro ad ogni legame, è qualcosa di fondamentale. La bellezza dl guardarsi negli occhi e capire che qualcosa ci lega tutti, è il mistero da esplorare. Un mistero a colori.

Come trattiamo le donne accanto a noi?

Dimenticanze

Mi è sempre piaciuto camminare sotto la pioggia, ma solo oggi i miei occhi si sono aperti ad uno dei tanti miracoli che le piccole gocce fanno, ancora piove e solo adesso ho capito la loro forza: il poter unire le persone semplicemente per star vicine.

Unisce due persone qualsiasi in una situazione qualsiasi senza porsi il perché. Si chiede solo l’essenziale, senza nessun fine.

Comodo rimane il poter guardare solo i lati negativi delle cose, eppure con poco si scopre il bello. Si scopre il lato che unisce e non quello che separa.

Cosa vogliamo farne delle cose che capitano?

Sorpresa


Domani, partenza per una destinazione sconosciuta, alla guida dell’intera sorpresa Michele, accompagnato da Luca. Sarà sicuramente il regalo più bello di questi miei vent’anni! Dopo un pranzo tra parenti ed una pizza in riva al Po con gli amici, anche il giorno del mio compleanno è trascorso serenamente, tra un avventura e l’altra e avvolto in quelle risate strappalacrime così tanto amate.

Oggi ti guardavo mentre eri assorto dentro ai tuoi pensieri, quando sei ricomparso tra di noi erano già passati cinque minuti. Velocemente hai ordinato le cose da dire e da fare con la solita confusione che ti appartiene. In questo momento descriverti mi pare la cosa più facile del mondo, disordinatamente ordinato riesci a muoverti nel mondo con un senso che ti fa riconoscere, il senso della sregolatezza con un pizzico di genio. Non mi sono mai accorto di temere la perdita una donna, di un amico o l’amore di un familiare, eppure, dopo che le nostre persone si sono incontrate nuovamente lungo i binari di questa imprevedibile vita, ho provato quella sensazione, quella paura che mi fa capire la tua importanza.
Hai passato il pomeriggio del mio compleanno con me. Il tempo che dedichiamo agli altri nessuno lo regala. Ti voglio bene.

Ilaria

Ilaria è zucchero filato, delicata e soffice mi avvolge nei nostri pomeriggi di sole mentre le sue parole diplomaticamente gelose mi corteggiano, mi rimangano sulle labbra come lo zucchero, con una voglia matta di gustarmele tutte.

Ilaria è una pesca silenziosa, si fa cogliere lentamente, lasciandomi il suo sapore dolce quando la sera la penso e la notte la sogno. Ilaria è il mio presente mentre la mia utopia lascia sposarmi con il tempo.

Qui il futuro, è già domani.

Nel nulla

Ieri sera camminavo, spaesato dentro ai miei pensieri stranamente fluidi. Camminavo da solo.

Pensandoci sù: non ero assolutamente solo, anche se attorno a me c’era il nulla color nebbia, il cellulare era scarico, non avevo Facebook ed ero in un posto mai visto prima, di quei posti che non vuoi vedere finché purtroppo non ci cadi dentro. Ero in un posto senza volerlo, limitatevi a sapere questo.

Ma avevo con me tutti i volti che in questi lunghi quattro mesi, dove ho fatto i conti con me stesso, mi hanno accompagnato; vedevo una carrellata di sorrisi, espressioni e sguardi che non dimentico, non perché più intensi, ma perché sono stati apprezzati veramente e tenuti da parte per queste situazioni, dove sapere che ti chiami Francesco per qualcuno è necessario, fondamentale e irrinunciabile. Serve a tirarti fuori dalla palude della vita, che immancabilmente ogni tanto ti fa scomparire per qualche minuto, facendoti buttare al vento quello che credevi, perdere nelle tue parole e nei tuoi piccoli ragionamenti da coglione.

Serve a ricordarti la bellezza delle tue relazioni.
Serve a ricordarti il tempo che dedichi nelle cose che vivi ogni giorno con loro.
Sia solo una bacio, una confidenza o la semplicità di una colazione.
Cose che ti rendono unico per loro e che rendono unici loro, per te.

Stranamente, quando ero nella palude ciò che credevo non è volato al vento freddo di un 5 Maggio, ma è rimasto attorno a me, distaccato per un po’ ma vicino, non sono più deluso da me. Non ho più quella insicurezza negli occhi, il vento non ha portato via quel poco di rispetto che ho per me.

Una nuova differenza si è nascosta dentro di me.
Si vive di piccoli obbiettivi, ed io li ho rispettati.
E certe volte questi obbiettivi potranno non essere rispettati, ci si potrà perdere anche nel loro senso più profondo, allora immancabilmente ci sarà il dialogo rivolto all’esterno, aperto e sincero. Ma se dall’altra parte nessuno ti ascolta, la vita va avanti lo stesso, sempre a piccoli obbiettivi. Fiduciosi di se stessi, del proprio cambiamento e alla ricerca di qualcosa che valga la pena di essere vissuta. La vita, quella vera, quella di ogni attimo in cui siamo su questa terra.

Ho passato qualche mese ad inventare la realtà. Sei chilometri nel nulla mi hanno ricordato la concretezza che mi manca, che a fatica scorgo o voglio scorgere. Le persone valgono per quello che scambiamo con loro, per la bellezza che sanno darti con uno sguardo, per quanto ti riescono a far sentire bene, anche dopo una litigata.